L’amministrazione di Donald Trump ha congelato 108 milioni di dollari di fondi federali per la facoltà di medicina della Duke University, in North Carolina, accusata dal governo di «discriminazione razziale sistemica». Lo riporta il New York Times.
L'ateneo è l’ultimo di una seri di college di alto profilo, dalla Columbia University ad Harvard, che il presidente americano ha preso di mira e privato di una grande quantità di finanziamenti pubblici.
Il 28 luglio scorso Robert F. Kennedy Jr., ministro della Salute, e Linda McMahon, ministro dell’Istruzione, hanno inviato una lettera alla Duke University esprimendo preoccupazione per le «preferenze razziali nelle assunzioni, nelle ammissioni degli studenti, nella governance, nell’assistenza ai pazienti e in altre attività» del sistema sanitario dell'Università. Nella nota i due ministri hanno accusato l’università di aver violato il Titolo VI del Civil Rights Act, che proibisce la discriminazione basata su razza e nazionalità nei programmi che ricevono finanziamenti federali.
Kennedy e McMahon hanno chiesto a Duke Health, il sistema sanitario dell’Università, di rivedere tutte le politiche e di creare un «Comitato per il Merito e i Diritti Civili» che collabori con il governo federale.
Intanto, l’Università di Harvard si è detta disponibile ad accogliere la richiesta dell’amministrazione Trump di pagare fino a 500 milioni di dollari per porre fine alla controversia con la Casa Bianca legata alle proteste pro Gaza, mentre i colloqui tra le due parti si intensificano.
A scriverlo è sempre il New York Times citando quattro persone a conoscenza dei negoziati.
Secondo una di queste persone, Harvard è riluttante a pagare direttamente il governo federale, ma i negoziatori stanno ancora discutendo i termini finanziari esatti. La somma richiesta dal governo, che ha recentemente accusato Harvard di violazioni dei diritti civili, è più del doppio della multa di 200 milioni di dollari che la Columbia University ha accettato di pagare quando ha patteggiato con la Casa Bianca la scorsa settimana per le accuse di antisemitismo.
L’attenzione di Trump ai termini finanziari di una possibile intesa riflette un cambio di strategia dell’amministrazione, che nei primi mesi ha concentrato la sua guerra all’istruzione superiore americana sull’obiettivo di riorientare la percepita inclinazione ideologica verso sinistra del settore. Dal suo insediamento a gennaio, il tycoon ha sospeso o interrotto sovvenzioni e contratti federali per l’università, per un totale di quasi 3 miliardi di dollari.
Non è ancora chiaro quando si possa raggiungere un accordo, ma si prevede che l’università chieda che qualsiasi intesa sia vincolata alla causa federale intentata contro il governo lo scorso aprile. Il presidente ha dichiarato in privato ai suoi collaboratori che non darà il via libera a un accordo a meno che l’università più antica degli Stati Uniti non accetti di spendere molti milioni di dollari.
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