Bill Gates vuole incontrare il presidente cinese Xi Jinping entro la fine dell’anno per discutere di iniziative in contrasto ai rischi legati all’AI. Lo riferisce Reuters, a cui il cofondatore di Microsoft e filantropo miliardario ha rilasciato un’intervista nella quale ha affermato che Pechino potrebbe accettare di limitare il rilascio di modelli di AI potenzialmente pericolosi se fossero prima gli Stati Uniti a prendere l’iniziativa. Xi e Gates si sono già incontrati tre anni fa, dopo la pandemia.
Gates intende proporre alla Cina di introdurre un sistema di monitoraggio internazionale per valutare la capacità dell’intelligenza artificiale di progettare molecole e facilitare possibili attacchi biologici, sostenendo che una misura di questo tipo non frenerebbe la crescita del settore tecnologico. Secondo il fondatore di Microsoft, Pechino sta già adottando misure per proteggere i minori dal rischio di dipendenza dai compagni virtuali basati sull’AI. Secondo Gates sono però troppo pochi i leader a livello globale impegnati in questo senso.
«Sì, in passato la tecnologia non ha mai fatto una cosa del genere. Questa volta è diverso. È come una tappa evolutiva che richiede una gestione politica straordinaria da parte dell’intera società».
Negli ultimi mesi l’imprenditore ha iniziato a preoccuparsi dei rischi legati alla possibilità che possa condurre attacchi, sostituire posti di lavoro e generare dipendenza psicologica. A destare particolare allarme sono stati alcuni test di cybersicurezza in cui tecnologie di OpenAI, Anthropic e Meta Platforms hanno violato siti web reali. «Questi incidenti di sicurezza sono scioccanti e dovrebbero lasciare le persone a bocca aperta», ha detto Gates.
Nel suo blog, ha quindi proposto la creazione di un’organizzazione internazionale per governare l’AI, ispirata ai sistemi di controllo sul nucleare, alle norme sull’aviazione e agli accordi per la tutela dell’ozono. Gates ritiene che gli Stati Uniti debbano guidare questo processo, definendo però criteri chiari su quando e come intervenire.
Gates ha definito «la massima priorità del mondo» la necessità di sviluppare un’AI capace di ridurre, anziché ampliare, le disuguaglianze e di proteggere le persone più vulnerabili, dando a questo obiettivo maggiore importanza rispetto a clima e crisi sanitarie.
La sua fondazione prevede di investire 200 miliardi di dollari entro il 2045, destinando risorse crescenti all’intelligenza artificiale: collabora con Anthropic per sviluppare controlli sanitari della gravidanza e con OpenAI per supportare gli operatori sanitari in Ruanda. Gates intende inoltre discutere con le due aziende di filantropia ad alto impatto.
Sul fronte del lavoro, Gates valuta l’ipotesi di tassare i ricavi delle aziende che usano «token» o risultati generati dall’AI per sostituire lavoratori, destinando le risorse alla protezione sociale. Ritiene inoltre che fino al 40% degli attuali posti di lavoro dovrebbe rimanere affidato agli esseri umani, sottolineando che l’assistenza ricevuta dal padre durante l’Alzheimer era «insostituibilmente umana».
Secondo Gates, le proteste contro i data center non affrontano il problema principale: «Aspettate di vedere cosa succederà quando manderete davvero in crisi il mercato del lavoro». (riproduzione riservata)