Stellantis prepara la salita produttiva della nuova DS7 a Melfi, ma settembre sarà ancora un mese caratterizzato da un utilizzo ridotto dello stabilimento lucano. Per tutto il mese la fabbrica lavorerà infatti su un solo turno giornaliero alternato, dalle 6 alle 14 oppure dalle 14 alle 22, mentre resterà invariato l’obiettivo di produzione di 295 vetture al giorno.
La nuova organizzazione è stata comunicata venerdì 28 agosto dalla direzione aziendale durante una riunione con l’Esecutivo di stabilimento ed è legata alla necessità di accompagnare la fase di avvio e di progressiva salita dei volumi della nuova DS7, garantendo contemporaneamente gli standard qualitativi richiesti.
La scelta di concentrare la produzione quotidiana su un unico turno rappresenta però un nuovo segnale delle difficoltà che continuano a interessare Melfi, uno degli stabilimenti italiani sui quali Stellantis ha concentrato una parte importante del rinnovo della gamma europea.
Fim, Uilm, Fismic e Uglm sottolineano soprattutto le conseguenze economiche per i dipendenti. La decisione, spiegano le organizzazioni sindacali, «determina un ulteriore impatto sul salario dei lavoratori, già fortemente compromesso dalle precedenti riduzioni produttive dovute alle difficoltà attraversate da tempo dallo stabilimento».
Secondo i sindacati, non è più accettabile che il costo delle difficoltà industriali continui a essere sostenuto dai lavoratori. Sul fronte qualitativo, le organizzazioni ricordano inoltre che Melfi dispone delle professionalità e delle competenze necessarie per rispettare gli standard più elevati richiesti dalle nuove produzioni.
A complicare la salita produttiva resta soprattutto la supply chain. I rappresentanti dei lavoratori denunciano «gravi criticità» negli approvvigionamenti dei materiali, problemi che incidono sulla regolarità della produzione e rendono più difficile aumentare i volumi dei nuovi modelli.
Fim, Uilm, Fismic e Uglm chiedono quindi a Stellantis «azioni concrete, immediate e strutturali» per mettere sotto controllo la catena di fornitura. «Non è più sufficiente gestire le emergenze di volta in volta: serve una strategia industriale e organizzativa capace di garantire continuità e affidabilità», affermano le sigle.
Il tema è particolarmente delicato perché Melfi è nel pieno della transizione verso la nuova gamma assegnata da Stellantis al sito. La fabbrica deve progressivamente aumentare la produzione dei nuovi modelli e il prossimo passaggio indicato dai sindacati sarà il lancio della nuova Lancia Gamma, considerato decisivo per aumentare il livello di utilizzo degli impianti.
La situazione sarà nuovamente esaminata venerdì 4 settembre, quando l’Esecutivo di stabilimento, le Rsa e le segreterie sindacali si riuniranno all’interno della fabbrica per valutare l’andamento produttivo e decidere eventuali iniziative a tutela dell’occupazione e delle prospettive industriali del sito.
Il messaggio rivolto al gruppo guidato dall’amministratore delegato Antonio Filosa è netto: «A Stellantis diciamo con chiarezza che il tempo delle attese è finito. Melfi ha bisogno di fatti, non di ulteriori annunci».
Per i sindacati la salita produttiva dei nuovi modelli dovrà ora tradursi concretamente in un maggiore utilizzo degli impianti, una riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali e una maggiore continuità lavorativa e salariale. (riproduzione riservata)