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La gigafactory di Symbio in Francia
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Stellantis dice addio all’idrogeno: il gruppo lascerà la joint venture con Michelin e Forvia su Symbio

16 luglio 2025, 08:15 Ultimo aggiornamento: 18:11

Il gruppo chiude il programma per lo sviluppo di celle a combustibile alimentate a idrogeno, considerato non sostenibile nel medio termine. In bilico il futuro della società Symbio, partecipata in parti uguali con Michelin e Forvia. Stellantis: con lo stop al piano non ci saranno effetti sul personale

Dopo averci puntato e investito, Stellantis cambia rotta e dice addio all’idrogeno e allo sviluppo della tecnologia a celle a combustibile alimentate con quell’elemento chimico insieme alla società Symbio. La decisione, comunicata ufficialmente dal gruppo con una nota, sancisce l’addio a una joint venture paritaria con due società francesi e arriva in un momento in cui il mercato dell’idrogeno, pur essendo considerato strategico a lungo termine, non mostra segnali concreti di maturazione nel medio periodo.

Tra le ragioni della decisione del gruppo guidato dal neo ceo Antonio Filosa ci sono la scarsità di infrastrutture per il rifornimento, l’elevato fabbisogno di capitale per sostenere la produzione e la domanda ancora troppo bassa, anche a causa dell’insufficienza di incentivi economici per i consumatori. In scia alla notizia il titolo Stellantis mercoledì 16 ha chiuso la seduta a Piazza Affari perdendo il 6,2% a quota 8 euro, spinto al ribasso anche dal profit warning di Renault.

Addio ai veicoli commerciali a idrogeno

Come primo effetto della scelta, Stellantis bloccherà il lancio della nuova gamma di veicoli commerciali leggeri Pro One alimentati a idrogeno, che sarebbe dovuta entrare in produzione proprio quest’estate nei siti di Hordain (Francia) e Gliwice (Polonia). Si trattava di una delle linee più avanzate per l’introduzione dell’idrogeno nel trasporto commerciale su larga scala.

«La tecnologia a idrogeno rimane confinata a una nicchia, senza prospettive realistiche di sostenibilità economica a medio termine», ha spiegato Jean-Philippe Imparato, chief operating officer della regione Enlarged Europe di Stellantis. «In un contesto normativo europeo sempre più stringente sul fronte delle emissioni di Co2, dobbiamo fare scelte strategiche chiare per restare competitivi. Puntiamo con decisione sulla mobilità elettrica e ibrida, dove possiamo già offrire soluzioni concrete ai clienti». Stellantis ha comunque assicurato che non ci saranno impatti occupazionali diretti per i lavoratori degli impianti coinvolti. Le risorse finora dedicate all’idrogeno verranno riallocate su altri progetti di ricerca e sviluppo, in particolare nei settori elettrico e ibrido.

Symbio, dialogo in corso con Michelin e Forvia

Il disimpegno di Stellantis dall’idrogeno apre anche un dossier delicato: il futuro di Symbio, la joint venture paritaria con Michelin e Forvia (con quote del 33% ciascuna), fondata per sviluppare e produrre sistemi a celle a combustibile per veicoli leggeri e commerciali. L’investimento in Symbio, un’operazione da circa 300 milioni di euro, era stato presentato come un pilastro per la strategia a idrogeno dell’intero gruppo Stellantis.

A seguito della nuova linea strategica, Stellantis ha avviato consultazioni con i due partner per valutare le possibili conseguenze di mercato, sia sul piano industriale che finanziario. L’obiettivo sarebbe quello di preservare gli interessi di Symbio, tenendo conto degli obblighi reciproci e della nuova realtà in cui si troverà a operare. Il momento è delicato per Symbio, che solo un anno fa aveva annunciato investimenti significativi per l’espansione produttiva in Francia (a Saint-Fons, nella regione di Auvergne-Rhône-Alpes, c’è la gigafactory SymphonHy) e negli Stati Uniti. Senza il sostegno industriale di Stellantis, la società potrebbe trovarsi costretta a rivedere i piani o cercare nuovi partner industriali e la mossa del gruppo non è piaciuta ai soci della jv: Michelin ha condannato quella che definisce una «decisione inaspettata e non coordinata», mentre Forvia ha ricordato che «Stellantis rappresenta quasi l'80% del volume d’affari di Symbio» e quindi ora ci saranno «gravi e immediate ripercussioni operative e finanziarie» per la stessa Symbio.

Una scelta strategica, ma non priva di rischi

La decisione di Stellantis riflette una tendenza più ampia che coinvolge l’intera industria automobilistica europea: l’idrogeno resta una tecnologia promettente ma ancora troppo lontana da una redditività commerciale, almeno per il trasporto leggero. Diverso il discorso per il settore pesante o l’industria, dove l’idrogeno mantiene un ruolo potenzialmente centrale nella transizione energetica.

Ma è anche vero l’uscita dal segmento a idrogeno da parte di Stellantis in controtendenza rispetto alle scelte di alcuni concorrenti, come Toyota e Hyundai, che continuano invece a credere nella tecnologia fuel cell, pur con ritmi e investimenti cauti. Renault invece ha fatto lo stesso di Stellantis, abbandonando a inizio anno l’idea di produrre veicoli a idrogeno nella fabbrica francese di Flins. (riproduzione riservata)



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