Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha incluso un grafico nella sezione delle Considerazioni Finali dedicata alla politica monetaria. Dalla figura emergono due aspetti che indicano l’orientamento attuale e dei prossimi mesi della Bce. In primo luogo, il tasso di interesse reale, al netto cioè dell’inflazione, è aumentato di quasi lo 0,5% da settembre. Di conseguenza la restrizione reale per l’economia è cresciuta nonostante la banca centrale sia rimasta ferma in questo periodo. In secondo luogo, Panetta ha mostrato che il tasso reale resterà per molti mesi superiore al tasso neutrale, quello cioè che non comprime né stimola l’economia, comunque lo si calcoli. Questo vuol dire che la Bce frenerà l’economia pure nel 2025, anche considerando i tagli attesi dal mercato.
Panetta ha così mandato un chiaro messaggio: «Dobbiamo evitare che la politica monetaria diventi eccessivamente restrittiva, spingendo l’inflazione al di sotto dell’obiettivo simmetrico della Bce» del 2%. A maggio il carovita nell'Eurozona è risalito al 2,6%, dal 2,4% di aprile, ma il governatore di Bankitalia ha evidenziato che si tratta di un dato «in linea» con le attese, «né buono né cattivo» e che quindi non ostacola l’allentamento in arrivo. Nell’analisi di Panetta i salari dovrebbero rallentare e la disinflazione, pur con oscillazioni, dovrebbe scendere ancora. L’economia ha mostrato segni di recupero dopo una prolungata stagnazione da fine 2022, ma comunque le previsioni indicano «una crescita modesta e soggetta a rischi al ribasso».
In questo quadro la Bce è pronta a tagliare i tassi giovedì 6 giugno. Si tratterà della prima riduzione dopo dieci aumenti tra luglio 2022 e settembre 2023 e una pausa di nove mesi con tassi sui depositi al 4%. Sulla prima sforbiciata dello 0,25% sono ormai d’accordo tutti i banchieri centrali dell'Eurozona. Le divergenze però riguardano già la riunione successiva, quella di luglio, e poi il cammino nei mesi seguenti. Perciò il 6 giugno l’attenzione sarà, più che sul taglio, sulla comunicazione della presidente Christine Lagarde che per il momento non dovrebbe sbilanciarsi.
I banchieri centrali tedeschi nel consiglio direttivo Bce, Joachim Nagel e Isabel Schnabel, hanno fatto capire che preferirebbero mandare subito segnali di una pausa a luglio. Altri governatori invece vorrebbero che la Bce non si legasse le mani con impegni per il futuro e non escludesse un secondo taglio consecutivo. Al momento i mercati ritengono che la Bce resterà ferma a luglio e che i tagli saranno due o tre in totale quest’anno. Il punto d’arrivo è atteso l’anno prossimo attorno al 2,25%.
Alcuni osservatori hanno espresso preoccupazione per la divergenza dei tassi rispetto alla Fed. La banca centrale americana dovrebbe rinviare il primo taglio, sulla base di una resistenza economica molto superiore a quella vista nell’Eurozona. I timori sono legati a un deprezzamento dell’euro tale da generare pressioni inflazionistiche. Panetta ha però sottolineato che questo elemento potrebbe essere «sovrastato» dall’impatto negativo che la restrizione Usa avrebbe sulla domanda mondiale e sui tassi globali. Perciò secondo il governatore di Bankitalia le decisioni della Fed saranno «un elemento di cui tenere conto», ma «non un vincolo» per la Bce. Inoltre, ha osservato, «un’azione tempestiva e graduale permetterà di contenere la volatilità macroeconomica rispetto a un’azione tardiva e precipitosa».
Panetta ha ricordato inoltre che la discesa dei tassi sarà accompagnata, diversamente dal passato, da una riduzione dei portafogli di titoli e della liquidità in circolazione. Così ci sarà un effetto restrittivo per il credito. La normalizzazione del bilancio dopo anni di espansione è «appropriata» per il governatore di Bankitalia, ma «è fondamentale che l’aggiustamento sia realizzato evitando carenze di liquidità nel sistema o episodi di frammentazione nella trasmissione degli impulsi monetari».
Queste affermazioni vanno inquadrate nel nuovo framework operativo della Bce: il fabbisogno di liquidità verrà in parte soddisfatto attraverso un portafoglio strutturale di titoli e operazioni di rifinanziamento a più lungo termine. «Queste componenti devono avere un peso elevato, in modo da assicurare un’offerta ampia e stabile di riserve», ha sottolineato Panetta. Nei giorni scorsi invece Schnabel ha suggerito di limitare gli acquisti di titoli. Il governatore di Bankitalia ha osservato che «nel nuovo assetto è essenziale che la liquidità rimanga abbondante, così da garantire un fermo controllo dei tassi di mercato a breve termine». (riproduzione riservata)