Dodici giorni. Il pacchetto Sicurezza approvato giovedì 5 febbraio dal Consiglio dei ministri, di tutta fretta dopo gli scontri urbani a Torino, non è ancora approdato al Quirinale. Da dodici giorni, per l’appunto, è fermo nelle stanze della Ragioneria Generale dello Stato che deve vagliare l’impatto economico del decreto e del disegno di legge.
In particolare, il Mef sta lavorando alle coperture per il Fondo per la Sicurezza Urbana - le cui risorse servono al potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e alle assunzioni di forze di polizia - che dovrebbero raddoppiare rispetto ai 25 milioni di euro assegnati nel triennio 2024-26.
Limature, comunque, definite «fattibili e per lo più risolte» da fonti del Mef che precisano come il pacchetto dovrebbe essere inviato «a breve» al presidente della Repubblica per la firma e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo a quel punto la stretta sulle armi da taglio, il fermo preventivo per i cortei, lo scudo penale per i poliziotti e tutte le altre norme inserite nel pacchetto entreranno in vigore.
Ma il lavoro sulla sicurezza del governo Meloni non si ferma al pacchetto già approvato in Cdm. Nel pomeriggio di lunedì 16 febbraio, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il Comitato Strategico designato, insieme con i tecnici di Palazzo Baracchini, ha presentato al ministro Guido Crosetto la bozza definitiva della riforma della Difesa: un provvedimento di ampia portata che si propone di revisionare l’intero comparto.
Come da cronoprogramma, il testo dovrebbe arrivare all’esame del Consiglio dei ministri entro marzo, per consentire un rapido avvio dell’iter parlamentare. La novità è la lettura che in Transatlantico viene data del disegno di legge. Non solo una riforma necessaria, ma l’ultimo tassello della legislatura in materia di sicurezza. Il Ddl tocca infatti alcuni obiettivi cari al governo, come l’incremento delle Forze Armate.
La legge 244 del 2012, che fissa il tetto del personale della Difesa a 170 mila unità (oggi circa 160 mila), è stata più volte definita da Crosetto «da buttare via». Le attuali esigenze operative, secondo il ministro, imporrebbero un aumento ben più consistente: almeno 30-40 mila unità in più. E per riuscirci servono le coperture.
Ma il provvedimento è ben più ambizioso: oltre all’organizzazione del personale - che include la riserva su base volontaria e l’assunzione di nuove figure chiave come esperti di cyber security - il testo si concentrerà sulle capacità operative e sulla semplificazione delle procedure. Una riforma «ambiziosa, che ricadrà su chi verrà dopo di noi», l’ha voluta descrivere Crosetto in una lettera inviata al Parlamento. E anche per questo il ministro si è dato quindici giorni di tempo per limarne i dettagli, prima di portarla in Consiglio dei ministri.
D’altronde le Camere si troveranno a dover gestire, in tempi molto stretti, ben otto decreti legge. La prossima settimana sul tavolo del Cdm sono attesi il dl Bollette e il dl Aiuti Regioni del Sud colpite dall’uragano Harry: sul decreto proprio lunedì pomeriggio la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in visita a Niscemi ha annunciato lo stanziamento di 150 milioni e la sospensione dei tributi fino a ottobre.
I lavori parlamentari, comunque, non finiscono qui. Secondo quanto risulta a questo quotidiano, a breve saranno pronti anche il dl Piano Casa, il dl Fiscale (all’interno del quale, tra le altre disposizioni, ci sarà anche la correzione delle regole dell’iperammortamento legate a Transizione 4.0) e il dl Pa ed Enti Locali.
A questi cinque bisogna poi sommare i decreti di cui si attende ancora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: il pacchetto Sicurezza, il dl Pnrr e il dl recante Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni. La partita della Difesa resta però il banco di prova più ambizioso: ma anche lì spetterà a Giancarlo Giorgetti e Daria Perrotta trovare le coperture. (riproduzione riservata)