skin track
Jack Ma, fondatore di Alibaba
Jack Ma, fondatore di Alibaba
Corporate News Leggi dopo

Asia, i tech rimbalzano. Jack Ma acquista azioni Alibaba e SoftBank valuta un bond fino a 20 miliardi di dollari

26 agosto 2026, 07:50 Ultimo aggiornamento: 08:06

Il calo del petrolio, dopo che l'Iran e l'Oman hanno delineato una proposta per istituire una rotta marittima congiunta temporanea attraverso lo Stretto di Hormuz, allenta i timori sull’inflazione, sopra le attese in Australia. I titoli tecnologici recuperano in attesa dei conti di Nvidia

Le borse asiatiche sono rimbalzate. Il calo dei prezzi del petrolio (future sul Brent -1,59% a 85,88 dollari al barile), dopo che l'Iran e l'Oman hanno delineato una proposta per istituire una rotta marittima congiunta temporanea attraverso lo Stretto di Hormuz, ha allentato i timori sull’inflazione. Inoltre i titoli tecnologici hanno recuperato terreno, in attesa, dopo la chiusura di Wall Street, della trimestrale del colosso dei chip statunitense Nvidia. I futures sugli indici azionari statunitensi sono poco mossi.

Il miglioramento arriva dopo la forte ondata di vendite che ha colpito i titoli tecnologici asiatici la scorsa settimana, quando l’aumento dei rendimenti dei Treasury Usa a 30 anni al 5,33%, il massimo dal 2007, e i timori per le valutazioni eccessivamente elevate nel settore dell’intelligenza artificiale hanno spinto gli investitori a incassare i profitti. Nvidia, reduce da una serie di sette sedute consecutive in calo, ha recuperato terreno (+2,19%) a Wall Street in vista della pubblicazione dei conti. Il produttore di chip dovrebbe registrare ricavi pari a 92 miliardi di dollari. 

I titoli tecnologici rimbalzano

L’indice sudcoreano Kospi ha guadagnato l’1,07% e il Nikkei giapponese lo 0,65% con il più ampio Topix avanzato dello 0,45%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong è salito dello 0,74%, il Csi 300 dello 0,88% e lo Shanghai Composite dello 0,57%.

A guidare il recupero sono stati i produttori sudcoreani di chip di memoria con SK Hynix in aumento dell’1,13% e Samsung Electronics dell’1,95%. Anche in Giappone Largan Precision è balzata del 9,97% e Sony dell’1,64%. Ha brillato meno Tdk (+0,13%). 

SoftBank valuta un bond fino a 20 miliardi di dollari per finanziare OpenAI

Mentre SoftBank si è limitata a un +0,17%. Dopo l’emissione in yen, il colosso tecnologico giapponese sta discutendo con alcune banche d’investimento una possibile emissione obbligazionaria da 10 a 20 miliardi di dollari per contribuire a rifinanziare un prestito contratto per finanziare il suo investimento nella società tecnologica statunitense OpenAI, secondo quanto hanno riferito alcune fonti a Bloomberg. L’emissione potrebbe essere denominata in dollari ed euro e potrebbe arrivare già a settembre. Le trattative sono ancora in corso e i dettagli potrebbero cambiare, hanno aggiunto le fonti.

I proventi della vendita verrebbero utilizzati in parte per rimborsare un prestito ponte da 40 miliardi di dollari ottenuto all’inizio di quest’anno per finanziare l’investimento in OpenAI, colosso californiano dell’AI. «Stiamo valutando diverse opzioni per rifinanziare il prestito ponte, ma non è stato ancora deciso nulla, compreso l’importo di ciascuna operazione», ha dichiarato un portavoce di SoftBank. La società, guidata dal miliardario Masayoshi Son, dovrebbe investire quasi 65 miliardi di dollari in OpenAI entro ottobre, finanziando una parte dell’operazione attraverso prestiti.

Nel frattempo, le società tecnologiche statunitensi prevedono di investire migliaia di miliardi di dollari nei prossimi anni in data center e in altre infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Secondo i dati raccolti da Bloomberg News, soltanto quest’anno le società hanno già preso a prestito più di 410 miliardi di dollari sui mercati obbligazionari per tali strutture e per altri investimenti nell’AI.

A differenza della maggior parte delle altre sue emissioni internazionali, SoftBank sta valutando per la prima volta da più di un decennio il ricorso al formato 144A, che consentirebbe di vendere le obbligazioni a investitori istituzionali negli Stati Uniti, hanno precisato le fonti. Questo permetterebbe alla società di accedere a una platea di capitali più ampia e potrebbe potenzialmente aumentare la domanda per l’emissione. Se così fosse rappresenterebbe il secondo ingresso del conglomerato giapponese nel mercato obbligazionario offshore quest’anno. Ad aprile, la società aveva venduto complessivamente 3,6 miliardi di dollari di obbligazioni denominate in dollari ed euro, compresa una tranche in dollari con scadenza a 10 anni con una cedola record dell’8,5%. 

