Le azioni a Wall Street nel giorno della Fed estendono il ribasso in chiusura. L’indice tecnologico Nasdaq è il peggiore con un calo del 2,2%, L’S&P 500 segna -1,6% e il Dow Jones -0,8%.
Dopo la decisione della Fed di lasciare invariati i tassi d’interesse la borsa americana ha dato peso alle parole di Powell che parlano di decsioni sui tagli che non saranno di breve periodo. La banca centrale americana ha rispettato le attese e ha lasciato i tassi di interesse fermi per la quarta riunione consecutiva tra il 5,25% e il 5,5%. I fed funds restano così sui massimi degli ultimi 22 anni.
Gli investitori guarderanno con maggiore attenzione ai riflessi della riunione della Fed, ma Jerome Powell ha sottolineato che molto probabilmente il prossimo taglio non avverrà nel mese di marzo.
La borsa statunitense fa ancora segnare per il terzo mese consecutivo il segno positivo nel bilancio dei suoi principali indici. L’S&P 500 è infatti ancora in rialzo del 2% a gennaio.
l’S&P 500 lo 0,9% e il Nasdaq l’1,44%. In attesa della decisione della Fed sui tassi il cambio euro-dollaro sale a quota 1,0852 (+0,11%), mentre il rendimento del Treasury decennale scende sotto il 4% al 3,96%. Per il petrolio invece la seduta è negativa (Brent -2,3% e Wti -2,3%) sempre a causa dell’Arabia Saudita, che ha congelato il piano di sviluppo dei giacimenti. A Wall Street il miglior titolo è Boeing, che balza del 6,4% dopo aver ridotto la perdita (leggi sotto). Dietro il produttore di aerei si piazzano UnitedHealth (+2%), Walgreens Boots (+1,15%) e Goldman Sachs (+1,1%). Il peggiore invece è Alphabet, che dopo i conti perde il 6,4%. La big tech è seguita da Cisco (-3,3%), Saleforce (-1,6%), Microsoft (-1,3%) e Apple (-1,2%). Wall Street apre la seduta contrastata.
Sul listino tecnologico incide la performance di Alphabet, che con Microsoft ha aperto le trimestrali delle big tech (leggi sotto): la sera di giovedì 2 febbraio toccherà ad Apple, Meta e Amazon. Ma l’appuntamento più atteso dagli investitori è la riunione della Fed di oggi 31 gennaio. Jerome Powell dovrebbe mantenere i fed fund fermi al 5,25-5,5%, me dalle sue parole potrebbero emergere delle novità sul taglio dei tassi d’interesse.
I punti incerti sono due: la data di inizio della normalizzazione monetaria e il suo ammontare. Le mosse della banca centrale americana saranno influenzate anche dai nuovi dati sull’occupazione, in forte frenata. A gennaio le aziende del settore privato hanno creato 107 mila posti di lavoro, molti meno dei 145 mila previsti e in netto calo rispetto ai 158 mila posti di dicembre.
Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 31 gennaio. Alle 15:30 il titolo Tesla cede l’1%. Un giudice ha stabilito che il patron Elon Musk non ha diritto al mega pacchetto di compensi assegnatogli dal cda della casa automobilistica, che potenzialmente può valere oltre 55 miliardi. Perché? «L’iter che ha portato all’approvazione del piano è stato profondamente viziato».
La causa era stata promossa da alcuni azionisti, che accusavano Tesla di causare uno spreco di risorse aziendali e un arricchimento ingiusto e sproporzionato per lo stesso Musk. Alle 15:30 le azioni Microsoft salgono dello 0,1%. La big tech ha chiuso il secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2024 con risultati in forte crescita. I ricavi si sono attestati a 63 miliardi (+18%), sopra le stime degli analisti ferme a 61,1 miliardi. Anche gli utili per azione di 2,93 dollari (+33%) hanno superato le aspettative, fissate a 2,77 dollari.
L’utile operativo per il colosso di Redmond ha toccato invece i 27 miliardi (+33%), mentre l’utile netto si è attestato a 21,9 miliardi (+33%). Il merito è dell’integrazione di ChatGpt in CoPilot: il chatbot ha potenziato il cloud di Microsoft e ha spinto la crescita della divisione. Alle 15:30 il titolo Alphabet cede il 6,3%. Anche la casa madre di Google ha pubblicato i conti del quarto trimestre. I ricavi hanno superato gli 86 miliardi (+13%) e l’utile netto è aumentato a 20,7 miliardi (+52%). Entrambi i valori hanno superato le stime degli analisti, che si aspettavano ricavi per 85,3 miliardi e un eps di 1,59 dollari. Anche i numeri del cloud hanno battuto le attese, ma i ricavi pubblicitari hanno mancato l’obiettivo fermandosi a 65,5 miliardi contro una previsione di 65,9 miliardi.
Alle 15:30 le azioni Boeing salgono del 3,6%. Il produttore di aerei ha chiuso il quarto trimestre 2023 con una perdita netta di 30 milioni di dollari (4 centesimi per azione), in miglioramento dai 663 milioni di rosso (1,06 dollari per azione) dello stesso periodo del 2022, mentre i ricavi sono arrivati a 22 miliardi (+10%). In entrambi i casi Boeing ha battuto le attese. Ma il distacco del portellone di un aereo 737 Max 9 dell’Alaska Airlines continua a pesare come un macigno sul futuro di Boeing. Le indagini sono ancora in corso, così il gigante americano ha preferito non dare indicazioni sul 2024.
Alle 15:30 il titolo Amd perde il 3,6%. Nel quarto trimestre gli utili della società di semiconduttori (77 centesimi per azione) sono rimasti in linea con il consenso, mentre i ricavi di 6,17 miliardi hanno superato le stime (6,12 miliardi). Amd però ha fornito delle previsioni più deboli del previsto per il primo trimestre del 2024: la società si aspetta 5,4 miliardi dalle vendite, meno dei 5,73 miliardi attesi. (Riproduzione riservata)