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Prysmian, l’ad Battaini: il dual listing resta un’opzione. Confronto con il governo Usa sui dazi
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Prysmian, l’ad Battaini: il dual listing resta un’opzione. Confronto con il governo Usa sui dazi

28 marzo 2025, 21:00 Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2025, 10:56

Il ceo racconta la strategia per correre ancora negli Stati Uniti dopo il Capital Markets Day tra New York e Dallas, tra nuovi investimenti e integrazione delle acquisizioni

Il primo Capital Markets Day di Prysmian negli Stati Uniti, geografia d'elezione del gruppo e che genera ormai il 50% dell’ebitda, si è diviso tra New York, con la presentazione del piano industriale al 2028, e Dallas, alla sede di Encore Wire. Il gioiello texano, rilevato circa un anno fa per quasi 4 miliardi di euro, fa forza su un campus sterminato da oltre 325 mila metri quadrati, in cui è concentrata l’intera attività.

Il secondo giorno di presentazione ai mercati è stata l’occasione per MF-Milano Finanza per discutere con il ceo di Prysmian, Massimo Battaini, delle prospettive del gruppo in particolare negli Stati Uniti, dove è arrivata anche l’ultima acquisizione di Channell da 950 milioni di dollari e dove lo stesso Battaini non ha escluso in futuro di impiegare parte dei 2,6 miliardi di euro destinati a nuove acquisizioni «se si presenterà l’opportunità giusta».

Domanda. Durante la presentazione al Capital Markets Day avete posto l’accento su tre parole chiave: accelerazione, innovazione e sostenibilità. Perché sono al centro della vostra strategia?

Risposta. La leadership globale di Prysmian non esisterebbe senza innovazione. E quando parliamo di innovazione, parliamo di come rendiamo i nostri prodotti e le nostre soluzioni più efficaci e più efficienti. E quindi anche di sostenibilità, come testimonia l’obiettivo di essere net zero entro il 2035, anticipato di 15 anni sul programma. Un esempio concreto sono i nostri robot per le linee aeree, che applicano un rivestimento che dissipa il calore delle linee elettriche esistenti, migliorando efficienza e sostenibilità. Accelerazione per noi significa che vogliamo lanciare in modo agile e tempestivo soluzioni innovative, con l’obiettivo di arrivare a farle generare oltre il 55% dei ricavi. Gli analisti ci hanno chiesto se le proiezioni dei margini che abbiamo fornito non fossero prudenti. Questo mi rende orgoglioso, perché dimostra che il mercato capisce quanto siamo credibili su ciò che ci rende sostenibili e innovativi.

D. Gli obiettivi del piano prevedono 3 miliardi di ebitda al 2028 e 5 miliardi di cassa generata. Ritiene che il mercato dia troppo per scontati i vostri alti ritmi di crescita?

R. No, non credo che nulla sia scontato per i nostri investitori ma che sia una dimostrazione di credibilità e di un approccio sempre orientato al superare gli obiettivi fissati. L’essere public company ci impone un dialogo trasparente e aperto con i nostri investitori e un ascolto continuo. I target al 2028 sono davvero ambiziosi se si pensa che puntiamo a oltre 3 miliardi di euro di adjusted ebitda, quando il target al 2027 indicato a Napoli a ottobre 2023 era di 2 miliardi. Inoltre 3,05 miliardi è solo il midpoint di un range che può arrivare fino a 3,15 miliardi…

D. Avete rinviato la decisione sul dual listing. Oltre all’integrazione di Channell e all’instabilità dei mercati finanziari, anche l’avvio della presidenza Trump ha cambiato le prospettive sull’utilità del dual listing negli Usa?

R. Come abbiamo detto, non è stata presa alcuna decisione e in questo momento, come potete immaginare, dobbiamo concentrarci sul Channell. Poi, valuteremo l'opportunità di quotarci anche a Wall Street.

D. Il mercato ha punito il rinvio della decisione sul dual listing. Si aspettava questa reazione così negativa? E paradossalmente potrebbe essere il segnale della bontà del progetto per gli investitori?

