Wall Street chiude contrastata, con il Dow Jones in rialzo dello 0,4%, lo S&P500 dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,1% mentre Leon Cooperman, ceo di Omega Family Office dichiara a Cnbc che gli investitori sono stati troppo ottimisti riguardo al numero di tagli dei tassi che la Federal Reserve metterà in atto quest’anno. Cooperman ha inoltre sottolineato che l’S&P 500 è ora scambiato a 21 volte gli utili futuri, il che sembra insostenibile.
Palantir vola del 30,8% grazie ai conti migliori delle attese: nel quarto trimestre la società specializzata nell’analisi dei dati ha registrato 608,4 milioni di fatturato, sopra i 602,4 milioni stimati, mentre le previsioni per il 2024 si sono rivelate in linea con le aspettative. Palanti ha inoltre rivelato di essere al lavoro per lanciare una piattaforma di Intelligenza Artificiale.
Wall Street prosegue la seduta contrastata. Alle 20:00 il Dow Jones sale dello 0,1%, mentre l’S&P 500 cede lo 0,1% e il Nasdaq lo 0,4%. Tra i migliori titoli americani spicca Walgreens (+3,2%), seguito da Nike (+2,6%), Cisco (+1,7%), Boeing (+1%) e Walt Disney (+1%), che il 7 gennaio diffonderà i conti. I titoli più in difficoltà sono invece McDonald’s (-1%), Intel (-0,5%), American Express (-0,4%), Verizon (-0,3%) e Microsoft (-0,3%).
Wall Street apre la seduta debole. Alle 15:30 il Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq salgono dello 0,2%. Le borse americane hanno perso slancio dopo le parole dei giorni scorsi del presidente della Fed. Jerome Powell ha chiesto maggiori certezze sull’inflazione e così ha rinviato il taglio dei tassi (ora al 5,25-5,5%, ai massimi da 22 anni).
Intanto va avanti la stagione delle trimestrali: a Wall Street chiusa sarà il turno di Ford, mentre mercoledì 7 febbraio toccherà ad Arm, Walt Disney e Uber. La seduta è poco movimentata anche sul fronte del cambio euro-dollaro (1,073) e dei titoli di Stato (il Treasury decennale rende il 4,14%). Il nuovo attacco degli Houthi in Mar Rosso spinge invece il petrolio (Brent a +0,8% e Wti a +0,6%). Ecco cinque titoli da monitorare martedì 6 febbraio.
Alle 15:30 il titolo Spotify guadagna il 10%. Nel quarto trimestre gli utenti attivi del gigante dello streaming musicale sono saliti del 23% annuo, arrivando a 602 milioni, 1 milione in più di quanto stimato nella guidance. Anche gli abbonati sono cresciuti a 236 milioni (+15%), superando anche in questo caso le stime.
Alle 15:30 le azioni Eli Lilly salgono del 2,6%. Il gigante farmaceutico ha battuto le stime degli analisti grazie ai risultati del suo farmaco dimagrante, Zepboud, e all’incremento del prezzo del farmaco per il diabete, Mounjaro. i due prodotti hanno spinto l’utile rettificato di Eli Lilly a 2,49 dollari per azione su un fatturato di 9,35 miliardi. Gli analisti avevano previsto 2,22 dollari per azione su 8,93 miliardi di ricavi.
Alle 15:30 il titolo Palantir balza del 23,5%. Nel quarto trimestre la società specializzata nell’analisi dei dati ha registrato 608,4 milioni di fatturato, sopra i 602,4 milioni stimati, mentre le previsioni per il 2024 si sono rivelate in linea con le aspettative. Palantir, inoltre, ha rivelato di essere al lavoro per lanciare una piattaforma di Intelligenza Artificiale.
Alle 15:30 le azioni Nxp Semiconductors crescono dello 0,8%. Il produttore di chip ha battuto le attese nel quarto trimestre: gli utili rettificati hanno raggiunto 3,71 dollari per azione, dato di 8 centesimi oltre le stime. I ricavi invece hanno toccato i 3,42 miliardi, ancora una volta sopra il consenso (3,4 miliardi).
Alle 15:30 il titolo Tesla cresce dell’1,2%. La casa automobilistica di Elon Musk non subisce il giudizio negativo di Daiwa, che ha abbassato il rating del titolo a neutral da outperform. Il declassamento si lega alle preoccupazioni sulla governance di Tesla dopo le indiscrezioni sull’utilizzo di droghe da parte di Musk e all’incertezza su possibili cambi di poltrona nel cda. (riproduzione riservata)