Wall Street chiude debole anche mercoledì 21 febbraio con il terzo risultato negativo consecutivo per alcuni degli indici come il Nasdaq e Russell 2000. Tutti e tre panieri principali sono vicini alla parità con un lieve recupero nel finale di seduta: Dow Jones +0,12%, S&P500 +0,13% e Nasdaq -0,3%.
Il mercato azionario di New York contina a seguire da vicino le vicende di Nvidia. Il titolo tech ha continuato a perdere terreno (-2%) dopo il tonfo del 4% del giorno precedente. Il gigante dei chip comunicherà i dati di bilancio del trimestre dopo la chiusura di borsa di stasera.
I ricavi della società nel quarto trimestre sono attesi in salita di tre volte rispetto al livello del trimestre precedente per la forte domanda di chip dovuta allo sviluppo della componente che domina il mercato dell'intelligenza artificiale (AI).
Le azioni di Nvidia sono già salite di quasi il 40% quest’anno, rendendola la migliore performance dell’S&P 500 dopo un balzo di quasi il 240% nel 2023. Ma gli analisti hanno osservato che la sua valutazione potrebbe essere troppo alta e che seguirebbe un brusco calo se dovesse esserci una correzione.
Si smorzerebbe l’entusiasmo di conseguenza anche per altri titoli legati all’intelligenza artificiale che hanno contribuito a sostenere il rally del mercato dal minimo di ottobre 2022.
Le azioni di Paolo Alto Network sono crollate del 28,2% dopo che la società di sicurezza informatica ha previsto ricavi per il terzo trimestre inferiori alle stime degli analisti.
Azioni di altre società di sicurezza informatica come Fortinet, Zscaler e Crowsstrike restano in una situazione di debolezza.
Sale Amazon in rialzo dello 0,2%, la società entrerà a far parte dell’indice Dow Jones Industrial Average a partire dalla prossima settimana, sostituendo Walgreens Boots Alliance. Le azioni di Walgreens hanno perso il 3,2%.
L’altro fattore di debolezza del mercato riguarda le attese riguardo l’andamento macro, l’inflazione è ancora lontana dall’essere sconfitta e la Fed non avrebbe motivo di procedere ai tagli dei tassi di interesse attesi. L’ultimo dato fornito sui prezzi al consumo ha complicato il quadro sulle mosse attese.
dopo la diffusione dei verbali dell’ultima riunione della Fed. IL Dow Jones cede lo 0,1%, l’S&P 500 lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,7%. Dalle minute emerge che i funzionari della Fed non hanno fretta di ridurre i tassi e rimarranno cauti sull’inflazione, pur non nascondendo un certo ottimismo. I banchieri centrali vogliono vedere dei segnali più forti di un rallentamento dei prezzi prima di iniziare ad allentare la politica monetaria, ma hanno anche sottolineato che probabilmente gli aumenti dei tassi sono finiti (i fed fund sono al 5,25-5,5%, ai massimi da 22 anni).
In generale, dai verbali traspare ottimismo sulla bontà delle mosse della Fed, che hanno fatto rallentare un’inflazione che procedeva con il tasso di crescita più alto da 40 anni. Wall Street però non recepisce e resta in rosso, concentrandosi più sull’assenza di fretta nei tagli. Così tra i titoli americani il peggiore è Intel (-3%), seguito da Walgreens (-2,9%), Ibm (-1,8%), Walt Disney (-1,5%) e Walmart (-1,4%). Tra i migliori spicca invece Nike, che sale del 2%. Dietro ci sono Dow (+1,9%), Verizon (+1,2%), Caterpillar (+1,2%), Chevron (+0,8%), Coca Cola (+0,8%) e Goldman Sachs (+0,9%).
Wall Street prosegue la seduta in rosso in attesa che le minute della Fed chiariscano la strategia della banca centrale americana per contrastare l’inflazione. Così alle 17:30 il Dow Jones e l’S&P 500 cedono lo 0,15%, mentre il Nasdaq perde lo 0,55%. Negli Stati Uniti il mercato immobiliare manda segnali sconfortanti. Nella settimana al 16 febbraio l’indice che misura il volume delle richieste di mutui è sceso del 10,6%, il calo maggiore del 2024, che segue il -2,9% della settimana precedente.
