Si apre un nuovo capitolo nella partita tra UniCredit e Commerzbank. Dopo le aperture arrivate nei giorni scorsi dalla ceo Bettina Orlopp e dal presidente del consiglio di sorveglianza Jens Weidmann, anche Berlino sembra ora disposta a passare dal confronto a distanza al dialogo diretto. Il ministro delle Finanze e vicecancelliere tedesco Lars Klingbeil incontrerà infatti l’amministratore delegato di UniCredit Andrea Orcel il 14 settembre a Berlino. Orcel, secondo fonti governative citate da Reuters, ha accettato l’invito.
L’incontro rappresenta un primo segnale di discontinuità da parte del governo Merz, che finora aveva definito l’approccio di UniCredit «ostile» e «aggressivo». Klingbeil illustrerà a Orcel la posizione di Berlino e ribadirà il ruolo strategico di Commerzbank nel finanziamento del Mittelstand, il tessuto delle piccole e medie imprese tedesche, oltre alla rilevanza dell’istituto per Francoforte, principale piazza finanziaria del Paese.
Il confronto politico si affiancherà ai colloqui già avviati tra le due banche, che restano responsabili dell’eventuale definizione di un percorso comune. Il clima a Francoforte è cambiato nelle ultime settimane. A inizio agosto Orlopp si era detta «ottimista» sulla possibilità di individuare un terreno comune con Orcel e, il giorno successivo, i due amministratori delegati avevano avuto un primo confronto in videocall.
La scorsa settimana è arrivata poi l’apertura di Weidmann, che alla Süddeutsche Zeitung ha indicato nella governance uno dei temi da discutere direttamente con Orcel. «La porta è aperta a discussioni strategiche», ha detto, invitando le parti a mettere da parte il passato nell’interesse di azionisti, dipendenti e clienti. Per Weidmann, inoltre, l’indipendenza di Commerzbank «non è un fine a sè stesso»: ora che UniCredit controlla quasi la metà del capitale, l’obiettivo comune deve essere la creazione di valore.
Sul tavolo resta anche la partecipazione pubblica. Il governo tedesco detiene circa il 12,7% di Commerzbank, eredità del salvataggio realizzato durante la crisi finanziaria del 2008-2009. Lo stesso Weidmann ha sostenuto l’opportunità che Berlino mantenga per ora la quota, per rappresentare gli interessi della Germania come polo economico, pur ribadendo che nel lungo periodo lo Stato dovrebbe uscire dal capitale.
A seguito dell’ops Unicredit, entrata nel capitale di Commerzbank nel settembre 2024, ha portato la partecipazione al 49,65% lo scorso luglio, raggiungendo una posizione determinante negli equilibri dell’istituto. Il passaggio dal confronto pubblico al tavolo negoziale non equivale dunque a un accordo sull’operazione, ma segnala un cambio di fase. (riproduzione riservata)