Wall Street chiude con il Nasdaq in rialzo dello 0,4% e l’S&P500 dello 0,2%. In leggero calo, invece, il Dow Jones (-0,2%). In finale di seduta è arrivata la notizia che i leader parlamentari Democratici e Repubblicani sono ottimisti sul fatto che verrà trovato un accordo entro il fine settimana per riuscire a evitare la chiusura delle attività di governo. Ma la notizia bomba è che, secondo Bloomberg, Apple ha deciso sciogliere il suo team che lavora sulle auto elettriche, chiamato Special Projects Group. Apple (+0,8%) cesserà quindi i suoi sforzi per costruire un’auto capace di rivaleggiare con Tesla.
Wall Street continua a scambiare sotto la parità. Alle 19:40 il Dow Jones cede lo 0,4%, l’S&P 500 lo 0,1% mentre il Nasdaq è piatto. Tra i migliori titoli sulle borse Usa svetta Walt Disney (+1,2%), seguito da Boeing (+0,6%), Dow (+0,5%), Home Depot (+0,4%), Goldman Sachs (+0,35%) e Verizon (+0,2%).
Tra le azioni peggiori spiccano invece Amgen (-2,4%), Chevron (-1,9%), Amazon (-1%), Honeywell (-1%), Mc Donald’s (-0,9%), Intel (-0,9%), Visa (-0,8%), Coca Cola (-0,5%), Apple (-0,5%) e Ibm (-0,5%). Anche Microsoft soffre (-0,4%) perché la Commissione Ue sarebbe pronta ad aprire un’indagine antitrust sul deal da 15 milioni che renderà la big tech socio di Mistral, startup francese di intelligenza artificiale generativa. Un procedimento analogo è già in corso sulla partnership tra Microsoft e OpenAI.
In settimana sono previsti i dati sul pil americano del quarto trimestre e sull’inflazione pce di gennaio. Dopo che alcuni membri della Federal Reserve «hanno confermato la scorsa settimana che la banca centrale statunitense non ha fretta di tagliare i tassi, seguiremo con grande attenzione la pubblicazione giovedì del deflatore core, la misura sull’inflazione preferita dalla Fed, e le richieste di sussidi di disoccupazione venerdì», puntualizza Cesar Perez Ruiz, head of investments & cio di Pictet Wealth Management, che prevede un primo taglio dei tassi a giugno.
Wall Street prosegue la seduta contrastata. Alle 17:45 il Dow Jones cede lo 0,5%, l’S&P 500 lo 0,1% mentre il Nasdaq sale dello 0,1%. In attesa dei decisivi dati sul pil e sull’inflazione pce Usa (leggi sotto), il mercato immobiliare americano continua a faticare. A dicembre l’indice S&P/Case-Shiller dei prezzi delle case è sceso dello 0,4% a livello mensile ed è aumentato del 5,5% su base annua. Anche l’economia manda segnali poco confortanti. Secondo la lettura preliminare di gennaio gli ordini di beni durevoli sono diminuiti del 6,1% a livello mensile. Il dato ha deluso il consenso degli economisti, che si aspettavano una flessione del 4,5% mensile.
Ma il valore che più dà contezza dello stato di salute degli Usa è quello sulla fiducia dei consumatori. A febbraio l’indice è sceso a 106,7 punti rispetto ai 110,9 punti di gennaio. La lettura ha deluso il consenso, pari a 114 punti. Nello specifico l’indice relativo alle aspettative si è attestato a 79,8 punti, mentre quello sulla situazione attuale è risultato pari a 147,2 punti. Unica consolazione, a febbraio è migliorato l’indice Fed di Richmond sullo stato del settore manifatturiero. L’indicatore è salito a -5 dal -15 di gennaio.
Wall Street apre la seduta debole. Alle 15:30 il Dow Jones perde lo 0,3%, l’S&P 500 lo 0,1% e il Nasdaq è piatto. La spinta arrivata dai conti di Nvidia si è esaurita e nella prima seduta della settimana le borse americane hanno fatto un passo indietro dai massimi. Anche il 27 febbraio domina la cautela in attesa della lettura definitiva sul pil Usa del quarto trimestre (mercoledì 28 febbraio) e soprattutto del dato sull’inflazione pce (giovedì 29 febbraio).
I due valori influenzeranno le prossime mosse della Fed, che nel 2024 taglierà i fed fund (ora al 5,25-5,5%), ma è ancora incerto sia l’ammontare delle riduzioni che la data di partenza. In questo contesto il cambio euro-dollaro resta immobile a quota 1,084, e anche il rendimento del Treasury decennale non si muove e rimane a un passo dal 4,3%. Il petrolio invece scambia in rialzo (Brent +0,5% e Wti + 0,7%), ma il vero re dei mercati è il bitcoin, che ha sfondato i 57 mila dollari. Ecco cinque titoli da monitorare martedì 27 febbraio.
Alle 15:30 il titolo JP Morgan cede lo 0,3%. Il ceo Jamie Dimon ritiene che le aspettative del mercato su un atterraggio morbido dell’economia statunitense sono troppo alte. Tuttavia, l’ad non si aspetta una grave recessione come durante la crisi finanziaria del 2008, ma gli alti tassi di interesse e una frenata economica potrebbero colpire l’immobiliare commerciale e di conseguenze le banche regionali esposte al settore. Gli impatti macroeconomici saranno però limitati.
Alle 15:30 le azioni Kroger (+1,4%) e Albertsons (-0,8%) prendono rotte opposte. La Federal Trade Commission (Ftc) vuole bloccare il progetto di fusione tra le due catene di generi alimentari. Per l’autorità l’operazione da 24,6 miliardi, annunciata a ottobre 2022, creerà un player troppo grande, in gradi di limitare la concorrenza: la fusione, insomma, danneggerebbe i consumatori americani perché provocherebbe un rialzo dei prezzi.
Alle 15:30 il titolo Workday cede il 3,1%. Nel quarto trimestre gli utili adjusted del produttore di software aziendali hanno raggiunto gli 1,57 dollari per azione, sopra gli 1,47 dollari previsti dagli analisti. I ricavi di 1,92 miliardi (+17%) si sono invece allineati alle attese. Workday inoltre ha acquisito HiredScore, un fornitore di soluzioni di orchestrazione dei talenti basate sull’AI, e ha approvato un nuovo buyback fino a 500 milioni.
Alle 15:30 le azioni Unity Software perdono l’11%. Lo sviluppatore di videogiochi ha aggiornato le sue previsioni per il trimestre in corso e ora ritiene che l’ebitda rettificato sarà inferiore alle aspettative. Gli analisti avevano stimato una cifra vicina ai 113 milioni, mentre Unity Software ha indicato un valore più che dimezzato rispetto al consenso: tra 45 e 50 milioni.
Alle 15:30 il titolo Zoom balza del 9,3%. Nel quarto trimestre la società che offre servizi di comunicazione ha riportato un utile rettificato di 1,22 dollari per azione su un fatturato di 1,15 miliardi. Il dato ha battuto le attese: gli analisti si aspettavano profitti di 1,15 dollari per azione su 1,13 miliardi di ricavi.(riproduzione riservata)