New York Community Bancorp, uno dei gruppi usciti vincitori lo scorso anno dalla crisi delle banche regionali Usa, ha subito un tracollo (-38%) nella sessione di mercoledì 31 gennaio a causa della sofferenza degli immobili commerciali negli Usa. L’istituto di credito, che lo scorso anno ha acquisito parte di Signature Bank, ha annunciato perdite su prestiti per 552 milioni di dollari, scioccando analisti e azionisti.
Mercoledì il titolo è crollato fino al 46%, per chiudere con un -38% a New York. L'indice bancario regionale KBW è sceso del 6%, il giorno peggiore da quando una corsa ai depositi ha rovesciato Silicon Valley Bank lo scorso marzo.
Gli investitori hanno cercato di valutare le potenziali ricadute per le banche statunitensi che detengono 2,7 trilioni di dollari in prestiti al settore immobiliare commerciale Usa alla fine dello scorso anno, mentre i valori degli edifici scendono con i tassi alti e i mutuatari si trovano in difficoltà a pagare affitti e rate dei prestiti. La dimensione degli accantonamenti di New York Community Bancorp è stata oltre 10 volte superiore la stima degli analisti e superiore agli accantonamenti complessivi della banca nei 10 anni precedenti. Il gruppo ha tagliato il dividendo da 17 a 5 centesimi.
New York Community Bancorp è cresciuta rapidamente negli ultimi 18 mesi attraverso acquisizioni, aumentando gli asset totali al di sopra della soglia dei 100 miliardi di dollari, un fatto che comporta maggiore regolamentazione e controllo. Il coefficiente patrimoniale della banca pari al 9,1% è inferiore a quello dei concorrenti come KeyCorp e Regions Financial Corp.
L’importo dei prestiti compreso tra 30 e 89 i giorni di ritardo sono aumentati del 48% negli ultimi tre mesi del 2023.
Nel pubblicare i conti del quarto trimestre 2023 giovedì 1 febbraio, Deutsche Bank ha fornito un'interessante finestra sul mercato immobiliare commerciale statunitense. Sebbene l’esposizione ai prestiti per uffici negli Stati Uniti della banca rappresenti solo l’1,5% dei prestiti totali, si tratta del 23% del suo portafoglio sottoposto a stress test. La banca ha indicato che il rifinanziamento di questo debito rimane «il rischio principale».
Moody’s ha emesso una nota, nella notte fra il 31 gennaio e l’1 febbraio, avvertendo che ha messo sotto osservazione il rating di New York Community Bancorp che potrebbe essere tagliato da Baa3, l’area più bassa investment grade, a livello junk (spazzatura).
La giapponese Aozora Bank Ltd. è diventata la seconda banca in un arco di poche ore a sorprendere gli investitori con perdite legate alla proprietà commerciale statunitense, facendo scendere le azioni oltre il limite e aumentando le preoccupazioni sull’esposizione delle banche globali alle inasprite scommesse immobiliari.
La banca ha annunciato che prevede di registrare una perdita netta di 28 miliardi di yen (191 milioni di dollari) per l'anno fiscale, rispetto alla precedente previsione di un profitto di 24 miliardi di yen. A Tokyo le azioni sono scese di oltre il 21% a 2.557 yen.
In Corea del Sud, le banche e i gestori patrimoniali si aspettano un’ondata di crediti inesigibili (Npl) nei prossimi mesi a causa degli investimenti in edifici per uffici all’estero e nelle infrastrutture locali.
Il mercato immobiliare commerciale negli Stati Uniti è stato colpito dall’aumento dei costi di finanziamento mettendo a dura prova le valutazioni. Gli immobili ad uso ufficio sono stati messi sotto stress all'inizio della pandemia quando l’aumento del lavoro a distanza ha intaccato la domanda. I prezzi degli uffici negli Stati Uniti sono crollati del 25% negli ultimi 12 mesi alla data di dicembre 2023, secondo la società di analisi Green Street.
Fra crisi bancaria regionale, settore immobiliare commerciale sotto stress e Fed che mercoledì 31 gennaio ha tenuto i tassi fermi avvertendo che a marzo ben difficilmente li taglierà, le azioni hanno vissuto la giornata peggiore degli ultimi quattro mesi, col Nasdaq che ha lasciato sul terreno il 2,2%.
Nel frattempo, le obbligazioni hanno registrato un bel rally (il T bond decennale rendeva il 4,14% venerdì, per arrivare al 3,92%), grazie anche alla crisi di New York Community Bank che ha «spinto le persone ad acquistare titoli del Tesoro, in gran parte sulla base della teoria che rinnovati problemi bancari costringeranno la Fed ad allentare la presa sui tassi», scrive una nota di Bloomberg.
È stata una giornata di avversione al rischio, con la liquidità che si è spostata dalle azioni alle obbligazioni. I problemi della NYCB, che lo scorso anno ha rilevato alcune delle attività della fallita Signature Bank, hanno giocato un ruolo importante. Un accantonamento per perdite su prestiti di 550 milioni di dollari, principalmente sul settore immobiliare, è stato un brutto shock e ha portato a una grande mossa di revisione nell’asset allocation. Secondo Bloomberg, «è stato il giorno di maggiore avversione al rischio dall’improvvisa serie di fallimenti bancari dello scorso marzo».
Ha contribuito anche il nervosismo sui titoli Big Tech. Sercondo Peter van Dooijeweert di Man Group, «le banche regionali sono molto deboli. Di solito, quando questi istituti saltano, dovresti comprare tecnologia. E quando le obbligazioni vanno in rally, dovresti comprare tecnologia». Le negoziazioni di mercoledì sono state quindi una grande eccezione alla regola, soprattutto perché le società tecnologiche non riescono più (per ora) a soddisfare le elevate aspettative sugli utili. E la Fed non ha aiutato, ieri. (riproduzione riservata)