La riduzione delle domande si lega all’aumento del tasso di interesse medio contrattuale per i mutui a tasso fisso a 30 anni. Il valore è salito di 19 punti base arrivando al 7,06% nell’ultima settimana, il livello più alto da inizio dicembre. L’incremento è provocato dall’aumento dei rendimenti dei Treasury, dovuto alla tenacia dell’inflazione americana. I tassi ipotecari sono saliti di 28 punti base nelle ultime tre settimane.
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,35%, l’S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq lo 0,5%. Le borse Usa aspettano con nervosismo le minute della Fed, per capire come la banca centrale americana si comporterà nei prossimi mesi. I fed fund sono al 5,25-5,5%, ai massimi da circa 22 anni, e i primi tagli dovrebbero arrivare in estate dopo che l’inflazione americana di gennaio è cresciuta oltre le attese.
Per il presidente della Fed di Richmond, Thomas Barkin, gli ultimi dati «sottolineano le difficoltà recenti, con i prezzi dei servizi e dei beni rifugio rimasti costanti». In questo contesto il cambio euro-dollaro è rimasto stabile a quota 1,08. Stesso andamento per il Treasury decennale, il cui rendimento è fermo al 4,26%. Anche il petrolio è poco mosso: il Brent è stabile mentre il prezzo del Wti è sceso dello 0,1%. Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 21 febbraio.
Alle 15:30 il titolo Nvidia cede l’1,6%. Il gigante dei chip diffonderà i conti del quarto trimestre a borsa chiusa. Il titolo ha quasi raddoppiato il valore da inizio anno (capitalizza 1,7 trilioni, quarto titolo per dimensioni a Wall Street) e gli analisti si aspettano (qui il video) un incremento del fatturato a 20,5 miliardi (+240% su base annua) e un utile rettificato di 4,59 dollari per azione.
Alle 15:30 le azioni Amazon salgono dell’1,5%. Il fondatore del gigante dell’e-commerce, Jeff Bezos, ha ridotto ancora la sua quota cedendo titoli per circa 2,4 miliardi di dollari. La nuova operazione porta il totale delle azioni Amazon vendute da Bezos nell’ultimo mese a circa 50 milioni. Amazon inoltre entrerà a far parte del Dow Jones Industrial Average al posto di Walgreens, dopo che la catena di farmacie ha diviso le proprie azioni (qui il video).
Alle 15:30 il titolo Walt Disney cede lo 0,7%. FuboTV è ricorsa in giudizio contro la nuova joint venture di streaming sportivo di Disney, Fox e Warner Bros. Discovery. David Gandler, ceo della rete americana, ritiene che l’alleanza rappresenti una «estrema» repressione della concorrenza nel mercato dello streaming sportivo degli Usa: «Riteniamo che queste società, unendosi per riservarsi i diritti di distribuzione di un pacchetto sportivo dal vivo specializzato, stiano erigendo barriere insormontabili che impediranno di fatto a qualsiasi nuovo concorrente di entrare nel mercato».
Alle 15:30 le azioni Palo Alto perdono il 25,6%. La società di sicurezza informatica ha tagliato le stime sul fatturato annuo e ora prevede una crescita dei ricavi tra il 15% e il 16% dal precedente range del 18%-19%. Palo Alto però ha superato le aspettative sugli utili rettificati (1,46 dollari per azione vs 1,3 dollari) e sul fatturato (1,98 miliardi vs 1,97 miliardi) del secondo trimestre 2023.
Alle 15:30 il titolo Alphabet cede lo 0,25%. La holding di Google ha messo a disposizione degli utenti dei nuovi modelli di intelligenza artificiale, una mossa che dovrebbe spingere l’uso del cloud di Alphabet. Gli sviluppatori esterni infatti potranno basarsi su questi modelli per creare gratis dei software di AI. Google comunque non ha liberalizzato il suo prodotto più costoso, Gemini. (riproduzione riservata)