Maire pubblicherà i risultati del secondo trimestre del 2025 il prossimo 31 luglio. Equita si aspetta una forte crescita dei volumi (+27% anno su anno) e dell’ebitda (+30% a 115 milioni di euro) abbinata a un margine in lieve miglioramento al 6,7% (+20 punti base).
Attesa una crescita a doppia cifra anche dell’utile netto: +29% a 60 milioni e una generazione di cassa operativa sui livelli del primo trimestre di quest’anno. Tuttavia, «stimiamo che l’indebitamento finanziario netto peggiori di 97 milioni di euro trimestre su trimestre a seguito del pagamento del dividendo per 115 milioni e del buyback per il piano di incentivazione da 30 milioni», precisa la Sim.
Sul fronte ordini, nel trimestre Maire dovrebbe aver raccolto ordini per quasi 2,1 miliardi di euro, prevalentemente nella divisione ingegneria e costruzioni IE&CS. La raccolta ordini del periodo è abbondante e coerente con il target di 8 miliardi per l’intero esercizio 2025.
Sulla base di queste previsioni, Equita ritiene che Maire possa migliorare la guidance 2025, possibilità che era stata preventivata dalla società già con la pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2025: ricavi a 6,4-6,6 miliardi (+9-12% anno su anno), ma Equita li vede più alti a 6,949 miliardi (+18%) come il consenso a 6,758 miliardi (+15%); ebitda a 420-455 milioni (+9-18%) contro una stima della Sim a 478 milioni(+24%) e del consenso a 459 milioni(+19%); ebitda margin al 6,6-6,9%, Equita si posiziona nella parte alta del range; capex a 130-150 milioni (150 la previsione della Sim).
Guardando alle singole divisioni, per fine esercizio Equita si attende una crescita del 16,5% della unit IE&CS e del 38% per Nextchem. E a livello di ebitda consolidato sconta un miglioramento del margine di 30 punti base grazie ai contratti più proficui della divisione IE&CS e al mix con la crescita più sostenuta di Nextchem che ha un margine più elevato.
«Riteniamo che Maire sia ben posizionata per raggiungere target ambiziosi di crescita supportata dal buon track record esecutivo, un ampio portafoglio di tecnologie, un incrementata capacità ingegneristica (oltre il 30% dal 2022) e un bilancio molto solido», prevede Equita.
Il titolo, poi, tratta a multipli interessanti (13 volte il prezzo/utile e 7 volte l’ev/ebitda 2026), considerato il tasso di crescita degli utili dei prossimi tre anni (18%). «Riteniamo che i catalyst per il titolo riguardino l’annuncio di nuovi ordini entro fine anno, data l’abbondante pipeline, mentre il miglioramento della guidance 2025 ci sembra abbastanza scontato dal consenso. Confermiamo», conclude Equita, «il rating buy e il target price a 12,50 euro sull’azione» che in borsa è salita in chiusura dello 0,70% a 11,46 euro. (riproduzione riservata)