La situazione umanitaria a Gaza è drammatica, la fame attanaglia i suoi abitanti e i bombardamenti non lasciano scampo. Nel mirino delle truppe israeliane è finita anche la zona di Deir al-Balah, area al centro della Striscia finora risparmiata dalle evacuazioni, dove si erano concentrate finora strutture civili, sfollati e organizzazioni umanitarie. Le condizioni di vita nell’enclave palestinese sono talmente peggiorate da spingere l’Ue e i ministri degli Esteri di 25 Paesi, compresa l’Italia, a diffondere una nota congiunta con «un messaggio semplice e urgente: la guerra a Gaza deve finire ora». «La sofferenza dei civili a Gaza ha raggiunto livelli insostenibili», hanno sottolineato i firmatari, condannando «il modello adottato dal governo israeliano per la distribuzione degli aiuti» definito «pericoloso», che «alimenta l’instabilità» e «priva i cittadini di Gaza della loro dignità umana».
I 25 capi delle diplomazie, tra cui Antonio Tajani, hanno criticato «il rilascio a rilento degli aiuti umanitari e l’uccisione disumana di civili, compresi bambini, mentre cercano di soddisfare i propri bisogni essenziali di acqua e cibo», puntando il dito contro gli «oltre 800 palestinesi uccisi mentre tentavano di accedere agli aiuti». I firmatari hanno condannato anche la detenzione degli ostaggi, chiedendo ad Hamas di liberarli «immediatamente e senza condizioni».
È significativo che tutti i principali Paesi Ue, tranne la Germania, abbiano firmato la dichiarazione.
Israele «respinge» la dichiarazione dei 25 Paesi «poiché è slegata dalla realtà e invia un messaggio sbagliato a Hamas» che «ha iniziato questa guerra e la sta prolungando» ed è «l’unica parte responsabile della mancanza di un accordo per il rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco». Il messaggio arriva dallo stesso ministero degli Esteri israeliano. «Esiste una proposta concreta per un accordo di cessate il fuoco: Israele ha ripetutamente detto sì a questa proposta, mentre Hamas si rifiuta ostinatamente di accettarla. In momenti così delicati delle trattative in corso, è meglio evitare dichiarazioni di questo tipo».
«Tutte le dichiarazioni e tutte le rivendicazioni dovrebbero essere rivolte all’unica parte responsabile della mancanza di un accordo per il rilascio degli ostaggi e di un cessate il fuoco: Hamas, che ha iniziato questa guerra e la sta prolungando», si legge nella nota postata su X. «Invece di accettare un cessate il fuoco, Hamas è impegnata in una campagna per diffondere menzogne su Israele. Allo stesso tempo, Hamas agisce deliberatamente per aumentare gli attriti e i danni ai civili che arrivano per ricevere aiuti umanitari». «La dichiarazione - prosegue - non concentra la pressione su Hamas e non ne riconosce il ruolo e la responsabilità nella situazione. Hamas è l’unica responsabile della continuazione della guerra e delle sofferenze di entrambe le parti».
Non si fa attendere la risposta di Hamas che a stretto giro afferma che la dichiarazione di 25 Paesi rappresenta «il riconoscimento internazionale della portata delle violazioni commesse dal governo fascista di occupazione». «La condanna, da parte della dichiarazione internazionale, dell’uccisione di oltre 800 civili nei pressi dei punti di soccorso di Stati Uniti e Israele conferma la brutalità di questo meccanismo», ha affermato Hamas.
Da quando è stata istituita la Gaza Humanitarian Foundation alla fine di maggio, più di 900 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano mentre cercavano di procurarsi cibo disperatamente necessario. (riproduzione riservata)