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Sergio Mattarella
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Sergio Mattarella: l’aggressione russa all’Ucraina minaccia l’Europa intera

30 luglio 2025, 19:27

Nel corso della cerimonia del Ventaglio, il presidente della Repubblica condanna inoltre il rifiuto di Israele di rispettare il diritto umanitario a Gaza, dove la situazione è sempre più intollerabile

«Prosegue, angosciosa, la postura aggressiva della Russia in Ucraina: un macigno sulle prospettive del continente europeo e dei suoi giovani». Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare, ha ribadito la sua posizione nei confronti dell’invasione russa del febbraio 2022 che «ha cambiato la storia d’Europa».

Anche perché «i Paesi dell'Unione e della Nato che, insieme alla Russia, si affacciano sul Mar Baltico nutrono la grave preoccupazione, se non - come viene enunciato - la convinzione che la Russia, dopo quella all'Ucraina, coltivi il proposito di altre, nuove iniziative di aggressione, a scapito della loro sicurezza se non addirittura della indipendenza di alcuni di essi», ha ricordato il Capo dello Stato inserito sempre oggi, 30 luglio, nella lista dei «russofobi» dal ministero degli Esteri russo.

Il tutto accade in un contesto geopolitico dove «molti protagonisti della vita internazionale aspirano a essere temuti più che stimati e ammirati», quasi un ritorno alle dinamiche dell’Ottocento. Vengono dunque «ignorate le esperienze che la storia presenta con evidenza: autentiche lezioni, da non dimenticare; perché la vita del mondo non inizia oggi e tanto è stato già visto nel passato», ammonisce Mattarella.

Situazione a Gaza intollerabile

Questo discorso non vale certo solo per la guerra in Ucraina. Anzi «sembra che sia stata scelta la strada della guerra continua e ovunque, dimenticando che la guerra suscita nuove schiere avverse, nuovi reclutamenti di nemici, indotti anche dal risentimento, dalla frustrazione, dalla disperazione».

In Medio Oriente è addirittura «scontato» per il presidente della Repubblica, affermare che «la situazione a Gaza diviene, di giorno in giorno, drammaticamente più grave e intollerabile; e speriamo che alle pause annunciate corrispondano spazi di effettivo cessate il fuoco». Come è «inaccettabile il rifiuto del Governo israeliano di rispettare a Gaza le norme del diritto umanitario».

Da tanti secoli, da Seneca a Sant’Agostino, «ci viene ricordato che errare humanun est, perseverare diabolicum». Si è infatti sentito parlare di errori anche nell'avere sparato su ambulanze e ucciso medici e infermieri che recavano soccorso a feriti, nell'aver preso a bersaglio e ucciso bambini assetati in fila per avere acqua, per l'uccisione di tante persone affamate in fila per ottenere cibo, per la distruzione di ospedali uccidendo anche bambini ricoverati per denutrizione. Ma «è difficile- ribadisce Mattarella - in una catena simile, vedere un’involontaria ripetizione di errori e non ravvisarvi l'ostinazione a uccidere indiscriminatamente». D’altro canto si nota il riaffiorare «dell’antisemitismo, che si alimenta anche di stupidità».

L’importanza della cooperazione internazionale

Non bisogna al contrario dimenticare «l’irrinunciabile centralità del multilateralismo», in primis dell’Onu pur «con i suoi limiti prodotti da egoismi di potere di singoli Stati».

Quanto all’Europa, necessita «di adeguate capacità difensive dei Paesi raccolti nell’Unione Europea, perché possa realmente svolgere il ruolo cui è chiamata: essere attrice di sicurezza e promotrice di pace». A questo corrisponde, secondo Mattarella, «l’urgente necessità della costruzione della politica estera e di difesa comune, anche allo scopo di rendere effettiva e non illusoria la sovranità dei suoi Paesi membri, condividendone aspetti di dimensione sovranazionale».

Allo stesso tempo spesso sfugge «una preziosa azione in corso: il numero e la vastità degli accordi commerciali e di libero scambio con tante, ampie, parti dei vari continenti. Dal Canada con il Ceta all’America Latina con il Mercosur, dal Giappone ai negoziati avviati con l’India e con altre aree di grande rilievo». Si tratta, spiega il presidente, di «una rete di collaborazioni economiche e commerciali che produce interessi comuni, prospettive condivise e, in tal modo, presidia la pace: un modello, in cui rientra il fondamentale riavvicinamento con il Regno Unito, alternativo a quello della contrapposizione economica che rischia, al contrario, di produrre altre forme, più rudi e pericolose, di contrapposizione». Un modello, ricorda il Capo dello Stato, che «trae ispirazione e forza da quanto avvenuto nel nostro Continente, facendo della collaborazione di mercato la base per conseguire pace e benessere».

L’uso dell’AI non diventi perverso

Le sfide globali non si limitano alle guerre. C’è infatti «la crescente polarizzazione delle ricchezze, con un numero molto ristretto di persone che dispone di immensi patrimoni a fronte, oltre che di grandi sacche di povertà, di una tendenza alla progressiva riduzione delle prospettive della gran parte delle società e dei giovani di ogni nazione, con grave, molto grave, aumento di insicurezza sociale». Da tenere sotto controllo anche il fatto che «le catastrofi ambientali, con le loro conseguenze drammatiche, sono sempre più frequenti» nonché «le attività economiche di grande impatto sociale che vengono esercitate al di fuori di qualunque regola di legge o di mercato, perché si sono sviluppate - e si ampliano sempre di più - al di fuori di qualsiasi ordinamento statale, sovranazionale o globale».

Da ultimo, non per importanza, Mattarella si è soffermato sull’intelligenza artificiale: «Strumento affascinante, di portata immensamente positiva nell'ambito della salute, che - come tutte le nuove opportunità che la scienza consegna all'umanità - pone di fronte alla responsabilità di uso positivo e non perverso, particolarmente perché, per la prima volta, viene investita la sfera intellettiva».

Un altro aspetto da non sottovalutare è l’importanza del pluralismo dell’informazione libera e indipendente quale baluardo «della partecipazione consapevole dei cittadini e di garanzia dello spazio comune della democrazia». Non è infatti un caso, ha concluso il presidente, che «nelle nazioni in cui non prevale la libertà dei cittadini, siano presenti forme di controllo e manipolazione della pubblica opinione». (riproduzione riservata)



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