«Non possiamo permetterci la progressiva irrilevanza sul piano internazionale» dell’Ue. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Firenze di fronte al consiglio direttivo della Bce, in un incontro nel quale sono intervenuti anche il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e la presidente Bce Christine Lagarde.
Per Mattarella «l’Europa ha compiuto passi importanti in questi anni, ma essi oggi appaiono insufficienti rispetto alla portata dei mutamenti in atto. Permane, ad esempio, quella che un mio illustre predecessore, Carlo Azeglio Ciampi, definì una condizione di zoppia dell'Unione: l'evidente asimmetria tra la moneta unica e una politica economica e fiscale ancora frammentata».
La Bce lascerà i tassi invariati al 2% nella riunione del 30 ottobre a Firenze. Panetta ha ricordato che «oggi l’euro è per l’Europa ciò che il fiorino fu per Firenze: un simbolo di stabilità. Ma è anche qualcosa di più: un simbolo di unità, che sostiene la coesione politica tra gli Stati membri». Ora però «l’Europa deve consolidare e rafforzare il proprio ruolo».
Un punto chiave, secondo Panetta, è la «capacità di innovare» dimostrata in passato da Firenze, Venezia e Genova attraverso strumenti come le lettere di cambio, il giro e le fedi di credito. «Nei secoli successivi, l’Italia non seppe valorizzare il suo splendore rinascimentale. Rimase politicamente ed economicamente frammentata, appesantita da norme inadeguate e da corporazioni che soffocavano l’innovazione. La lezione per l’Europa di oggi è chiara: per preservare il peso economico e contare nel mondo, deve superare le rigidità istituzionali, investire in innovazione e completare il mercato unico».
Panetta ha aggiunto che «oggi viviamo una fase di innovazione finanziaria non meno profonda di quella che vide protagoniste le città italiane secoli fa, ma assai più rapida e di portata globale. La rivoluzione digitale mette in discussione la stessa idea di moneta».
Per il governatore di Bankitalia si tratta di un «processo naturale, ma che richiede vigilanza. Alcune innovazioni digitali rischiano paradossalmente di rappresentare un arretramento: la proliferazione di pseudo-monete digitali private, sottratte alla supervisione, può generare instabilità, trasferire il signoraggio a pochi attori e favorire attività illecite».
Lagarde ha poi evidenziato che l’Europa è «resistente ma vulnerabile» con «un modello economico che ci espone agli shock globali». La governance è diventata «troppo lenta» e perciò secondo la presidente Bce occorrono più decisioni a maggioranza qualificata. (riproduzione riservata)