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Howard Lutnick
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Tassi, il segretario al Commercio Usa Lutnick attacca il presidente della Fed Powell

di Mario Olivari
25 giugno 2025, 17:00 Ultimo aggiornamento: 17:07

Il fedelissimo di Trump accusa Powell su X di ignorare i benefici dei dazi e mantenere elevato il costo del denaro nonostante l'inflazione sia vicina al target della Fed

Il segretario al Commercio Usa Howard Lutnick ha attaccato il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, in un post su X nella giornata di mercoledì 26 giugno. 

«Ho appena riascoltato» la sua testimonianza, ha scritto Lutnick. «Fa di tutto per sottolineare che i dazi potrebbero POTENZIALMENTE contribuire all’aumento dell’inflazione, come se ne avesse già visti gli effetti, ma in realtà afferma chiaramente che, negli ultimi due mesi e mezzo, tali aumenti inflazionistici non si sono concretizzati. ZERO. Dice letteralmente che ‘il quadro generale dell’inflazione è piuttosto positivo’.»

Secondo i dati forniti dal Bureau of Labour Statistics (Bls), l’inflazione al consumo (Cpi) è passata dal 3,3% di maggio del 2024 al 2,4% di maggio 2025. Nonostante nell’ultimo mese l’inflazione sia aumentata di uno 0,1% anno su anno dopo tre mese di forte tendenza al ribasso, il carovita è comunque vicino all’obbiettivo della Fed del 2%. Il Cpi, infatti, era calato vertiginosamente dal massimo di 3% a gennaio a un 2,3% di aprile. Il Cpi core, che esclude dal paniere beni volatili come gli alimentari e l’energia, è diminuito di uno 0,6% nell’ultimo anno - scendendo da 3,4%a 2,8%. Tuttavia, negli ultimi tre mesi la componente core dell’inflazione è rimasta stabile e si è mantenuta sul livello del 2,8% nei mesi di marzo, aprile e maggio. Questo mantiene in vita i timori che l’inflazione possa rimanere in una certa misura «appiccicosa».

La Fed non considera l’impatto positivo dei dazi

Nel post Lutnick continua: «Quello che evita di menzionare è l’enorme aumento delle entrate che gli Stati Uniti stanno registrando grazie a questi dazi. Attualmente, il ritmo con cui arrivano entrate supera i 30 miliardi di dollari al mese. Parliamo di 30 miliardi di dollari al mese che entrano in contanti nelle casse del Tesoro americano, contribuendo a ridurre il nostro deficit e a diminuire il fabbisogno di nuovo debito.

Bassa inflazione e forti entrate fiscali sono esattamente i motivi per cui i tassi di interesse dovrebbero essere abbassati. Ridurre i tassi significa abbassare il costo del debito e, allo stesso tempo, stimolare la crescita economica, che a sua volta porta a maggiori entrate fiscali. Una tripla vittoria

Ecco perché Powell è un perdente secondo Trump

Il segretario al Commercio continua: «Ecco perché il presidente Trump definisce Powell un perdente: perché preferisce ignorare l’effetto positivo delle entrate daziarie e mantenere i tassi d’interesse Usa ai livelli più alti tra le economie avanzate, per pura paura di agire. Ogni taglio dell’1% fa risparmiare agli Stati Uniti centinaia di miliardi in interessi. Powell dovrebbe aiutare l’economia americana a crescere e contribuire alla riduzione del deficit. È una formula semplice. Non c’è inflazione: lui stesso lo ha appena dichiarato. Quindi basta esitazioni: tagli i tassi, il deficit calerà naturalmente e l’economia volerà. Jerome Powell, il tuo compito è aiutare gli americani, non danneggiarli. Fai il tuo lavoro: TAGLIA questi tassi d’interesse assurdi nella prossima riunione.»



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