Nuovo passaggio nell’operazione che mira a portare Seri Industrial verso il delisting da Piazza Affari. In vista dell’assemblea straordinaria prevista per il 12 novembre della società specializzata in accumulatori di energia e di batterie al piombo e al litio, il Tribunale di Napoli, Sezione specializzata in materia di Impresa, ha nominato Rsm – società di revisione e organizzazione contabile spa, quale esperto ai sensi dell’articolo 2501-sexies, comma 4, del Codice civile, con l’incarico di redigere la relazione sulla congruità del rapporto di cambio nell’ambito del progetto di fusione per incorporazione di Seri Industrial in Seri spa.
In sostanza, se la società incorporante o una delle società partecipanti alla fusione è una società per azioni o una società in accomandita per azioni, l’esperto incaricato di redigere la relazione sulla congruità del rapporto di cambio è designato dal tribunale del luogo in cui ha sede la società. In questo caso il gruppo si trova nel Casertano.
La nomina dell’esperto si inserisce quindi nel percorso societario già avviato per la fusione, operazione che rientra nel progetto di uscita di Seri Industrial dal listino milanese. Il tema del delisting è stato contestato da una parte dei piccoli azionisti, che hanno sollevato dubbi sull’operazione e sulla valorizzazione della società rivolgendosi anche alla Consob.
Intanto a Piazza Affari il titolo Seri Industrial viaggia a 2,32 euro, in calo del 15,8% da inizio anno. Il valore di recesso riconosciuto agli azionisti è invece pari a 2,556 euro per azione, quindi superiore di circa il 10% rispetto alle attuali quotazioni di borsa. A pesare sulle vendite è la decisione del consiglio di amministrazione, comunicata a inizio agosto, di proporre la fusione per incorporazione nella controllante Seri spa, operazione che punta a cancellare la quotazione da Euronext Milan.
Il 12 novembre, in sede di assemblea straordinaria, agli azionisti di Seri Industrial verrà proposta l’assegnazione di 1,9167 azioni Seri di nuova emissione per ogni azione ordinaria posseduta. Chi non approverà l’operazione potrà esercitare il diritto di recesso a un prezzo fissato dal cda a 2,556 euro per azione, calcolato sulla media dei prezzi degli ultimi sei mesi. Un valore superiore alla quotazione successiva al crollo del titolo dopo l’annuncio dell’uscita da Piazza Affari, ma inferiore al valore di chiusura della seduta precedente (-13%).
La società campana, attiva nei materiali plastici, nel riciclo e nel settore degli accumulatori elettrici, era approdata sul mercato attraverso la business combination con la Spac Industrial Stars of Italy 3, quotata su Aim Italia nel 2017. Oggi il controllo fa capo a Seri Spa che detiene il 56,37% del capitale, mentre il resto (43,53%) è rappresentato dal flottante. La catena di controllo fa riferimento alla famiglia Civitillo: secondo i dati Consob, Vittorio Civitillo controlla la maggioranza dei diritti di voto e guida la società come ceo.
La relazione affidata a Rsm dovrà esaminare la congruità del rapporto di cambio previsto dal progetto di fusione, rappresentando così un ulteriore passaggio formale nell’iter dell’operazione. (riproduzione riservata)