Buona notizia per noi utenti della telefonia: il 19 novembre entra in vigore il secondo blocco voluto da Agcom per le telefonate provenienti dall’estero con finto numero di telefono mobile. Si tratta di un passaggio fondamentale di un percorso scadenzato e complesso iniziato circa un anno fa, che ha visto protagonista l’autorità insieme ai principali operatori della telefonia. Già dal 19 agosto, anche se qualche operatore aveva meritoriamente attivato la procedura prima, si è dato vita al primo turno di blocchi che hanno riguardato le telefonate provenienti dall’estero con finti numeri fissi. Spesso si tratta, come tutti sappiamo, di telefonate automatiche a pioggia, che nella migliore delle ipotesi puntano a vendere ostinatamente un prodotto o a carpire dati sensibili, nella peggiore a circuire persone ingenue con la promessa di improbabili investimenti redditizi o di un posto di lavoro.
Per capire quanto questo fenomeno colpisca tutti trasversalmente basti pensare che a fine giugno il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin durante un convegno del dipartimento consumatori di Forza Italia su questo tema, confessò, con un pizzico di lodevole autoironia, di essersi trovato anche lui, come molti di noi, nella curiosa circostanza di rispondere alla famosa telefonata in cui la voce automatica annuncia di aver ricevuto il nostro curriculum. Vediamo qualche numero per renderci conto del fenomeno. Nel primo periodo di applicazione dei blocchi con finti numeri fissi (luglio e agosto) è stato filtrato il 5,74% del traffico telefonico complessivo in entrata, con una media di 1,3 milioni di chiamate fermate ogni giorno.
Nel mese di settembre, secondo i dati Agcom, su un totale di più di 1 miliardo e 400 milioni di chiamate in entrata dall’estero sono state individuate e bloccate circa 20 milioni di chiamate spoofing, pari a circa l’1,37% del traffico complessivo. Quindi nei primi mesi la percentuale delle chiamate bloccate dal filtro è scesa anche perché sono diminuiti i tentativi fraudolenti da parte degli operatori scorretti. Di qui a qualche mese probabilmente l’Autorità ci fornirà dati anche sull’applicazione di questi nuovi filtri per i finti numeri mobili. A tal proposito va chiarito che la divisione in due momenti dell’entrata in vigore dei blocchi è stata causata dalla maggiore complessità tecnica del secondo tipo di filtro, che ha dovuto tenere in considerazione l’esigenza da parte degli operatori di saper distinguere le vere chiamate in roaming da quelle fasulle.
Per adesso possiamo svolgere due considerazioni: la prima è che quando questa estate abbiamo salutato positivamente l’arrivo dei primi filtri avevamo ragione a credere che avrebbero avuto il loro impatto. La seconda è che, per la parte rimanente del traffico telefonico fino ad oggi non intercettata, abbiamo la ragionevole speranza che questa prossima tornata di filtri ci possa alleviare, almeno per qualche tempo e finché questi fastidiosi imbroglioni non ne escogiteranno un’altra delle loro, da questo insopportabile e dannoso tormento quotidiano. (riproduzione riservata)
*responsabile nazionale
dipartimento Tutela
dei consumatori di Forza Italia
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