Starbucks ha ricevuto diverse offerte per una potenziale vendita del proprio business in Cina. Secondo quanto appreso da Cnbc, almeno trenta aziende di private equity straniere e locali avrebbero presentato delle offerte non vincolanti che valutano le attività della catena di caffetterie in Cina tra i 5 e i 10 miliardi di dollari.
Secondo le fonti, il prezzo si collocherà nella fascia alta del range. Considerando infatti che la capitalizzazione di mercato di Starbucks si aggira intorno ai 108 miliardi di dollari e che la sua attività in Cina genera oltre l’8% del fatturato globale, una valutazione equa si aggirerebbe sui 9 miliardi di dollari.
Starbucks sta valutando le offerte, le proposte di struttura degli accordi e le proposte di creazione di valore post-vendita presentate dagli offerenti, prima di selezionare i potenziali vincitori.
La selezione potrebbe concludersi entro due mesi, ma è improbabile che l’intero accordo venga concluso entro la fine dell’anno, secondo le fonti. Interpellata da Cnbc sulla questione, Starbucks ha affermato che la società intende mantenere una «partecipazione significativa» nel business. «Qualsiasi accordo deve avere senso per l’attività di Starbucks e per i suoi partner», ha dichiarato un portavoce.
La catena di caffetterie Usa sta cercando di rilanciare la crescita del business in Cina, il suo secondo mercato più grande a livello globale. Alla fine di marzo, Starbucks operava con 7.758 negozi nel Paese e punta a espandersi fino a 20 mila. Il fatturato in Cina ha accusato però una flessione da 3,7 miliardi nel 2021 a 3 miliardi di dollari nel 2024. (riproduzione riservata)