Wall Street chiude in ribasso: Dow Jones -0,2%, S&P 500 -0,6%, Nasdaq -1,2%. Per una volta segno negativo per Nvidia -5,5%
A deludere sono stati i nuovi dati sul mercato del lavoro, più forti delle attese (leggi sotto). Se l’occupazione resta tonica gli americani avranno più denaro da spendere e forti consumi potrebbero spingere l’inflazione al rialzo. Questo è uno dei timori maggiori del presidente della Fed, Jerome Powell, che infatti ha chiesto maggiori dati prima di procedere al taglio dei tassi, ora al 5,25-5,5%.
Wall Street apre la seduta debole. Alle 15:30 il Dow Jones è piatto, S&P 500 sale dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,4%. Le borse Usa risentono dei nuovi dati sul lavoro, che sembrano escludere ogni possibilità di un taglio dei tassi (ora al 5,25-5,5%) prima di giugno. A febbraio i nuovi posti di lavoro sono saliti a 275 mila, sopra i 229 mila di gennaio e più dei 198 mila attese. Anche il tasso di disoccupazione è cresciuto, arrivando al 3,9%: a gennaio era del 3,7% e il consenso aveva stimato che a febbraio rimanesse stabile. Infine, la retribuzione media oraria è cresciuta dello 0,1% a livello mensile (+0,2% il consenso) e del 4,3% su base annua.
Con il mercato del lavoro che resta forte, e quindi una maggiore disponibilità di denaro in mano alle famiglie, aumentano i timori che l’inflazione impieghi più tempo a rientrare al 2%, come dichiarato al Congresso dal presidente della Fed, Jerome Powell (negli Usa sono i consumi che spingono i prezzi). In questo contesto il cambio euro-dollaro resta stabile a quota 1,096 (+0,15%), anche perché la presidente Christine Lagarde ha annunciato che la Bce non taglierà i tassi prima di giugno. Nemmeno il rendimento del Treasury decennale si muove e resta al 4,09%. Infine il petrolio scambia in leggero ribasso: Brent -0,5% e Wti -0,6%. Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 8 marzo.
Alle 15:30 il titolo Tesla sale dello 0,8%. La casa di Elon Musk è quella più in difficoltà tra le Magnifiche 7. Dopo Eli Lilly, anche Novo Nordisk (-1,5%) l’ha superata per capitalizzazione (568 miliardi vs 594). La casa farmaceutica danese ha compiuto il sorpasso grazie alla spinta del suo nuovo farmaco anti-obesità.
Alle 15:30 le azioni Eli Lilly cedono l’1,7%. La Food and Drug Administration ha ritardato l’approvazione del farmaco contro l’alzheimer del gigante farmaceutico americano. Il medicinale dovrà superare un nuovo controllo da parte di un comitato indipendente che ne valuterà sicurezza ed efficacia.
Alle 15:30 il titolo New York Community Bancorp perde lo 0,3%. Moody’s ha cambiato idea sul rating della banca locale, che aveva declassato sotto la soglia investment grade per via dell’eccessiva esposizione al settore immobiliare commerciale Usa, in crisi. Il rating di NY Community Bancorp è ora in fase di revisione dopo che la società ha ottenuto un finanziamento di 1 miliardo.
Alle 15:30 le azioni MongoDB cedono il 2,5%. Il produttore di software per database ha pubblicato delle previsioni deludenti per il primo trimestre e per l’intero 2024. Nel quarto trimestre, però, ha battuto le attese. Gli utili rettificati di MongoDB hanno raggiunto gli 86 centesimi per azione su un fatturato di 458 milioni. Gli analisti avevano previsto 47 centesimi per azione su 433 milioni di ricavi.
Alle 15:30 il titolo Gap sale del 4,8%. I profitti del rivenditore di abbigliamento hanno superato le previsioni nell’ultimo trimestre. Gap ha registrato un utile per azione di 49 centesimi su un fatturato di 4,3 miliardi. Il consenso aveva stimato un utile di 23 centesimi per azione su 4,22 miliardi di ricavi. (riproduzione riservata)