Radia estende la rete globale di fornitori per il WindRunner, l’aereo cargo più grande al mondo. La multinazionale americana (sede in Colorado) annuncia la partnership con cinque nuovi fornitori strategici nel settore aerospaziale, in vista della sua prima partecipazione al Salone Aeronautico di Parigi (dal 16 al 22 giugno).
A unirsi al programma sono: Aciturri Aeronáutica, Akaer Engenharia, Astronautics Corporation of America, Element Digital Engineering e Ingenium Technologies. «Si aggiungono ai partner già esistenti, tra cui Leonardo, Magroup Magnaghi Aerospace, Aernnova e AFuzion», dichiara a MF-Milano Finanza il fondatore e ceo, Mark Lundstrom, entusiasta di proseguire nel passaggio da un’organizzazione focalizzata sullo sviluppo a una struttura produttiva molto più ampia che include alcune delle principali aziende aerospaziali al mondo.
I nuovi partner metteranno a disposizione non solo una profonda esperienza nel settore aerospaziale, ma anche un impegno condiviso per l’innovazione, la sostenibilità e la collaborazione transatlantica. «Insieme, stiamo costruendo l’infrastruttura logistica per le applicazioni energetiche, difensive e aerospaziali della nuova generazione», ha precisato. Nel dettaglio, la spagnola Aciturri Aeronáutica guiderà lo sviluppo della coda in materiale composito del WindRunner. Il provider aerospaziale brasiliano, Akaer Engenharia, si occuperà dello sviluppo della cabina pressurizzata. Quanto ad Astronautics Corporation of America, azienda del Wisconsin, sarà responsabile dello sviluppo e dell’integrazione dei sistemi avionici.
E se la brittanica Element Digital Engineering supporterà la progettazione e l’integrazione del sistema carburante, Ingenium Technologies (Illinois) svilupperà il sistema di controllo ad alta portanza. Con l’avanzamento del programma (creerà migliaia di posti di lavoro in Europa), Radia annuncerà più avanti ulteriori fornitori per l’assemblaggio finale.
«Stiamo proseguendo speditamente nel programma e, nell’ultimo anno, ci siamo avvicinati molto alla definizione della sede per l’impianto di assemblaggio finale. La fase di sviluppo continua da oltre sei anni e prevediamo il primo volo nel 2029», ha indicato Lundstrom, aggiungendo: «Stiamo pianificando una grande rete europea di supporto per il WindRunner: i nostri principali fornitori si trovano in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito, oltre ai clienti che serviremo in tutta Europa nei settori dell’energia eolica, del trasporto cargo sovradimensionato e della difesa».
Fino a oggi Radia ha investito oltre 150 milioni di dollari nel programma ed è attualmente impegnata nella definizione di un pacchetto di finanziamento di miliardi di euro, proveniente da fonti pubbliche e private, per coprire la fase produttiva. Nell’immediato non pensa di quotarsi in borsa. «Ma come molte aziende», ha concluso l’ad, «valuteremo periodicamente se l’accesso ai mercati pubblici rispetto ad altre fonti di capitale rappresenti la soluzione migliore per sostenere la crescita». (riproduzione riservata)