Byd prepara una nuova offensiva nel mercato europeo e punta sulla fascia più bassa e accessibile delle auto elettriche. Il colosso cinese svilupperà una nuova mini ev destinata ai mercati internazionali, Europa compresa, sfruttando la tecnologia messa a punto per la Racco, la piccola elettrica progettata specificamente per il mercato giapponese delle kei car.
Secondo quanto riportato da Nikkei Asia il nuovo modello dovrebbe arrivare sul mercato nel giro di alcuni anni e utilizzerà l’X-Pack, il particolare pacco batterie proprietario introdotto per la prima volta proprio sulla Racco. La tecnologia potrebbe diventare una delle armi principali di Byd per conquistare il nascente mercato europeo delle elettriche compatte a prezzi contenuti.
Il punto di forza dell’X-Pack è l’integrazione all’interno del pacco batterie di diversi componenti elettrici, tra cui gli inverter utilizzati per la conversione della tensione. L’intero sistema viene installato sotto il pianale della vettura, mentre nelle architetture tradizionali una parte importante dei componenti elettrici trova spazio nella zona anteriore, sotto il cofano.
Una soluzione sviluppata per rispondere alle particolari esigenze del mercato giapponese. Le kei car non possono infatti superare 3,4 metri di lunghezza, 1,48 metri di larghezza e 2 metri di altezza. Dimensioni che rendono particolarmente complesso realizzare un’auto elettrica garantendo contemporaneamente spazio sufficiente per passeggeri e batterie e adeguati standard di sicurezza in caso di incidente. Con l’X-Pack Byd è riuscita a ridurre gli ingombri e ora vuole trasferire questa tecnologia su una vettura pensata fin dall’origine per essere commercializzata anche fuori dal Giappone.
L’Europa è uno degli sbocchi naturali del progetto. La domanda di elettriche più piccole ed economiche è destinata a diventare uno dei principali terreni di competizione del mercato continentale, mentre Bruxelles sta cercando di favorire la produzione locale di modelli compatti, con il progetto del «Made in Europe». Per Byd la sfida sarà quindi non soltanto portare la nuova architettura in Europa, ma anche decidere dove costruire il futuro modello.
Una eventuale produzione all’interno dell’Unione permetterebbe al gruppo di ridurre l’esposizione ai dazi europei sulle auto elettriche importate dalla Cina ma anche, potenzialmente, di beneficiare appunto dei programmi comunitari e nazionali che privilegiano le vetture prodotte nel continente. In questo quadro diventa sempre più importante la nuova fabbrica Byd di Szeged, in Ungheria, destinata a diventare uno dei pilastri dell’espansione industriale del costruttore cinese nell’Ue. (riproduzione riservata)