Nel giorno dell’addio ufficiale di Luca de Meo come ad Renault nomina un ceo a tempo ma taglia anche le stime per il 2025. Il direttore finanziario di Renault, Duncan Minto, sale alla guida ad interim del costruttore automobilistico francese, in attesa della nomina del successore del manager italiano.
La scelta risponde all’esigenza di evitare qualsiasi vuoto di potere, pur mantenendo la neutralità rispetto al processo di selezione del nuovo amministratore delegato, il cui esito è atteso entro la fine di luglio.
Scozzese, classe 1975, Minto lavora in Renault dal 2001, dove ha iniziato nel servizio relazioni con gli investitori. In seguito ha ricoperto diversi incarichi nell’area finanziaria, tra cui quello di cfo di Dacia e poi di Alpine, fino a essere nominato direttore finanziario del gruppo lo scorso 1° marzo, subentrando a Thierry Piéton. Il consiglio ha apprezzato in particolare la sua gestione della complessa operazione di riclassificazione contabile della partecipazione in Nissan, che ha comportato una svalutazione di 9,5 miliardi di euro, assorbita senza scossoni dal mercato.
Formalmente, Minto raccoglie un testimone che da settimane è esercitato nei fatti dal presidente Jean-Dominique Senard, il quale ha coordinato le attività operative del gruppo pur senza titolo ufficiale, a causa dei limiti statutari legati all’età. La decisione di affidare l’interim a un dirigente che non rientra nella rosa dei candidati definitivi serve proprio a garantire imparzialità nel processo di nomina, in cui Denis Le Vot viene dato come favorito.
Nel frattempo però il gruppo ha anche diffuso i dati preliminari relativi al primo semestre 2025, che mostrano una crescita più modesta del previsto e una revisione al ribasso delle previsioni per l’anno in corso. I ricavi si attestano a 27,6 miliardi di euro, con un aumento del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il margine operativo raggiunge il 6%. Il free cash flow è risultato pari a 47 milioni di euro, un valore fortemente influenzato da un peggioramento del capitale circolante netto, stimato intorno ai 900 milioni di euro negativi, al netto dell'effetto fiscale.
A incidere su questi risultati è stato in particolare il mese di giugno, dove i volumi di vendita sono risultati leggermente inferiori alle attese. La pressione commerciale è aumentata a causa della continua contrazione del mercato retail e della debole performance nel comparto dei veicoli commerciali leggeri in Europa, in un contesto di domanda in netto calo. Inoltre, la tempistica di fatturazione negli ultimi giorni del mese ha avuto un impatto negativo sul livello dei crediti.
Il peggioramento del capitale circolante è legato, da un lato, a un livello di produzione più elevato alla fine del 2024 rispetto alla fine di giugno 2025, e, dall’altro, a un incremento delle scorte di gruppo determinato da volumi inferiori alle attese. Nonostante ciò, il numero complessivo di veicoli in inventario - tra gruppo e concessionari indipendenti - è sceso a 530 mila unità a fine giugno, rispetto alle 560 mila di marzo.
Alla luce del peggioramento delle condizioni di mercato e della crescente pressione concorrenziale, Renault ha deciso di rivedere le proprie previsioni per l’intero esercizio 2025. L’obiettivo di margine operativo è stato rivisto a circa il 6,5%, rispetto a un precedente target pari o superiore al 7%, mentre il free cash flow atteso è ora compreso tra 1 e 1,5 miliardi di euro, contro una previsione iniziale di almeno 2 miliardi.
In questo contesto, il gruppo continua a perseguire una politica commerciale improntata alla creazione di valore piuttosto che ai volumi, con l’obiettivo di proteggere i lanci di prodotto. È inoltre in fase di rafforzamento un piano di riduzione dei costi a breve termine, che si concentrerà su tagli alle spese generali e amministrative, sull’efficientamento della produzione e su risparmi nell’ambito della ricerca e sviluppo. Le scorte sono sotto controllo e l’utilizzo medio degli impianti produttivi si attesta intorno al 90%, ma tutti i dettagli saranno illustrati nella presentazione dei risultati semestrali, che è in programma per il 31 luglio. (riproduzione riservata)