Stellantis è pronta a rivedere al rialzo i termini contrattuali con Cln-Coils Lamiere Nastri, in difficoltà finanziaria, per garantirne la continuità operativa. Come riportato da Bloomberg, il colosso automobilistico si è impegnato a pagare circa il 3% in più sui contratti di fornitura in Italia, in un piano più ampio volto a sostenere il fornitore strategico.
Oltre alla revisione dei prezzi, Stellantis è anche in trattative per rilevare alcuni impianti di Cln situati in Polonia e in Brasile, secondo fonti vicine al dossier citate da Bloomberg. Né Stellantis né Cln hanno rilasciato commenti ufficiali in merito.
Cln, storica azienda torinese fondata nel secondo dopoguerra da Mario Magnetto (la cui famiglia detiene ancora il 75% del capitale), produce componenti in acciaio per il settore automobilistico, tra cui cerchi e lamiere. Attualmente opera in diversi paesi europei, oltre che in Messico, Argentina, Brasile, Sudafrica e Turchia. Il restante 25% del capitale è detenuto da ArcelorMittal.
Negli ultimi anni, il gruppo ha risentito della crisi del comparto auto e ora punta a un ampio piano di ristrutturazione del debito. Nella prima proposta inviata ai creditori a inizio anno, Cln avrebbe messo sul tavolo un taglio del 90% sul debito non garantito. Le banche si sono però opposte a questi termini e le trattative sono ancora in corso. L’obiettivo è raggiungere un’intesa entro ottobre, scadenza del periodo di protezione dai creditori attualmente supervisionato da un tribunale italiano.
Il supporto di Stellantis a Cln si inserisce in un contesto più ampio di rilancio della produzione automobilistica italiana. Lo stesso presidente del gruppo, John Elkann, ha recentemente riaffermato l’impegno a garantire circa 6 miliardi di euro in ordini ai fornitori italiani, come dichiarato in audizione parlamentare a Roma lo scorso marzo. (riproduzione riservata)