In interventi di questi giorni ferragostani l’Abi ha esposto una serie di argomenti, riportati anche su queste colonne, che indirettamente sono contrari all’introduzione di una tassa sui cosiddetti extra profitti delle banche, peraltro smentita pubblicamente dal governo. Il presidente Antonio Patuelli ha ricordato, tra l’altro in una intervista al Corriere della Sera, che gli istituti già pagano una sovratassa sull’Ires del 3,5 per cento aggiungendo, con riferimento alla richiesta di un maggior apporto alla finanza pubblica avanzata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che essi così danno un contributo superiore a quello di altre società.
Con queste e altre affermazioni è chiaro che si sia voluto chiudere la questione da parte del settore bancario, non solo a proposito della tassazione degli extra profitti sul modello di quella progettata nell’agosto dello scorso anno e poi rapidamente rientrata, ma anche con riferimento alla bislacca ipotesi di imporre per legge livelli di remunerazione dei depositi dei diversi tipi, a cominciare da quelli con rendimento zero, per introitare in questo modo, da parte del fisco, un maggiore gettito derivante dall’applicazione dell’imposta del 26 per cento sugli interessi. Ma la risposta di Patuelli sembra mirare ad escludere altresì l’ipotesi di un eventuale aumento dell’addizionale di cui pure si era parlato come anche, e a maggior ragione, l’istituzione di imposte diverse, contributi di solidarietà, altre misure del genere. Da parte del governo finora non si è avuta una rassicurazione in tal senso.
Ciò può significare che l’idea di adottare nuove forme di tassazione per il settore (non solo degli asseriti extra profitti) sia definitivamente esclusa e che, ai fini della manovra di bilancio, si stiano battendo nuove strade, ma può anche significare che si stiano valutando altre eventuali misure. Dunque, l’esigenza di una completa, definitiva chiarezza, per un settore per il quale la sola possibilità del ritorno del progetto della tassazione dei suddetti maggiori profitti ha causato nelle scorse settimane riverberi negativi nel mercato, va tempestivamente soddisfatta. In ogni caso, rispetto all’indeterminatezza e ai conseguenti movimenti negativi che questa può provocare anche con fake news, sarebbe paradossalmente preferibile l’ufficializzazione di un’eventuale misura impositiva sulla quale naturalmente si svilupperebbe un confronto dialettico.
Resta pur sempre inspiegabile perché finora non si sia pensato a un’operazione che potrebbe attivare decisamente la concorrenza nel sistema e suscitare un importante effetto annuncio. Ne abbiamo già scritto su queste pagine. Nei tre intermediari nei quali la presenza pubblica è di riferimento Poste, Montepaschi e Mediocredito centrale Banca del Mezzogiorno si potrebbe promuovere la remunerazione o l’aumento della stessa relativamente ai depositi secondo il disegno che si attribuisce al governo per il settore, anche se poi smentito, come si è detto. Ciò certamente stimolerebbe comportamenti similari, senza tuttavia incorrere in comportamenti dirigistici introdotti per legge che sarebbero destinati ad essere cassati in sede di giudizio di costituzionalità e della giurisdizione europea. Si ritiene una forzatura una tale linea? Ma lo sarebbe enormemente di più l’ipotesi della normativa, come forzatura sarebbe un’addizionale dell’addizionale. È al fine che bisogna guardare. L’alternativa sarebbe promuovere uno schema di raccordo per non dire di concertazione che verrebbe subito tacciata di vetustà quando, invece, rivista e riconcepita vecchia non sarebbe affatto tra politica economica, banche e politica dei redditi, in cui ognuno faccia la propria parte nella coerenza delle rispettive decisioni con l’obiettivo della crescita e del lavoro. È sperabile che del tema banche e fisco comunque parli pure la Banca d’Italia finora silente.
Sono argomenti che indirettamente si riflettono pure sulla tutela della stabilità. Il previsto discorso di domani del governatore Fabio Panetta al meeting di Rimini potrebbe essere un’occasione per affrontare pure questo tema. (riproduzione riservata)