È morto a Pordenone all'età di 94 anni l'imprenditore Armando Cimolai, fondatore dell'omonimo gruppo specializzato nella progettazione, fornitura e montaggio di strutture complesse in acciaio. Aveva creato il gruppo a Pordenone nel 1949 insieme alla moglie Albina come laboratorio per la produzione di cancelli e infissi metallici e lo ha accompagnato negli oltre 70 anni di storia, in cui ha vinto commesse in tutto il mondo arrivando a un fatturato di 500 milioni di euro. Tra i progetti iconici cui ha partecipato, le paratoie del nuovo Canale di Obama, le piattaforme di rimozione della Costa Concordia, lo stadio di Johannesburg, il Roland Garros, i viadotti di Reggio Emilia, la torre di Intesa Sanpaolo a Torino.
Cimolai inizia come fabbro ma ben presto intuisce che le prospettive nell'accurato sono interessanti e nel 1954 avvia lo sviluppo della sua azienda con la costruzione di strutture per edifici industriali e militari e costruisce 3.000 mq di officina. Tra i principali clienti Zanussi, Fiat, Valeo. Nel 1968 avvia la costruzione di un nuovo stabilimento a Polcenigo, puntando sulla costruzione di travi saldate. Da lì comincia la crecita delle quote di mercato estero: nel 1976 la produzione viene esportata per il 60%.
Dopo aver più volte ampliato gli stabilimenti di Pordenone e Polcenigo, in seguito realizza il terzo stabilimento a Roveredo in Piano in cui debuttano i robot. Nel 1998 se ne aggiunge un quarto a San Giorgio di Nogaro. Nel 2005 gli è,stato conferito dall'Università di Trieste il titolo d'ingegnere a Honoris Causa. Fino ai suoi ultimi giorni è rimasto in attività con la società Armando Cimolai Centro Servizi.
Armando Cimolai era sposato con Albina Poles ed è padre di Luigi, Ivana e Roberto, tutti impegnati con incarichi di responsabilità nella conduzione delle aziende familiari. Alle nomine di cavaliere (1973), ufficiale (1980), commendatore (1984), grande ufficiale (2004) e alla laurea ad honorem in ingegneria meccanica (2005) nel 2020 era diventato cavaliere di Gran croce, ordine al merito della Repubblica italiana.
«Con Armando Cimolai scompare un autentico pioniere dell'industria nazionale», ha commentato la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, già presidente del Friuli Venezia Giulia. «Partito dalla ricchezza del suo lavoro, dalla passione per progredire e dall'ingegno ha raggiunto i massimi traguardi, portando la sua impresa tra le poche a poter affermare a livello mondiale primati tecnologicamente significativi nel campo delle grandi costruzioni», ha agoiunto. «È a esempi come il suo e alla continuità di conduzione dell'azienda assicurata dalla sua famiglia cui vanno le condoglianze, che dobbiamo rifarci se vogliamo ripartire su solide basi», ha concluso.