R. In generale, credo che sia saggio guardare al mercato a lungo termine: dal Capital Markets Day di ottobre al 2023 a oggi abbiamo ottenuto un rendimento totale per gli azionisti del +75%. E al prossimo Capital Markets Day condivideremo l’ulteriore valore creato per gli investitori. Il dna di Prysmian ci impone di valutare tutte le opzioni per massimizzare la creazione di valore per i soci ed essere pronti a coglierle, come dimostra il deal su Channell.

D. Quali sono i vantaggi che porterebbe al gruppo e agli investitori il dual listing?

R. È una delle leve di creazione di valore e ritengo che l’upside rispetto alla valutazione attuale possa essere non irrilevante. Ma come ceo e azionista di Prysmian non guardo mai alle oscillazioni di breve, che dipendono anche da condizioni di contesto, perché non posso farmi condizionare dalle speculazioni di breve periodo.

D. Nell’ultima call aveva parlato del potenziale impatto negativo dei dazi sulle materie prime per chi produce negli Usa rispetto a chi importa e di discussioni in corso con il governo sul tema. Come stanno andando i colloqui?

R. Non posso commentare le conversazioni in corso. Sui dazi al momento ci sono molte incertezze ma, come abbiamo detto, siamo leader di mercato e continueremo a essere in posizione di vantaggio rispetto agli altri player. Naturalmente non ci si dovrebbe mai trovare una situazione in cui la produzione «Made in Usa» per il mercato americano venga punita a favore di quella estera, che è l’opposto di ciò che il governo Trump vuole.

D. Con quale logica è stata realizzata l’acquisizione di Channell?

R. Gli Usa rappresentano per noi un mercato strategico. Con Channell abbiamo voluto rafforzare il nostro portafoglio nel business delle Digital Solutions e accelerare il nostro percorso per diventare solutions provider e non solo produttore di cavi. Channell rappresenta l’eccellenza nel settore della connectivity negli Stati Uniti. Con Encore Wire, anch’essa con sede in Texas, condivide valori come l'integrazione verticale, l’innovazione e una spinta commerciale dalle quali possiamo trarre enormi benefici. E in più rafforzerà anche l’offerta per i data center. La famiglia Channell, fondatrice del gruppo, non avrebbe venduto a chiunque e di questo siamo orgogliosi.

D. A proposito di Usa, prevedete 245 milioni di investimenti per quattro stabilimenti. Realistico uno sviluppo ulteriore in Texas?

R. Non possiamo ancora condividere i dettagli dei nostri piani. Gli Usa sono un mercato interessante e, come sapete, a noi piace massimizzare le sinergie commerciali delle nostre acquisizioni.

D. Digital solutions e i data center possono diventare un motore di crescita anche in Europa e in Italia nel medio termine?

R. Channell ha un’esposizione prevalentemente americana, ma senz'altro possiamo fare di più in Europa dove la crescita organica è trainata in prevalenza dal business Transmission, grazie a un backlog senza pari e alla posizione di leader di mercato con soluzioni e tecnologie prodotte in Europa, ma che coprono i fabbisogni globali. E questo, tra l'altro, è il settore in cui stiamo investendo più capex. Ad Arco Felice, a Napoli, abbiamo un impianto strategico e siamo orgogliosi di contribuire alla sicurezza e all’efficienza delle infrastrutture globali attraverso qualità Made in Italy.

D. La politica commerciale di Trump mira a potenziare produzione interna e a proteggere le aziende locali. Pensa che anche l’Europa dovrebbe tutelare di più le proprie aziende? Per esempio nel settore della fibra ottica, dove il prodotto cinese a basso prezzo spopola?

R. Da un lato l'Ue deve assicurarsi che i suoi campioni possano vincere a livello globale, che è lo spirito che anima le mosse degli Usa. Dall'altro deve agire con buon senso, perché anche la sicurezza è importante. La storia della fibra è nota, ma i cavi sottomarini, ad esempio, sono progetti infrastrutturali nazionali e internazionali, che includono anche comunicazioni sensibili tramite la fibra ottica. È giusto che questi progetti possano essere affidati a partner in grado di garantire sicurezza e qualità. Obiettivi su cui noi investiamo, come dimostra il lancio di una soluzione per la manutenzione, riparazione e ispezione tramite una nave dedicata a queste attività, che pensiamo possa essere accolta favorevolmente dalla Commissione Europea. (riproduzione riservata)



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