Con l’avvio delle audizioni è iniziato al Senato l’iter della legge di bilancio, una manovra per 18,7 miliardi che ha il pregio del mantenimento dell’equilibrio dei conti pubblici ma manca di misure strutturali per la crescita, la produttività, l’innovazione.
I punti specifici oggetto del dibattito sinora svolto riguardano la cosiddetta pace fiscale (un eufemismo riferito a ipotesi di sanatorie), gli affitti brevi (con le sollecitazioni a non accrescerne la tassazione), i dividendi delle partecipate (che potrebbero essere oggetto di una doppia tassazione) e il cosiddetto contributo volontario (rectius, tassazione) delle banche e delle assicurazioni.
Quanto alle banche, nell’ampia e molto interessante intervista rilasciata dalla presidente della Bce Christine Lagarde ad Andrea Cabrini e pubblicata sul numero settimanale di Milano Finanza ora in edicola, alla domanda sulla «tassazione» delle banche prevista dalla proposta di legge di bilancio la presidente ha risposto ricordando che in passato la Spagna, la Lituania e altri Paesi hanno adottato misure analoghe. Ciò premesso, ha precisato che una tassa della specie deve essere calibrata in base alla fattibilità, all’impatto e alla necessità di preservare la stabilità finanziaria e la corretta trasmissione della politica monetaria.
Poi Lagarde ha soggiunto di sperare che le autorità italiane conducano questa analisi per assicurarsi che tali condizioni siano rispettate. Sono indicazioni che, in effetti, ricalcano quelle sullo stesso argomento esposte dal governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta in occasione della recente riunione del Consiglio direttivo della Bce tenutasi a Firenze.
Pronunciata dalla presidente della Bce, che è chiamata a rendere al governo (e al Parlamento) il parere obbligatorio sulla misura in questione prima della sua approvazione, costituisce verosimilmente un'anticipazione della sostanza del parere stesso, a meno che non sopravvengano revisioni e ripensamenti non facilmente prevedibili.
Naturalmente non è immaginabile che la Bce si debba pronunciare su tutti i punti della legge. Una parte non secondaria di essi attengono agli aspetti dell’equità, della solidarietà, della natura dell’imposta anche se presentata come volontaria contribuzione e che però viola i principi dell’astrattezza e generalità, nonché agli aspetti della sostenibilità.
Si tratta di condizioni che sono di competenza del governo e del parlamento, la cui analisi va affrontata in sede di valutazioni politiche, ma anche giuridico-istituzionali, dai componenti dei suddetti organi costituzionali che, con una considerazione di opportunità, è bene coinvolgano anche le parti sociali interessate.
E in questo versante, anche se le polemiche incandescenti sulla materia si sono in parte affievolite, vi è e vi sarà molto probabilmente ampio spazio di discussione. In passato, è accaduto che il parere della Bce sia stato richiesto fuori tempo massimo e, nel frattempo, la legge veniva approvata. Ora, nel caso specifico, non sarà così.
Ma è bene precisare che l’«opinion» dell’istituto centrale è obbligatoria, ma non vincolante, per cui, in teoria, il parlamento potrebbe intervenire in maniera diversa anche sugli aspetti definiti nel parere. Alcuni banchieri in maniera ufficiosa hanno cautamente espresso una valutazione di ammissibilità degli oneri che conseguirebbero per le banche (4,3 miliardi per il 2026).
L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ha parlato di possibilità di gestione del contributo. Naturalmente, è fondamentale la valutazione dell’intero settore con riferimento alla pluralità e alla rappresentatività degli istituti.
Una pronuncia ufficiale viene però rinviata, rispettando il lavoro del Parlamento, a norma approvata. Tuttavia nelle audizioni, benché siano da classificare sotto il profilo tecnico, non mancheranno le valutazioni che potrebbero essere anche un modo per saggiare il terreno con riferimento alle posizioni della camera alta che emergeranno pure dalle domande e dalle reazioni ai contenuti che esprimeranno gli auditi. Non si tratterà comunque di un passaggio parlamentare facile. (riproduzione riservata)