L’S&P500 (+0,8%) ormai è a un soffio da quota 5.000, a 4.995 punti. In alto anche il Dow Jones (+0,4%) e il Nasdaq (+0,9%). Una stagione degli utili migliore del previsto, unita a previsioni ottimistiche, sta dando nelle ultime settimane la giusta spinta al mercato, dimostrando che la spesa dei consumatori è solida e che l’economia rimane resiliente a fronte di tassi di interesse elevati.
Wall Street continua la sua corsa. Alle 19:45 il Dow Jones sale dello 0,5%, l’S&P 500 dello 0,8% e il Nasdaq dello 0,9%. Le borse americane tornano a vedere i massimi con l’S&P 500 che si è avvicinato ai 5 mila punti per la prima volta nella sua storia. Tra i titoli americani invece si distingue Boeing (+1,75%), tallonato da Microsoft (+1,7%).
Dietro la coppia di testa seguono Nike (+1,5%), American Express (+1,4%), McDonald’s (+0,85%) e Caterpillar (+0,9%). Tra i peggiori si segnalano invece Verizon (-1,4%), Walgreens (-0,7%), Cisco (-0,6%), Walt Disney (-0,5%) e Chevron (-0,4%). Intanto sale l’attesa per le trimestrali di giornata: a fine seduta diffonderanno i conti Walt Disney e Amd.
Wall Street prosegue la seduta in rialzo. Alle 18:00 il Dow Jones sale dello 0,4%, l’S&P 500 dello 0,7% e il Nasdaq dello 0,8%. Le borse Usa riprendono tono dopo un inizio di settimana fiacco dovuto alle parole del presidente della Fed, Jerome Powell: il banchiere centrale ha chiesto nuove evidenze sul rallentamento dell’inflazione prima di avviare il taglio dei tassi e così ha deluso gli investitori. L’entità e l’inizio della normalizzazione monetaria quindi sono ancora incerte.
«Due o tre tagli sarebbero appropriati in questo momento. Ma non voglio dare un giudizio preventivo, questo solo è il mio istinto, basato sui dati che abbiamo finora», dichiara Neel Kashkari, presidente della Federal Reserve di Minneapolis, senza sbilanciarsi. In questo contesto di incertezza il cambio euro-dollaro si muove poco e sale a quota 1,0763 (+0,08%). Stessa sorte per il rendimento del Treasury decennale (4,11%), mentre il Brent e Wti crescono dello 0,5%. La scorsa settimana le scorte commerciali di petrolio sono aumentate di 5,5 milioni di barili, sorprendendo il mercato: l’aumento è ben oltre i 2 milioni di barili attesi.
Wall Street apre la seduta in rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,3%, l’S&P 500 e il Nasdaq dello 0,4%. In attesa dei dati settimanali sul lavoro e di importanti trimestrali come quelle di Walt Disney e Arm, le borse Usa assistono alla crescita del deficit della bilancia commerciale, salito a dicembre a 62,2 miliardi dai 61,9 miliardi precedenti (consenso a 62 miliardi). Il dato è figlio dell’incremento delle esportazioni a 258,25 miliardi (+1,5%) e di quello delle importazioni a 320,45 miliardi (+1,3%).
Le richieste di mutui invece sono tornate a salire e nella settimana terminata il 2 febbraio sono aumentate del 3,7% dopo il crollo del 7,2% dei sette giorni prima, il quarto rialzo nelle prime cinque settimane dell’anno. Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 7 febbraio.
Alle 15:30 il titolo Uber è piatto. Il gigante dei trasporti automobilistici privati ha chiuso per la prima volta un intero esercizio in utile e così ha riacceso le speranze sulla distribuzione di un dividendo. Nel quarto trimestre la società ha battuto le attese sia sul fronte dei profitti che dei ricavi e ora gli analisti si immaginano almeno il lancio di un piano di buyback.
Alle 15:30 le azioni Ford salgono del 5,3%. Il produttore americano ha chiuso il quarto trimestre del 2023 in rosso, ma l’annuncio di un dividendo supplementare ha spinto il titolo e acceso l’intero comparto automotive. La casa di Detroit nel 2023 è comunque tornata in attivo con un utile di 4,3 miliardi e nel 2024 prevede profitti al lordo delle imposte compresi tra i 10 e i 12 miliardi.
Alle 15:30 il titolo General Motors cresce del 2,3%. Il produttore americano ha stretto un accordo da 19 miliardi con la sud-coreana Lg Chem, che dal 2026 al 2035 gli fornirà materiali catodici per la produzione di batterie per veicoli elettrici. Il volume indicato sarà sufficiente per alimentare circa 5 milioni di veicoli elettrici ad alte prestazioni.
Alle 15:30 le azioni New York Community Bancorp perdono il 7%. La banca regionale statunitense ha annunciato una perdita sui prestiti di 552 milioni dovuta alla crisi del settore immobiliare commerciale. Di conseguenza l’istituto locale è stato declassato da Moody’s di due gradi al livello junk (spazzatura). Adesso si temono ripercussioni sui titoli di tutte le banche regionali Usa, come avvenuto con Silicon Valley Bank.
Alle 15:30 il titolo Snap cede il 30%. Il social media paga i ricavi inferiori alle attese e le previsioni deboli sul futuro, difficoltà provocate dalla guerra tra Israele e Hamas. A inizio settimana Snap aveva annunciato un taglio del 10% della sua forza lavoro a livello globale, circa 500 dipendenti. (riproduzione riservata)