skin track
Quelle cinquanta sfumature di rosso del Monte dei Paschi
Analisi Leggi dopo

Quelle cinquanta sfumature di rosso del Monte dei Paschi

di Angelo De Mattia
25 agosto 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 06:51

Come la politica influenza i progetti di aggregazioni bancarie, con un focus su Siena e il Monte dei Paschi, sollevando interrogativi sul passato e presente

Alla fine dell'icastico editoriale Orsi&Tori pubblicato su Milano Finanza, il direttore-editore Paolo Panerai pone due domande alle quali, pur apparendo retoriche, i lettori, quorum ego, non possono non sentirsi comunque stimolati a rispondere.

La tesi, che è sviluppata magistralmente, riguarda, essenzialmente, il ruolo che la politica sta avendo nei progetti di aggregazioni bancarie in corso, come è ormai indiscutibile per tutti.

Il direttore ne è giustamente convinto e chiede: se Siena fosse rimasta «rossa» tutto ciò che sta succedendo sarebbe del pari accaduto? Siena «rossa», ma, quanto al Monte dei Paschi aperta ad altre forze politiche, economiche e sociali, finanche ad associazioni religiose, ha visto per moltissimi decenni lo splendore del Monte, con tutti i governi (non rossi) della prima Repubblica.

In precedenza, finanche Benito Mussolini aveva battuto la ritirata quando aveva progettato di formare autocraticamente l’intero vertice dell'istituto e ciò per la compatta, ferma reazione della società senese. Non credo che i «rossi» avrebbero frapposto ostacoli a progetti di espansione del Monte, peraltro varie volte tentati, sempreché, a differenza di quello delle due Offerte attuali, fossero stati realistici, solidi, credibili, sostenibili. Sono stato lungamente e con ruoli distinti in queste vicende e posso testimoniare. Fa eccezione, ma in essa non vi era nulla di rosso, la sciagurata operazione Antonveneta, la madre della catastrofe poi sfiorata.

Piuttosto, ci sarebbe da chiedersi, interpretando quello che a me sembra il cuore del quesito del direttore, cosa avrebbe fatto il governo attuale se il progetto in corso fosse stato prodotto dai «rossi» di Siena (al di là di quanto si è detto prima sul fondamento assai dubbio, per usare un eufemismo) e se si sarebbe manifestato l'insieme di auguri, apprezzamenti ed appoggi espliciti o facilmente intuibili di parte dell'esecutivo.

Intesa e Unipol e la strumentalizzazione politica

L'altro interrogativo sulla politica riguarda l'ops sul Monte predisposta da Intesa-Sanpaolo con una ricaduta che vede un preciso ruolo di Unipol la quale, scrive il direttore, «suo malgrado esprime un mondo assai vicino ai partiti di sinistra e di opposizione».

In questo caso, la politica ha un ruolo nella sua veste ancora più deteriore, riguardando aree della maggioranza che strumentalizzerebbero la presunta collocazione di Unipol, magari presentandola stupidamente addirittura in chiave comunista. Unipol è un intermediario che dovrebbe costituire l'orgoglio del Paese, con la sua forza, la sua credibilità e il suo prestigio anche a livello internazionale.

Sono note l'autonomia e indipendenza di questo grande gruppo, nonché l'autonomia intellettuale e decisionale di chi, con altri esponenti, lo dirige saldamente, Carlo Cimbri.

Bisogna risalire agli inizi degli anni 60 per riscontrare un ruolo della sinistra verso l'allora impresa assicurativa, svolto sempre nel rispetto dell'autonomia imprenditoriale.

Alla base comunque vi era il riformismo emiliano - romagnolo di tutti i colori, bianco, rosso e verde, che ha scritto importanti pagine di storia economica e sociale (altro che comunisti) nonché di coesione e mutualità. Di Intesa, la prima banca italiana, è superfluo scrivere. Come sottolinea l'editoriale in questione, Intesa e Unipol non si arrenderanno.

Arrendersi è una parola sconosciuta da chi occupa il vertici delle graduatorie nazionali e ha ampiamente dato conto di sé per lunghi anni. A maggior ragione se l'antagonista ha elaborato un progetto che non definirò come il Financial Times, anche per rispetto di chi lo ha curato, ma non vorrei che si verificasse come quel caso di un soldato francese, Chauvin, che, mentre le truppe tedesche occupavano Parigi, gridava «a Berlino». (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza