Il governo tedesco accende un faro sull’acquisto del 25% circa di Oge da parte di Snam. Lo scorso 7 aprile l’utility italiana guidata da Agostino Scornajenchi e Infinity Investments, veicolo di investimento posseduto dall'Abu Dhabi Investment Authority, hanno stipulato un accordo per l'acquisizione della quota del 24,99% detenuta da Infinity Investments nel capitale sociale di Vier Gas Holding, società che possiede indirettamente l'intero capitale sociale di Open Grid Europe (Oge) per un equity value di 920 milioni di euro.
Ebbene, secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt, il Ministero dell’Economia tedesco ha avviato una revisione approfondita dell’acquisizione. In particolare, sta esaminando se la partecipazione di Snam in Oge possa costituire una «minaccia per la sicurezza nazionale». La questione nasce dal fatto che una società controllata da State Grid Corporation of China (State Grid Europe Limited) detiene una quota del 35% in Cdp Reti, principale azionista di Snam con una partecipazione del 31,4%.
La mossa del Ministero dell’Economia tedesco è, comunque, un passaggio obbligato visto che il completamento dell’operazione, previsto entro il terzo trimestre di quest’anno, è soggetto ad alcune condizioni tra cui l’autorizzazione all’acquisto da parte dell’antitrust tedesca, il via libera ai sensi della normativa tedesca sugli investimenti esteri da parte del Ministero tedesco per gli affari economici e l'azione per il clima, nonché il mancato esercizio da parte degli altri azionisti di Vgh del diritto di prelazione stabilito nei relativi patti parasociali.
Oge è il più grande operatore indipendente di trasporto del gas in Germania, che gestisce una rete lunga circa 12.000 chilometri, con circa 21 miliardi di metri cubi all’anno di volumi riconsegnati e oltre 400 clienti finali.
Per gli analisti di Banca Akros c’è scarsa visibilità riguardo alla revisione in corso da parte del Ministero dell’Economia tedesco. In ogni caso, «stimiamo che l’acquisizione del 25% di Oge comporti un incremento dell’utile per azione di circa l’1%. Pertanto, non ci aspettiamo un impatto rilevante dalla revisione del Ministero dell’Economia tedesco».
Gli esperti hanno, quindi, ribadito il rating accumulate e il target price a 5,40 euro sul titolo Snam (-0,32% a 5,04 euro in chiusura in borsa, BlackRock detiene una partecipazione del 5,017% nella società, come svelato dalla Consob). Più cauta Hsbc che ha confermato il rating hold e il target price a 5,30 euro, pur aspettandosi conto solidi nel primo semestre del 2025 (cda il prossimo 30 luglio): un ebitda pari a 1,46 miliardi di euro, in crescita del 2% su base annua rispetto al primo semestre del 2024, trainato da un buon secondo trimestre (699 milioni) grazie a maggiori investimenti e a un wacc (costo medio ponderato del capitale) più elevato, dopo un eccezionale primo trimestre del 2025 (761 milioni).
L’utile netto è stimato a 730 milioni, +6% su base annua, sostenuto dal secondo trimestre (324 milioni), a seguito di un primo trimestre eccezionale (406 milioni). «Le nostre stime per l’ebitda e l’utile netto del primo semestre rappresentano, rispettivamente, il 50% e il 53% delle nostre aspettative per l’intero esercizio 2025, leggermente superiori alla guidance aziendale», precisa Hsbc, sottolineando che Snam opera in quello che «riteniamo essere un contesto regolatorio costruttivo, con rendimenti generalmente stabili (Snam prevede un leggero incremento nel 2028) e incentivi interessanti basati sulla performance. Attualmente ipotizziamo wacc stabili nel 2026/2027, assumendo che i tassi restino al di sotto della soglia che farebbe scattare il meccanismo di revisione».
Le opportunità di investimento sono accelerate nel periodo 2022-2024 a causa delle preoccupazioni sulla sicurezza dell’approvvigionamento di gas e Hsbc ritiene che restino interessanti nel medio termine. Tuttavia, «vediamo dei rischi a lungo termine legati alla transizione dal gas all’idrogeno, incluso il ruolo delle reti italiane nel trasporto. Stimiamo un tasso di crescita annuale composto dell’utile netto e del dividendo pari al 2-3% e un cagr della Rab (regulatory asset base) pari al 6% nel periodo 2024-2030. Riteniamo che Snam sia un titolo a basso rischio con un rendimento stabile e un dividend yield del 6% circa. Manteniamo il rating hold con un target price di 5,30 euro, che implica un potenziale upside del 6,5%». (riproduzione riservata)