Wall Street chiude in rosso: il Dow Jones cede lo 0,2%, S&P 500 lo 0,1% e il Nasdaq lo 0,4%. Nelle sedute precedenti gli ultimi due indici Usa hanno aggiornato i massimi storici, spinti dal nuovo rallentamento dell’inflazione americana, che sembra avvicinare il taglio dei tassi d’interesse, ora al 5,25-5,5%, ai massimi da 22 anni. In settimana Jerome Powell aggiornerà il Congresso sulle prossime mosse di politica monetaria. Oltre al discorso del presidente della Fed, l’altro evento decisivo è datato venerdì 8 marzo, quando saranno diffusi i dati sulla variazione degli occupati nei settori non agricoli di febbraio.
In questo contesto il cambio euro-dollaro resta poco mosso a quota 1,085 (+0,2%), mentre il rendimento del Treasury decennale sale di poco al 4,22% (+0,05%). Il prezzo del petrolio invece scende (Brent -0,8% e Wti -1,3%) dopo aver sfruttato la proroga dei tagli alla produzione decisa dall’Opec+. Intanto il bitcoin supera i 67.000 dollari ed è sempre più vicino al record di tutti i tempi toccato nel novembre 2021 a 68.990 dollari.
Alle 15:30 il titolo Apple cede il 2,5%. L’Ue ha sanzionato la big tech con una multa da 1,8 miliardi di euro per abuso di posizione dominante: in particolare Apple avrebbe applicato impedito alle app di informare gli utenti di iPhone e iPad dell’esistenza di servizi di abbonamento musicale alternativi e a prezzi più bassi fuori dall’App Store. Si tratta della prima multa antitrust comminata alla Mela, che impugnerà la decisione.
Alle 15:30 le azioni Tesla perdono il 4,5%. Elon Musk si lancia anche nel business delle macchine volanti. L’uomo più ricco al mondo sta sostenendo Alef Aeronautics, azienda spagnola, che anche grazie al contributo della compagna spaziale del miliardario, SpaceX, ha raggiunto 2.850 preordini per il suo veicolo elettrico a decollo e atterraggio verticale. Ognuna delle sue auto costerà 300 mila dollari.
Alle 15:30 il titolo JetBlue sale dello 0,15%. La compagnia aerea americana aveva cercato di acquisire Spirit Airlines per 3,8 miliardi. Il progetto però è saltato ufficialmente, dopo che un giudice federale lo ha bloccato per timore che la fusione riducesse la concorrenza e provocasse un aumento del prezzo dei biglietti.
Alle 15:30 le azioni Ferrari cedono il 3,6%. La banca americana Citi ha ridotto il rating della casa di Maranello a sell. «Sebbene apprezziamo la qualità e le prospettive di crescita a lungo termine della Rossa, abbassiamo la raccomandazione a sell, perché mantenere un rating neutral richiederebbe un expected total return positivo (Citi si attende un -15%) e un target price di quasi 400 euro, che sarebbe difficile da giustificare». Gli analisti della banca americana però hanno alzato il target price da 308 a 329 euro «per riflettere stime sugli utili leggermente più elevate e spese più basse nel lungo termine».
Alle 15:30 il titolo Macy’s sale del 16,5%. Arkhouse Management, società di investimenti focalizzata sull’immobiliare, e Brigade Capital Management hanno alzato l’offerta per acquisire la catena di grandi magazzini, portandola a 24 dollari da 21 dollari per azione: in totale fanno 6,6 miliardi. La nuova proposta è a premio di circa il 33% e potrebbe superare le remore di Macy’s, che aveva respinto la precedente offerta, ritenedola troppo bassa. (riproduzione riservata)