??«Come era ampiamente prevedibile, stiamo assistendo a un disperato tentativo del governo e di alcune cordate finanziarie amiche di prendere le distanze dal bubbone Banca Monte dei Paschi di Siena – Mediobanca – Assicurazioni Generali. Un bubbone che però è già esploso». A sostenerlo è il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle.
«Il 27 febbraio la presidente del Consiglio ha sostenuto che il ruolo del governo in Mps sarebbe finito, come se il Tesoro non detenesse ancora circa il 5% della banca senese e come se l’Esecutivo non avesse avuto un ruolo tutt’altro che marginale nel collocamento di quote Mps alle cordate Caltagirone e Delfin».
Secondo il senatore pentastellato, l’obiettivo strategico delle cordate sarebbe «utilizzare Mps come veicolo per la scalata a Mediobanca e, a cascata, per il controllo di Generali», un disegno rispetto al quale «il governo Meloni si è mostrato totalmente disponibile». Nel mirino anche la posizione dell’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio. «Ora emerge il tentativo di trasformarlo in una vittima sacrificale, da scaricare per arginare gli effetti dell’inchiesta della Procura di Milano, che indaga proprio Lovaglio insieme a Francesco Milleri e a Caltagirone per un presunto concerto nell’operazione Mps-Mediobanca-Generali».
Turco sottolinea come, in questo contesto, «il Comitato nomine di Mps abbia escluso Lovaglio dalla rosa dei candidati al nuovo consiglio di amministrazione», ricordando che nel Comitato «siede anche il figlio di Caltagirone, che oggi sembrerebbe prendere le distanze da quello stesso Lovaglio con cui, al telefono, si rallegrava per il successo dell’operazione, arrivando a definirlo l’“ingegnere”».
«La realtà – incalza il senatore – è che Lovaglio è stato in questi anni l’uomo del ministero dell’Economia dentro Mps e ha interloquito direttamente con il ministro Giancarlo Giorgetti sull’operazione Mps-Mediobanca, come lui stesso ha dichiarato davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche». Turco segnala infine «le pesanti flessioni in Borsa dei titoli Mps e Mediobanca» successive alle dichiarazioni della premier, «con danni evidenti per investitori e risparmiatori».
Dopo quindici interrogazioni parlamentari rimaste senza risposta, conclude, «siamo riusciti ad attivare la Commissione d’inchiesta e abbiamo già chiesto l’audizione urgente del ministro Giorgetti per fare piena luce su una vicenda che riguarda gli equilibri del sistema finanziario italiano, la tutela delle risorse pubbliche e quella dei risparmiatori». (riproduzione riservata)