Jack Ma acquista azioni Alibaba

Premiati anche i titoli tecnologici cinesi: Xiaomi è cresciuta del 3,17%, Tencent dell’1%, Baidu dell’1,36% e Alibaba dell’1,58%. Quest’ultima ha recuperato terreno anche grazie al co-fondatore, Jack Ma, che si è unito ai vertici nell’acquisto di azioni del colosso dell’e-commerce cinese, con l’obiettivo di invertire l’ondata di vendite registrata questa settimana e placare le preoccupazioni legate all’aumento della spesa del gruppo nell’intelligenza artificiale (quasi 10 miliardi di dollari).

Ma ha acquistato negli ultimi giorni azioni per un valore superiore a 600 milioni di dollari di Hong Kong (76,5 milioni di dollari Usa). Si è unito al presidente, Joe Tsai, e all’amministratore delegato, Eddie Wu, che insieme hanno acquistato azioni per almeno 25 milioni di dollari. La mossa è arrivata dopo che Alibaba ha raccolto 80 miliardi di dollari di Hong Kong attraverso la più grande offerta secondaria di azioni mai realizzata a Hong Kong, segnalando la determinazione della società a spendere ingenti somme per conquistare la leadership globale nell’intelligenza artificiale, dopo che la sua principale offerta, Qwen, è diventata la famiglia di modelli di intelligenza artificiale più popolare al mondo.

Alibaba sta spendendo più dei concorrenti cinesi come Tencent e ByteDance nella corsa volta a definire la frontiera dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. La società ha anche venduto alcuni asset e si è impegnata a spendere più di 380 miliardi di yuan (56,5 miliardi di dollari) in tre anni per l’intelligenza artificiale, dai chip ai data center fino allo sviluppo di modelli linguistici di grandi dimensioni. Ma questo sforzo concentrato per sfidare Anthropic e OpenAI sta già erodendo i margini del gruppo, mentre la debolezza dei consumi interni continua a pesare sulla principale attività di Alibaba, ovvero il commercio al dettaglio online.

La scorsa settimana, Wu ha sottolineato che gli investimenti di Alibaba stavano dando buoni risultati. La società ha previsto che i ricavi annualizzati derivanti dai prodotti di AI si avvicineranno ai 10 miliardi di dollari nel trimestre in corso rispetto ai 7,3 miliardi del trimestre precedente. Il management resta convinto che l’azienda dovrebbe essere in grado di recuperare il proprio investimento nell’intelligenza artificiale nell’arco di tre anni.

Inflazione sopra le attese in Australia

Invece, l’indice ASX 200 australiano è sceso dello 0,27%, sottoperformando gli altri listini, mentre il dollaro australiano si è rafforzato. In Australia l’inflazione è scesa al 3,5% su base annua a luglio dal 3,8% di giugno, ma è risultata al di sopra delle attese del 3,3%. Su base mensile, a causa soprattutto dell’incremento dei prezzi dei carburanti, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dell'1% a luglio, superando anch'esso le previsioni di un incremento dello 0,8%.

Questi dati hanno spinto gli economisti ad aumentare la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia a settembre, esercitando pressione sui titoli di Stato australiani. Secondo i futures sui tassi della Rba, i trader hanno aumentato dal 17% al 27% la probabilità di un aumento dei tassi nella riunione del 28-29 settembre, mentre ora scontano una probabilità dell'80% di un rialzo ulteriore entro febbraio del 2027.

La pubblicazione dei dati è arrivata il giorno dopo la diffusione dei verbali della Rba, dai quali è emerso che i responsabili della politica monetaria hanno preso in considerazione un rialzo di 25 punti base durante la riunione di agosto, prima di decidere all'unanimità di lasciare il tasso ufficiale invariato al 4,35% per la seconda volta consecutiva, dopo i tre rialzi dei tassi effettuati quest'anno con l'obiettivo di riportare l'inflazione sotto controllo.

I responsabili della politica monetaria hanno lasciato aperta la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi qualora le pressioni inflazionistiche si rivelassero più forti del previsto. Il dato del 3,6% di luglio indica in effetti che le pressioni sui prezzi sottostanti rimangono decisamente al di sopra dell'obiettivo previsto dalla Rba per la fine dell'anno e potrebbe rafforzare le ragioni a favore di un nuovo rialzo dei tassi. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza