Il rafforzamento dell’euro si fa sentire sui conti di Sesa. Il gruppo di Information technology toscano, quotato sull’indice Star di Borsa Italiana, chiude l’anno fiscale 2025 – terminato il 30 aprile – con 95,8 milioni di euro di utile (-9,9%). Un dato che manca le stime degli analisti e fa perdere terreno al titolo che, dopo la pubblicazione dei risultati, ha chiuso in calo del 14,7% il 17 luglio. Per i soci in arrivo un dividendo di un euro per azione e un piano di buyback da 25 milioni, mentre scende il budget destinato a operazioni di m&a: nel nuovo piano industriale ci sono 35 milioni all’anno, per il 2026 e il 2027, contro i 130 milioni dell’ultimo anno.
Nell’esercizio 2025 il gruppo, guidato dall’amministratore delegato Alessandro Fabbroni, riporta ricavi pari a 3,36 miliardi (+4,6%) con un ebitda di 240,7 milioni (+0,5%). In particolare, negli ultimi tre mesi dell’anno fiscale la società conferma una buona ripresa, dopo il rallentamento registrato nella prima metà dell’esercizio, con un aumento del 3,1% del fatturato e dell’8,2% dell’ebitda.
Tuttavia, i profitti di Sesa subiscono l’effetto del cambio euro/dollaro. L’indebolimento del biglietto verde nel mese di aprile si traduce in «perdite su cambi per 1,4 milioni», come si legge in una nota del gruppo. Di conseguenza, l’utile netto rettificato delude le aspettative.
Gli analisti di Equita Sim, che assegnano al titolo un rating buy con un target price di 8 euro, si aspettavano un risultato finale pari a 98,7 milioni contro i 95,8 riportati. «Negli anni passati avevamo abituato il mercato a una crescita a doppia cifra», riconosce l’ad Alessandro Fabbroni. «Questo è stato un anno di assestamento ma che pone le basi per tornare a crescere dal 2026. Comunque dall’ipo (nel 2011, ndr) il fatturato è passato da circa 700 milioni a 3,4 miliardi e l’ebitda da circa 40 milioni a 241 milioni».
Inoltre, la posizione finanziaria netta consolidata segnala un calo della liquidità a 158,4 milioni (dai 211 milioni del 30 aprile 2024) dopo investimenti, dividendi e buyback (10 milioni nell’anno fiscale 2025) effettuati nel corso dell’esercizio.
Sesa, però, guarda già avanti e fissa gli obiettivi per i prossimi due anni. Il piano industriale 2026-2027 prevede un incremento tra il 5% e il 7,5% di ricavi ed ebitda in entrambi gli anni, con un free cash flow atteso intorno ai 150 milioni. In più, nella tabella di marcia sono inclusi investimenti annuali per 80 milioni «con focus sulla crescita organica», sull’efficienza operativa e l’innovazione digitale.
«Con il nuovo piano industriale e gli investimenti dell’ultimo biennio, poniamo le basi per una profonda evoluzione del gruppo focalizzato nei business core e più snello, con il ritorno ad una solida crescita organica nel biennio 2026-2027», aggiunge Fabbroni, confermando il cambio di strategia del gruppo toscano.
Da anni Sesa è, infatti, nota a Piazza Affari per il suo approccio da «acquisitore seriale» che tende a sostenere la crescita con diverse operazioni di m&a: 11 quelle concluse nel 2024, quattro nei primi sei mesi del 2025. «Continueremo a fare m&a ma in misura minore», conclude l'ad. «Su 80 milioni di investimenti annui, circa 35 milioni saranno destinati ad acquisizioni. È sicuramente un ridimensionamento rispetto ai 130 milioni dell’anno passato». (riproduzione riservata)