«Tutta Gaza sarà ebraica... il governo sta spingendo affinché Gaza venga cancellata. Grazie a Dio, stiamo estirpando questo male. Stiamo spingendo la popolazione che si è istruita sul Mein Kampf». L’affermazione choc del ministro israeliano ultranazionalista di estrema destra Amihai Ben-Eliyahu, citato su X dal giornalista di Axios Barak Ravid, arriva in un momento delicato dei negoziati per un cessate il fuoco a Gaza stremata dalla fame e dalla guerra.
Hamas ha da poco annunciato di aver presentato ai negoziatori la sua risposta alla proposta israeliana di un cessate il fuoco a Gaza di 60 giorni, documento di cui al momento non si conoscono i contenuti. Secondo quanto sostiene una fonte israeliana, si tratterebbe di un «aggiornamento» della proposta presentata martedì 22 luglio e bocciata direttamente dai mediatori arabi perché «poco ragionevole». I mediatori si erano rifiutati di condividere quella proposta con Stati Uniti e Israele. Nella nuova versione condivisa dovrebbero essere escluse alcune delle richieste contenute nel documento precedente.
«Hamas ha appena presentato ai mediatori la sua risposta e quella delle fazioni palestinesi alla proposta di cessate il fuoco», ha dichiarato il movimento islamista in un comunicato pubblicato su Telegram.
La risposta include, comunque, proposte di emendamenti alle clausole sull’ingresso degli aiuti umanitari, mappe delle aree da cui l’esercito israeliano si dovrebbe ritirare e garanzie sulla fine definitiva della guerra, secondo una fonte palestinese vicina ai colloqui in corso a Doha. I negoziatori stanno cercando di raggiungere un accordo su una tregua che consentirebbe il rilascio di 10 ostaggi israeliani in cambio di un numero imprecisato di prigionieri palestinesi. Per Israele, smantellare le capacità militari e governative di Hamas non è negoziabile, mentre il movimento esige solide garanzie per una tregua duratura, un completo ritiro delle truppe israeliane e il libero flusso di aiuti umanitari a Gaza.
L’ufficio del primo ministro israeliano ha confermato di aver ricevuto l’ultima risposta di Hamas alla proposta di un accordo di cessate il fuoco e di rilascio degli ostaggi, aggiungendo che stava esaminando attentamente il documento. Secondo quanto dichiarato da una fonte israeliana al Times of Israel, la risposta aggiornata di Hamas è «praticabile». Altri funzionari israeliani - riferisce la tv Channel 12 - parlano invece di «progressi non significativi» per «l’irrigidimento delle posizioni di Hamas» sui principali nodi della trattativa.
Ma il premier Benyamin Netanyahu ha richiamato la squadra negoziale dal Qatar per «continuare le consultazioni in Israele», afferma il suo ufficio in una nota. «Apprezziamo gli sforzi dei mediatori Qatar ed Egitto e gli sforzi di Witkoff per raggiungere una svolta nei colloqui» afferma l'Ufficio del premier. Il Times of Israel afferma che non è chiaro se gli sviluppi indichino una rottura dei colloqui, mentre Axios parla di «crisi» nei negoziati.
Intanto in Italia, i colloqui si stanno svolgendo a bordo di uno dei mega yacht ormeggiati davanti alla costa della Gallura. L'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff è arrivato in Sardegna e dovrebbe restare in Costa Smeralda sino a domenica, per portare avanti le fasi preliminari dei negoziati di pace su Gaza e sul rilascio degli ostaggi incontrando il ministro israeliano Ron Dermer e il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani. Secondo quanto appreso, i colloqui si stanno svolgendo a bordo di uno dei mega yacht ormeggiati davanti alla costa della Gallura, lussuosa meta preferita dai vip e per lui sarebbe stato allertato uno degli alberghi esclusivi della Costa Smeralda che potrebbe avere riservato una delle camere. Giunto nell'Isola in gran segretezza, con un aereo senza livree ufficiali e solo un minimo dispositivo di sicurezza approntato dalle autorità italiane, Witkoff, infatti, dovrebbe restare in Sardegna sino al 27 luglio. (riproduzione riservata)