Ancora uno stop per lo stabilimento Stellantis di Mirafiori. La produzione della 500 ibrida, il modello con cui il gruppo intende rilanciare il sito torinese, si fermerà lunedì 14 settembre, portando a sei i giorni in cui l’attività nella fabbrica è rimasta ferma solo nel mese di settembre.
Il ricorso ai fermi produttivi a Mirafiori, denunciano i sindacati, si sta facendo sempre più frequente. «Abbiamo chiesto continuità produttiva all’azienda ma l’unica continuità è quella delle fermate produttive che oramai sono settimanali», sottolineano il segretario della Fiom di Torino, Edi Lazzi, e il responsabile Fiom di Mirafiori, Gianni Mannori. «Quello che doveva essere un anno di rilancio produttivo e di piena occupazione si sta tramutando in un terribile segnale di declino per il futuro della produzione di auto a Mirafiori e per tutto il suo indotto. Si rischia di vedere nuovamente la cassa integrazione nei prossimi mesi».
Da tempo, ricorda il sindacato, la Fiom Cgil chiede a Stellantis l'assegnazione di almeno un nuovo modello a Mirafiori, considerata una condizione essenziale per garantire una prospettiva industriale allo stabilimento e ridurre il rischio di ricorrere agli ammortizzatori sociali.
Secondo l’azienda gli ultimi stop produttivi sono stati dovuti alle difficoltà nell’approvvigionamento dei componenti per i motori della Fiat 500 ibrida. Stellantis aveva spiegato ai rappresentanti dei lavoratori che la sospensione non sarebbe legata alla debolezza degli ordini ma ,al contrario, a una richiesta di vetture ibride superiore alla capacità produttiva.
Il problema nascerebbe nello stabilimento Teksid di Carmagnola (Torino), specializzato nella produzione di componenti per motori ma di dimensioni insufficienti per soddisfare il fabbisogno di componenti di Stellantis. (riproduzione riservata)