Seduta sopra le righe per il titolo Tinexta a Piazza Affari con il riassetto in vista. Le Camere di Commercio e Unioncamere, a cui fa capo il 71,5% della società, starebbero trattando in esclusiva la cessione del controllo del gruppo specializzato in soluzioni per la digital transformation. Così l’azione è volata in chiusura del 12,98% a 13,58 euro (massimo intraday a 14,10 euro, livello già toccato ad agosto 2024; +42% negli ultimi tre mesi).
In corsa, secondo Il Corriere della Sera, ci sarebbe Nextalia in cordata con Advent. I due fondi hanno ottenuto l'esclusiva dopo l'esame delle offerte non vincolanti, battendo altri concorrenti che si sono fatti avanti, tra cui i fondi Apax, Cvc ed Eqt, ma con offerte inferiori.
Come promemoria, già nei mesi scorsi altre fonti di stampa aveva parlato di un potenziale interesse da parte di fondi di private equity per Tinexta, sebbene non fosse chiaro se tale interesse fosse limitato alla sola divisione Digital Trust o riguardasse l’intero gruppo.
L’esclusiva dura 30 giorni al termine dei quali Nextalia e Advent devono presentare l'offerta vincolante. Se venisse accettata, seguirà probabilmente l'opa per delistare Tinexta (originariamente si chiamava Tecnoinvestimenti ed è sbarcata sull’Aim nell'agosto 2014 con una capitalizzazione iniziale di 108,5 milioni). In fase preliminare la società sarebbe stata valutata 700 milioni di euro rispetto all’attuale capitalizzazione di mercato di 567 milioni.
«Non è chiaro se si riferisce all’equity value o all’enterprise value potenzialmente attribuito a Tinexta», dichiara Mediobanca Reaserch (rating neutral e target price a 11,50 euro confermati sull’azione). «Nel primo caso, osserviamo che un equity value di 700 milioni di euro corrisponderebbe a circa 14,8 euro per azione, rispetto al prezzo di chiusura del 17 luglio pari a 12 per azione e alla media degli ultimi 6/12 mesi intorno a 10 euro per azione; nel secondo, sulla base delle nostre stime per l’esercizio fiscale 2025, ciò corrisponderebbe a una valorizzazione leggermente superiore a 9 volte l’ev/ebitda». Per equita si tratta di equity value e i multipli impliciti della valorizzazione sarebbero p/e adjusted 2025-2026 di 13-11 volte ed ev/ebitda adjusted di 8-7 volte. «La notizia sostiene l’appeal speculativo sul titolo su cui confermiamo, comunque, il rating hold e il prezzo obiettivo a 10 euro», ha precisato la Sim.
Gli attuali azionisti potrebbero anche restare in tinexta, mantenendo una quota o reinvestendo parte di quello che ricaverebbero dalla vendita. È uno dei temi sul tavolo della trattativa. La società guidata dall'amministratore delegato, Pier Andrea Chevallard, ha chiuso il bilancio 2024 con ricavi pari a 455 milioni, in crescita del 15%, e un margine operativo lordo di 111 milioni (+8%).
«Se i 700 milioni di euro venissero confermati, il premio sarebbe superiore al 18% rispetto al nostro target price, ma del 28% rispetto alla chiusura del 17 luglio», ha commentato Banca Akros. «Stavamo valutando Tinexta come società indipendente quotata, con una somma delle parti stimata per il 2025 utilizzando multipli ev/ebitda pari a 10 volte per il business Digital Trust, 8 per il business Innovation e 5 per il Cyber/System Integration. Riteniamo che il core asset di Tinexta sia il Digital Trust. In caso di cambio di controllo, avremmo applicato per il Digital Trust un multiplo compreso tra 12 e 14 volte, per una valutazione tra 701 e 812 milioni di euro, pari a 15,4-17,9 euro per azione, con un upside del 28%-49%».
Il valore più basso è vicino a quello menzionato sopra. Banca Akros ha ricordato che un asset simile, Namirial, una storia di crescita di successo, è stato venduto a marzo di quest’anno da Ambienta a Bain Capital per un multiplo pari a 6,8 volte le vendite 2024. I multipli ebitda sopra riportati implicherebbero un multiplo ev/vendite tra 3,8 e 4,4.
Salvo problematiche legate al golden power e all’analisi di due diligence, «riteniamo che il prezzo menzionato: 700 milioni, ovvero 12 volte per il Digital Trust o 15,4 euro per azione, rappresenti un livello ragionevole da cui avviare una discussione per una potenziale opa, lasciando intendere che non si possa escludere qualcosa in più. Confermiamo, quindi, il rating buy e il target price a 13 euro sull’azione», ha concluso Banca Akros. (riproduzione riservata)