Borse asiatiche contrastate, anche se i conti oltre le attese del colosso dei chip statunitense Nvidia hanno riacceso la fiducia nel settore dell’intelligenza artificiale. Il titolo è balzato del 4,8% negli scambi after-hours a Wall Street dopo che il produttore di chip ha comunicato un aumento dei ricavi del secondo trimestre di oltre il 106% su base annua e ha previsto ricavi per il terzo trimestre pari a 108 miliardi di dollari, al di sopra delle stime degli analisti.
Più nel dettaglio, i ricavi del segmento Data Center sono aumentati del 117% a 89 miliardi e il management ha stimato una crescita dei ricavi del 70% nel 2028, rafforzando le aspettative secondo cui la spesa per le infrastrutture legate all’AI ha ancora un margine di crescita considerevole. I risultati e l’outlook fanno salire il future sul Nasdaq 100 (+0,7%) e quello sull’S&P 500 (+0,36%).
Ma la reazione dei mercati azionari in Asia non è stata uniforme. L’indice Kospi della Corea del Sud è salito dell’1,02%. La Bank of Korea ha aumentato i tassi di 25 punti base al 3%, il livello più alto dall’inizio del 2025 e il secondo aumento consecutivo, spiegando che la crescita superiore alle attese (+3,7% nel secondo trimestre), derivante dal boom dell’intelligenza artificiale, l’inflazione persistente al di sopra dell’obiettivo e i rischi per la stabilità finanziaria giustificavano l’aumento del costo del denaro.
Il listino sudcoreano è stato sostenuto da SK Hynix, salita del 2,67%, e da Samsung Electronics (+1,63%) e dalla controllata Samsung SDI (+9,5%). Un investitore attivista ha offerto un premio del 45% per acquistare le partecipazioni detenute dalle affiliate di Samsung SDI in S-1 Corp.
Flashlight Capital Partners, con sede a Singapore, ha proposto di acquistare la partecipazione del 20,6% detenuta da cinque società affiliate di Samsung (Samsung SDI Co., Samsung Life Insurance Co., Samsung Fire & Marine Insurance Co., Samsung Securities Co. e Samsung Card Co.) al prezzo complessivo di 116.000 won per azione, ovvero 906,6 miliardi di won (655 milioni di dollari).
Un valore che rappresenta, appunto, un premio del 45% rispetto alla chiusura di mercoledì 26 agosto. L’offerta supera il record storico di chiusura di S-1, pari a 115.000 won, raggiunto nel luglio 2016. L’investitore attivista, che possiede una partecipazione inferiore al 5% nella società che fornisce servizi di sicurezza, ha dato ai consigli di amministrazione di Samsung tempo fino al 23 settembre per rispondere.
Rivolgendosi direttamente alle affiliate di Samsung, Flashlight ha messo i membri dei cda nella posizione di dover giustificare se il mantenimento delle partecipazioni sia compatibile con i loro doveri fiduciari nei confronti degli azionisti. «Nessuna delle cinque affiliate ha una ragione strategica per mantenere la propria partecipazione in S-1», ha dichiarato il fondatore di Flashlight, Sanghyun Lee.
Samsung Sdi opera nel settore delle batterie, caratterizzato da un elevato fabbisogno di capitale, mentre le quattro società finanziarie sono soggette a restrizioni normative sulla proprietà incrociata tra società finanziarie e non finanziarie. «La vendita di queste partecipazioni non strategiche libererebbe capitale da destinare agli investimenti nelle loro attività principali oppure da restituire agli azionisti», ha aggiunto Lee.
Al contrario, il Nikkei giapponese è sceso dello 0,16%, anche se Tdk ha guadagnato l’1,58% e Kioxia il 4,2% in scia alla notizia che sta costruendo un nuovo stabilimento per la produzione di chip nel nord del Giappone, aumentando la propria capacità produttiva per soddisfare la domanda in aumento di soluzioni di archiviazione legate all’intelligenza artificiale.
Il produttore di memorie flash Nand con sede a Tokyo costruirà un terzo impianto presso il proprio sito produttivo nella prefettura di Iwate, secondo quanto riferito a Bloomberg da alcune fonti vicine al dossier. Lo stabilimento produrrà gli ultimi chip di memoria flash 3D ad alta densità dell’azienda, progettati per contribuire alla gestione degli enormi carichi di lavoro generati dai servizi di AI.
I prezzi delle memorie e dello storage, componenti fondamentali dei data center, stanno aumentando in tutto il mondo, comprimendo i margini di aziende che vanno da Nvidia ai produttori automobilistici e di dispositivi mobili. Kioxia chiederà sussidi al governo giapponese, hanno aggiunto le fonti. La società ha dichiarato in un comunicato che sta valutando la costruzione di nuovi impianti tra le varie opzioni per aumentare «in modo costante e sostenibile» il valore dell’azienda.
Kioxia prevede di produrre nello stabilimento di Iwate chip Nand di fascia più alta destinati ai data center. L’altro principale polo produttivo dell’azienda, situato a Yokkaichi, nella prefettura di Mie, nel Giappone centrale, si concentrerà invece sui chip destinati ai prodotti di consumo, inclusi gli smartphone.
Giù pure l’Hang Seng di Hong Kong dello 0,32%. Peggio l’Asx 200 australiano, in calo dell’1%. Nvidia ha segnalato una disponibilità limitata di memoria e un aumento dei costi dei componenti, mentre le sue previsioni per il terzo trimestre non includono alcun ricavo dal calcolo per i Data Center provenienti dalla Cina. A conferma dei costi più elevati e delle restrizioni in uno dei più grandi mercati tecnologici del mondo. In Cina lo Shanghai Composite cinese e il Csi 300 hanno guadagnato, rispettivamente, lo 0,67% e lo 0,29% con Alibaba in rialzo delllo 0,20% e Tencent dello 0,58%, viceversa Xiaomi ha perso l’1,9%. (riproduzione riservata)