Seduta brillante a Wall Street, dove l’S&P500 (+1,1%) sale al nuovo record di tutti i tempi a 4.958 punti e il Nasdaq mette a segno un rialzo dell’1,7% a 15.629 punti trainato da Meta (+20,3%), che alla vigilia ha annunciato che per la prima volta nella storia distribuirà il dividendo. Mentre il Dow Jones si liita a un +0,3%. Nel frattempo Donald Trump ha annunciato che se verrà rieletto alla Casa Bianca non rinnoverà il mandato al presidente della Fed, Jerome Powell.
Wall Street inverte la rotta e prosegue la seduta in rialzo. Alle 20:00 il Dow Jones sale dello 0,5%, l’S&P 500 dell’1,2% e il Nasdaq dell’1,9%. Il listino tecnologico è spinto dalla corsa di Meta (+21%), ringalluzzita dai conti (leggi sotto). Tra gli altri titoli emergono Amazon (+8%), Chevron (+2,6%), Microsoft (+1,9%), Caterpillar (+2,4%) e American Express (+1,7%). Soffrono invece Walgreens (-1,8%), Intel (-1,9%), J&J (-1,1%), 3M (-0,8%) e Coca Cola (-0,7%).
Uno dei dati più significativi di giornata è il calo deciso del cambio euro-dollaro a quota 1,079 (-0,75%). La riduzione è legata ai dati sull’occupazione ben oltre le attese, che hanno attenuato le aspettative di futuri tagli dei tassi da parte della Fed. Negli Usa l’inflazione è da domanda, quindi se il mercato del lavoro resta forte gli americani continueranno a spendere e spingere i consumi. Ecco allora che anche il rendimento del Treasury decennale torna a correre e sale sopra il 4%, al 4,05%. Infine, il petrolio soffre: il prezzo del Brent scende dell’1,5% e quello del Wti dell’1,8%.
Wall Street apre la seduta contrastata. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,3% mentre l’S&P 500 sale dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,4%. In settimana la Fed ha tenuto i tassi fermi al 5,25-5,5%, ma ha aperto a nuovi tagli anche se non a marzo. A mercati chiusi, inoltre, Amazon, Meta e Apple hanno diffuso i conti, chiudendo la serie di trimestrali delle big tech (leggi sotto). Guardando invece ai dati macro, negli Stati Uniti il mercato del lavoro continua a restare tonico.
A gennaio i non-farm payrolls hanno superato le attese: in un mese sono stati creati 353 mila posti di lavoro (escluso il settore agricolo), mentre gli analisti si attendevano un aumento di 187 mila posti. La disoccupazione invece è rimasta stabile al 3,7%, meglio del 3,8% stimato. Le retribuzioni medie orarie si sono attestate a 34,55 dollari: l’incremento è dello 0,6% mensile e del 4,5% annuo contro attese di un +0,3% mensile e +4,1% tendenziale. Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 2 febbraio 2024.
Alle 15:30 il titolo Meta balza del 17,5%. La holding di Facebook, Instagram e WhatsApp premierà gli azionisti con il suo primo dividendo in assoluto e con 50 miliardi in buyback. Meta ha chiuso il quarto trimestre con 40,1 miliardi di ricavi (+25%) e un utile netto di 14 miliardi (+201%), in entrambi i casi oltre le attese grazie alla spinta della pubblicità.
Alle 15:30 le azioni Chevron (+1,9%) ed Exxon Mobil (+0,2%) scambiano in rialzo. Nel 2023 i profitti del primo dei due giganti petroliferi sono scesi a 21,3 miliardi (-40%), ma Chevron ha scongiurato danni a Wall Street aumentando il dividendo dell’8%. Exxon Mobil invece ha battuto le attese sull’utile per azione rettificato nel quarto trimestre: 2,48 dollari rettificati rispetto ai 2,21 dollari previsti. Sul fronte dei ricavi è successo l’esatto opposto: gli 84,3 miliardi di fatturato sono inferiori degli 85,2 miliardi previsti.
Alle 15:30 il titolo Amazon sale del 7,3%. Il gigante dell’e-commerce ha superato le aspettative anche grazie agli ottimi risultati della stagione natalizia e ha archiviato il 2023 con una crescita a doppia cifra di fatturato e profitti. Nel quarto trimestre 2023 Amazon ha realizzato ricavi pari a 170 miliardi (+17%) e un utile di 10,6 miliardi (1 dollaro per azione). Le attese erano di 166,2 miliardi di fatturato e 80 centesimi di eps (utile per azione).
Alle 15:30 le azioni Apple perdono il 2,5%. Nel trimestre gli utili diluiti per azione della Mela sono saliti a 2,18 dollari (+16%), sopra le stime degli analisti ferme a 2,1 dollari. Anche le vendite di iPhone hanno superato il consenso (69,7 miliardi vs 67,6 miliardi). Nuovo record pure per i servizi, ormai la seconda fonte di entrate, che hanno toccato i 23,1 miliardi di fatturato, dato di poco inferiore alle stime (23,3 miliardi). Sulle azioni pesa però la flessione dei ricavi in Cina, scesi di 3 miliardi.
Alle 15:30 il titolo Tesla cede il 2,1%. La casa automobilistica di Elon Musk ha richiamato 2,2 milioni di veicoli, quasi tutti i suoi mezzi elettrici negli Usa, perché le dimensioni errate dei caratteri delle spie luminose potrebbero aumentare il rischio di incidente. Si tratta del richiamo più grande di sempre. (riproduzione riservata)