Wall Street chiude in rosso: Dow Jones -0,7%, S&P500 -0,3%, Nasdaq -0,2%. McDonald’s perde il 3,7% a causa della scarsa crescita dei ricavi in Medio Oriente a causa della guerra. Secondo Cole Smead, ceo of Smead Capital Management, il mercato azionario statunitense si trova in una posizione «molto pericolosa» poiché i dati persistentemente positivi sull’occupazione e la crescita dei salari suggeriscono che gli aumenti dei tassi di interesse della Federal Reserve non hanno avuto l’effetto desiderato.
Wall Street prosegue la seduta in ribasso. Alle 19:15 il Dow Jones cede lo 0,65%, l’S&P 500 lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,1%. In una giornata caratterizzata dalle vendite i miglior titoli sulle borse americane sono Caterpillar (+2,1%), Apple (+1,6%), Intel (1,1%), Chevron (+0,5%) e Salesforce (+0,4%). Soffrono invece McDonald’s (-4,2%), Walgreens (-2,3%), 3M (-1,9%), Verizon (-1,8%), Boeing (-1,5%) e Microsoft (-1,3%).
Dopo che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha spiegato che avrà bisogno di maggiori certezze sul rallentamento dell’inflazione prima di avviare il taglio dei tassi d’interesse (leggi sotto), il rendimento del Treasury decennale è tornato a salire fino al 4,15%. Anche il dollaro ha guadagnato terreno sull’euro raggiungendo quota 0,9311 (+0,43%). Infine, il petrolio ha ripreso tono (Brent +1,15% e Wti +1,2%): secondo il ceo di Occidental Petroleum, Vicki Hollub, il mercato dovrà affrontare una carenza di offerta entro la fine del 2025.
Wall Street prosegue la seduta in rosso dopo che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha allontanato il taglio dei tassi (leggi sotto). Alle 17:30 il Dow Jones cede lo 0,9%, l’S&P 500 lo 0,5% e il Nasdaq lo 0,55%. A gennaio l’indice Ism non manifatturiero si è attestato a 53,4 punti, in aumento dai 50,5 di dicembre e sopra il consenso (52 punti).
Sempre a gennaio l’indice pmi composito di S&P Global è salito a 52 punti (stima preliminare a 52,3) dai 50,9 punti di dicembre: si tratta della crescita più significativa da luglio 2023. Il pmi servizi invece è stato rivisto al ribasso a 52,5 punti dalla stima preliminare di 52,9 punti, ma il dato continua a rappresentare il più forte incremento in sette mesi. Sul versante corporate va segnalata la prosecuzione dell’ondata di licenziamenti nel settore tech Usa: anche il social Snap (-4%) taglierà parte della sua forza lavoro (il 10%, circa 500 dipendenti) in tutto il mondo.
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,35%, l’S&P 500 lo 0,2%, mentre il Nasdaq è piatto. Le borse Usa non hanno accolto con favore le parole del presidente della Fed, Jerome Powell, che ha chiesto maggiori certezze sul rallentamento dell’inflazione prima di avviare il taglio dei tassi d’interesse (ora al 5,25-5,5%, ai massimi da 22 anni). In settimana inoltre sono previsti i discorsi di alcuni banchieri centrali, che potrebbero rendere il quadro più chiaro, e andrà avanti la stagione delle trimestrali con i conti di Walt Disney, Arm e Ford.
In attesa di maggiore chiarezza sulle prossime mosse delle banche centrali, e grazie alla tenuta dell’economia Usa e alla prudenza di Powell sul taglio dei tassi, il cambio euro-dollaro continua a scendere e raggiunge quota 1,0742 (-0,39%). Il rendimento del Treasury decennale invece sale al 4,12% (+0,9%) mentre il petrolio è poco mosso (Brent +0,2% e Wti +0,15%). Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 5 febbraio.
Alle 15:30 il titolo Nvidia sale del 3,7% e aggiorna ancora i massimi (la capitalizzazione è di 1,7 trilioni). Il gigante dei chip, in particolare di quelli per l’Intelligenza Artificiale, si gode la promozione di Goldman Sachs, che ha alzato il target price a 800 dollari (+21% dagli attuali 661,6 dollari). Nvidia si mostra ottimista sui risultati trimestrali del 21 febbraio grazie alla forza della domanda e secondo la Semiconductor Industry Association le vendite mondiali del settore aumenteranno del 13,1% nel 2024.
Alle 15:30 le azioni McDonald’s cedono il 3,3%. La catena di fast food ha riportato risultati trimestrali contrastanti: l’utile per azione ha raggiunto i 2,95 dollari su un fatturato di 6,41 miliardi, mentre gli analisti si aspettavano 2,82 dollari per azione su 6,45 miliardi di ricavi. Le entrate di McDonald’s non hanno battuto le attese per colpa del conflitto in Medio Oriente.
Alle 15:30 il titolo Caterpillar sale del 4,7%. Nel quarto trimestre il produttore di macchinari pesanti ha riportato un utile per azione rettificato in crescita a 5,23 dollari, sopra i 4,75 dollari stimati. Il fatturato ha raggiunto invece 17,07 miliardi, poco sotto i 17,13 miliardi indicati dal consenso. Le vendite sono state trainate in particolare dal mercato nord americano.
Alle 15:30 le azioni Boeing perdono il 2,2%. Il produttore di aerei dovrà controllare circa 50 jet 737 ancora non consegnati, perché uno dei fornitori potrebbe aver praticato alcuni fori nelle fusoliere in un punto sbagliato. Gli aerei saranno ispezionati e gli eventuali lavori potrebbero far tardare le consegne di Boeing, che già fatica a reggere la concorrenza del rivale Airbus e paga ancora le conseguenze dello scoppio del portellone di un 737 Max 9 dell’Alaska Airlines.
Alle 15:30 il titolo Stellantis cede il 2,1%. Nel weekend fonti di stampa hanno rivelato che il governo francese starebbe esaminando una fusione tra Stellantis e Renault per sfidare le case automobilistiche tedesche e cinesi. L’ipotesi però è stata smentita da John Elkann, ceo di Exor, la holding che controlla il gruppo italo-francese con Peugeot e lo Stato francese. (riproduzione riservata)