Giornata quasi piatta a New York. Ma a Wall Street l’indice azionario allargato S&P 500 si avvicina alla quota psicologica di 5.000 punti, anche se poi ripiega chiudendo a 4.998 punti con leggera variazione positiva. Si tratta dell'ottava chiusura record dell'anno. Sugli undici settori merceologici misurati dall’indice ben nove hanno chiuso con variazione positiva.
I titoli industriali Dow hanno guadagnato lo 0,13%, ovvero 48 punti, raggiungendo anch'essi un livello record. Il Nasdaq Composite che rappresenta i titoli tech ha guadagnato lo 0,2%. Bitcoin invece sale del 3%.
Per la prima volta da mesi, sono gli investitori individuali ad accaparrarsi le azioni, secondo gli analisti. L'economia ha retto meglio di quanto si potesse immaginare al peso dei tassi di interesse più alti, e anche la tendenza dei consumi sta reagendo.
Prosegue nel frattempo la stagione delle trimestrali, finora nel complesso positiva. Gli investitori, infatti, sembrano concentrarsi sugli utili societari mettendo in secondo piano il probabile rinvio dei tagli ai tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. Energia (+0,98%) e informatica (+0,77%) in buona luce sul listino S&P 500, mentre i settori utilities (-1,39%), beni di consumo per l'ufficio (-0,59%) e sanitario (-0,57%) sono tra i più venduti.
Balzo di Walt Disney (+13,72%). Performance positive anche per McDonald's (+1,11%), Salesforce (+1,05%) e Chevron (+0,88%). Male Amgen, che scende del 2,64%. Seduta negativa per Verizon Communication, che mostra una perdita del 2%. Sotto pressione Johnson & Johnson, che accusa un calo dell'1,52%.
Al top tra i colossi tecnologici di Wall Street, si posizionano Marvell Technology (+7,70%), Globalfoundries (+6,52%), MongoDB (+4,83%) e ON Semiconductor (+4,15%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su Paypal (-11,94%). Tonfo di O'Reilly Automotive (-5,04%). Lettera su Comcast Corporation, che accusa un importante calo del 4,72%. Scende anche Astrazeneca, con un ribasso del 4,30%.
Alle 20:00 il Dow Jones e l’S&P 500 sono piatti, mentre il Nasdaq sale dello 0,2%. Quella dell’8 febbraio è la seduta di Arm, che dopo i conti (leggi sotto) balza del 56%. Dietro il gigante dei chip di Soft Bank si piazza Walt Disney (+12%), che beneficia sempre della trimestrale (leggi sotto).
Ma dopo i due colossi dei semiconduttori e dell’intrattenimento c’è il vuoto. La seduta infatti è caratterizzata da un rosso diffuso tra le azioni: le più in sofferenza sono Verizon (-1,66%), J&J (-1,6%), Amgen (-1,5%), Visa (-1,1%), Boeing (-1%), 3M (-1%), Merck (-1%) e Jp Morgan (-0,9%).
Wall Street apre la seduta debole. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,15% mentre l’S&P 500 e il Nasdaq sono piatti. Le borse Usa prendono fiato dopo che una stagione di trimestrali con utili maggiori delle attese che ha spinto i listini verso nuovi massimi, con l’indice S&P 500 arrivato a un passo dai 5 mila punti. I profitti delle società americane hanno fatto dimenticare le parole del presidente della Fed, Jerome Powell, che a inizio settimana aveva chiesto più certezze sulla frenata dell’inflazione prima di iniziare a tagliare i tassi (ora al 5,25-5,5%, ai massimi da 22 anni).
È in questo contesto che arrivano le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, diminuite in sette giorni a 218 mila (-9 mila) e inferiori al consenso (220 mila unità). Anche il numero di sussidi continuativi si è ridotto ed è sceso a quota 1,871 milioni (-23 mila). Un mercato del lavoro che resta forte potrebbe far ritardare ancora il taglio dei tassi (più occupazione spinge i salari, quindi i consumi, causa principale del carovita negli Usa) e rafforza la valuta americana: il cambio euro-dollaro scende quindi a quota 1,074 (-0,2%).
La visione di una Fed più attendista fa crescere anche il rendimento del Treasury decennale al 4,15%. Infine, il petrolio corre (Brent +1,2% e Wti +1,1%) sostenuto anche dal calo delle scorte medie di benzina (-3,15 milioni di barili) e di distillati (-3,2 milioni di barili a 127,6 milioni di barili), più forte del previsto. Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 8 febbraio.
Alle 15:30 il titolo Arm balza del 35%. I risultati finanziari del produttore di chip hanno superato le aspettative e Arm ha alzato le stime sul trimestre in corso e sull’intero anno fiscale, che terminerà a marzo. L’azienda prevede un fatturato tra 850 e 900 milioni tra gennaio e marzo con un utile per azione di 30 centesimi. La media delle stime degli analisti è ferma invece a 778 milioni di ricavi e a un eps di 21 centesimi.
Alle 15:30 le azioni Walt Disney salgono del 10%. Il gigante dell’intrattenimento ha battuto le attese sui profitti, ridotto la perdita nello streaming e alzato le stime sugli utili. Il colosso americano ha annunciato anche un investimento di 1,5 miliardi in Epic Games e con buyback e un dividendo in crescita proverà a placare l’investitore attivista Nelson Peltz. Disney ha stretto anche un’alleanza con Fox e Warner Bros. Discovery nello sport e ha messo le mani sul film/concerto della star americana Taylor Swift.
Alle 15:30 il titolo Alphabet cresce dello 0,5%. La holding di Google ha cambiato nome al suo chatbot Bard: il rivale di ChatGpt si chiamerà Gemini, lo stesso nome del modello di intelligenza artificiale che lo alimenta. Alphabet inoltre ha lanciato un’apposita app e un abbonamento da 19,99 dollari al mese per usare la sua AI.
Alle 15:30 le azioni New York Community Bancorp perdono il 7,5%. La banca regionale declassata da Moody’s a livello spazzatura continua ad oscillare: il 7 febbraio ha recuperato il 6,7% dopo aver chiuso la seduta precedente in calo del 22%. Il calo di rating è arrivato dopo che New York Community Bancorp ha annunciato una perdita sui prestiti di 552 milioni dovuta alle difficoltà del settore immobiliare commerciale. Ora si teme un effetto contagio sulle altre banche locali mentre si avvicina l’anniversario della crisi di marzo 2023, quella che ha portato al crack di Silicon Valley Bank.
Alle 15:30 il titolo PayPal cede il 7,6%. Le previsioni sul futuro fornite dal gigante dei pagamenti online hanno deluso le attese e hanno fatto dimenticare l’incremento oltre le previsioni di utili e ricavi nel quarto trimestre 2023. PayPal prevede che nel primo trimestre la crescita annua degli utili per azione rallenterà al 4-5%, sotto la stima del consenso (+8,7%). (riproduzione riservata)