Nel giorno dell’assemblea straordinaria (alle 13) per la ratifica della nomina di Antonio Filosa come ceo, Stellantis soffre in borsa: la mattina di venerdì 18 a Piazza Affari il titolo segna la peggiore perfomance del Ftse Mib con un calo del 2% circa attorno a quota 8 euro. Il titolo sconta una serie di fattori negativi, tra cui l’ultimo sembra essere l’incertezza generata dal rinvio della comunicazione sui dati di consegna delle nuove vetture, novità che va ad alimentare il newsflow poco rassicurante degli ultimi giorni.
Secondo indiscrezioni di mercato riportate da un trader, il gruppo avrebbe deciso di posticipare al 29 luglio la diffusione dei dati globali sulle consegne di auto, unendoli alla pubblicazione dei risultati trimestrali. La modifica del calendario informativo ha colto il mercato di sorpresa e alimenta il nervosismo tra gli investitori, che temono segnali poco incoraggianti sulle performance operative del gruppo.
In parallelo, pesa anche il contesto più ampio del settore automotive, alle prese con domanda debole, pressioni sui costi e i dazi del presidente Usa Donald Trump. Proprio in quest’ottica va letta la recente decisione di Stellantis di fermare la produzione della Dodge Hornet nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, in Campania. Il gruppo ha motivato la scelta con l’impatto delle tariffe al 25% imposte dagli Stati Uniti sulle auto europee e con l’attuale debolezza dell’euro sul dollaro, che penalizza l’export.
Ma sul fronte italiano le notizie negative proseguono: secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, lo stabilimento di Cassino si prepara ad anticipare il fermo estivo, che potrebbe partire già dal 26 luglio fino al 31 agosto, sfruttando il contratto di solidarietà. La domanda delle vetture Alfa e della Maserati Grecale prodotte lì è troppo debole per permettere all’impianto di lavorare con la necessaria regolarità.
Un’altra notizia che non è stata accolta bene in Italia è il recente investimento di Stellantis in Marocco: userà circa 1,2 miliardi per ampliare la fabbrica di Kenitra e raddoppiare la sua produzione entro il 2030, passando dalle attuali 200 mila vetture a oltre 500 mila. Con questo progetto verranno creati oltre 3 mila posti di lavoro e proprio questo aspetto ha suscitato le critiche di parte della politica italiana, con il duro attacco della Lega: «Stellantis prima licenzia in Italia e poi assume in Africa, vergogna».
Tutto questo mentre ad Amsterdam sta per tenersi l’assemblea degli azionisti, che ratificherà la nomina di Antonio Filosa ad amministratore esecutivo del gruppo. Eventuali chiarimenti sulla strategia industriale e sulle mosse per affrontare i nuovi scenari globali potrebbero arrivare proprio a margine dell’incontro. (riproduzione riservata)