I tassi Bce devono aumentare, secondo il membro del comitato esecutivo Isabel Schnabel, poiché il conflitto in Medio Oriente e la solidità dell’economia dell’Eurozona sono rischi al rialzo per l’inflazione. Schnabel ha detto che il carovita potrebbe superare il 2% per un «periodo prolungato» a causa del costo dell’energia e che la Bce agirebbe «in ritardo» se aspettasse di osservare ripercussioni dell’aumento dei prezzi sui salari.
«All’attuale livello dei tassi (2,25%, ndr), è improbabile che l’inflazione torni all’obiettivo nel medio termine e pertanto sarà necessaria un’ulteriore stretta», ha detto Schnabel a Bloomberg. «Soprattutto nell’attuale contesto di domanda aggregata resiliente, è fondamentale prevenire tempestivamente il verificarsi di effetti di secondo livello, poiché un intervento tardivo potrebbe richiedere un inasprimento maggiore».
I mercati scontano un rialzo dei tassi al 2,5% nella riunione Bce del 10 settembre e un ulteriore intervento dello 0,25% entro marzo-aprile. Schnabel ha osservato che i mercati «sembrano comprendere molto bene la nostra funzione di reazione» della banca centrale.
La Bce ha aumentato i tassi a giugno (dal 2 al 2,25%), dopo averli lasciati fermi per un anno, con l’obiettivo di contrastare le pressioni inflazionistiche legate al conflitto in Medio Oriente e al costo dell’energia. (riproduzione riservata)