Il segretario al Commercio Usa Howard Lutnick ha attaccato il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, in un post su X nella giornata di mercoledì 26 giugno.
«Ho appena riascoltato» la sua testimonianza, ha scritto Lutnick. «Fa di tutto per sottolineare che i dazi potrebbero POTENZIALMENTE contribuire all’aumento dell’inflazione, come se ne avesse già visti gli effetti, ma in realtà afferma chiaramente che, negli ultimi due mesi e mezzo, tali aumenti inflazionistici non si sono concretizzati. ZERO. Dice letteralmente che ‘il quadro generale dell’inflazione è piuttosto positivo’.»
Secondo i dati forniti dal Bureau of Labour Statistics (Bls), l’inflazione al consumo (Cpi) è passata dal 3,3% di maggio del 2024 al 2,4% di maggio 2025. Nonostante nell’ultimo mese l’inflazione sia aumentata di uno 0,1% anno su anno dopo tre mese di forte tendenza al ribasso, il carovita è comunque vicino all’obbiettivo della Fed del 2%. Il Cpi, infatti, era calato vertiginosamente dal massimo di 3% a gennaio a un 2,3% di aprile. Il Cpi core, che esclude dal paniere beni volatili come gli alimentari e l’energia, è diminuito di uno 0,6% nell’ultimo anno - scendendo da 3,4%a 2,8%. Tuttavia, negli ultimi tre mesi la componente core dell’inflazione è rimasta stabile e si è mantenuta sul livello del 2,8% nei mesi di marzo, aprile e maggio. Questo mantiene in vita i timori che l’inflazione possa rimanere in una certa misura «appiccicosa».
Nel post Lutnick continua: «Quello che evita di menzionare è l’enorme aumento delle entrate che gli Stati Uniti stanno registrando grazie a questi dazi. Attualmente, il ritmo con cui arrivano entrate supera i 30 miliardi di dollari al mese. Parliamo di 30 miliardi di dollari al mese che entrano in contanti nelle casse del Tesoro americano, contribuendo a ridurre il nostro deficit e a diminuire il fabbisogno di nuovo debito.
Bassa inflazione e forti entrate fiscali sono esattamente i motivi per cui i tassi di interesse dovrebbero essere abbassati. Ridurre i tassi significa abbassare il costo del debito e, allo stesso tempo, stimolare la crescita economica, che a sua volta porta a maggiori entrate fiscali. Una tripla vittoria.»
Il segretario al Commercio continua: «Ecco perché il presidente Trump definisce Powell un perdente: perché preferisce ignorare l’effetto positivo delle entrate daziarie e mantenere i tassi d’interesse Usa ai livelli più alti tra le economie avanzate, per pura paura di agire. Ogni taglio dell’1% fa risparmiare agli Stati Uniti centinaia di miliardi in interessi. Powell dovrebbe aiutare l’economia americana a crescere e contribuire alla riduzione del deficit. È una formula semplice. Non c’è inflazione: lui stesso lo ha appena dichiarato. Quindi basta esitazioni: tagli i tassi, il deficit calerà naturalmente e l’economia volerà. Jerome Powell, il tuo compito è aiutare gli americani, non danneggiarli. Fai il tuo lavoro: TAGLIA questi tassi d’interesse assurdi nella prossima riunione.»