Nei primi cinque mesi del 2025 il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni (M&A) ha mostrato un andamento a doppia velocità: il numero delle operazioni è sceso del 14% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma il valore complessivo delle transazioni è aumentato del 36%. A rendere questo scenario così articolato è il contributo rilevante di alcune grandi operazioni nel settore dei servizi finanziari, che hanno alzato significativamente la soglia monetaria del mercato.
È quanto emerge dal report PwC Global and Italian M&A Trends Mid Year ‘25 Outlook, che prevede una chiusura d’anno in Italia con meno di 1.300 operazioni complessive, un livello in calo rispetto agli anni recenti. Se si esclude il comparto finanziario, la contrazione dei volumi diventa ancora più marcata, con un -18%, e la riduzione del valore si accentua, arrivando a un -47%.
Tra le principali operazioni di rilievo nel financial services figurano le ops di Mps su Mediobanca, di Piazzetta Cuccia su Banca Generali e di Bper su Banca Popolare di Sondrio. Altri deal significativi coinvolgono investimenti di minoranza nel settore energia e utilities, come quello di Kkr in Enilive e di Ares Alternative in Eni Plenitude, mentre Prada ha acquisito Versace nel settore consumer. Non meno importante è l’incremento di una quota del 15% di Poste Italiane in Tim.
A livello globale, lo scenario è simile: le operazioni M&A sono diminuite del 9% nei primi cinque mesi dell’anno, con il 2025 destinato a chiudersi sul minimo decennale di circa 46 mila transazioni. Tuttavia, il valore totale delle operazioni globali è cresciuto del 13%, spinto soprattutto da transazioni sopra il miliardo di dollari, che sono aumentate del 18%, e da quelle oltre i 5 miliardi, cresciute del 25%. Settori come aerospaziale e difesa, chimica, wealth management e utilities hanno registrato un incremento sia in volumi che in valori, mentre i consumer goods, il farmaceutico, l’automotive e i beni industriali hanno visto una riduzione.
Il settore farmaceutico in particolare si trova ad affrontare sfide importanti, dalla riforma dei prezzi negli Stati Uniti alle incertezze regolatorie e alle tariffe commerciali internazionali, elementi che stanno rallentando l’attività di M&A nel comparto. I servizi, soprattutto Ict, professionali e di asset management, grazie a modelli di business «asset-light» e flussi di cassa stabili, continuano invece a mantenere valutazioni elevate. (riproduzione riservata)