Nuovo record del Nasdaq (+1,1%) a 16.272 punti trainato ancora una volta da Nvidia (+4%), la cui capitalizzazione ha superato i 2.000 miliardi di dollari. Record anche per l’S&P500 (+0,8%) a 5.137 punti, positivo il Dow Jones (+0,2%)
Durante la seduta si mette in mostra anche il Wti, che ha superato gli 80 dollari per la prima volta da novembre 2023. Il nuovo balzo del petrolio americano è legato alla possibilità che l’Opec+ estenda i tagli alla produzione fino al secondo trimestre, se non fino alla fine del 2024. La decisione verrà presa entro la prima settimana di marzo, ma intanto il greggio si è infiammato: il prezzo del Brent sale del 2% e quello del Wti del 2,3%.
Wall Street prosegue la seduta in rialzo. Alle 17:00 il Dow Jones sale dello 0,15%, S&P 500 dello 0,45% e il Nasdaq dello 0,6%. Le borse Usa continuano ad aggiornare i massimi prima raggiunti con la spinta delle trimestrali, e l’annessa pioggia di utili, poi grazie al rallentamento dell’inflazione, che avvicina il taglio dei tassi (leggi sotto).
Ora resta da monitorare lo stato di salute dell’economia americana, che resta tonica ma inizia ad avvertire i segni di una rapida stretta monetaria. A febbraio le spese per le costruzioni edili sono diminuite oltre le attese: il calo è stato dello 0,2% rispetto a una previsione di +0,2%. A gennaio, invece, era emersa una crescita dell’1,1%.
Anche l’indice Ism manifatturiero è sceso e ha raggiunto i 47,8 punti dai 49,1 di gennaio, dato sotto il consenso (49,1 punti). Altra cattiva notizia, la fiducia dei consumatori elaborata dall’Università del Michigan si è ridotta a 76,9 punti, meno dei 79,6 punti della lettura preliminare e del consenso, e sotto i 79 punti di gennaio. Male anche le aspettative di inflazione: quelle a 12 mesi sono al 3% e quelle a 5 anni al 2,9%.
Wall Street apre la seduta debole. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,15%, l’S&P 500 è piatto, mentre il Nasdaq sale dello 0,2%. Il rallentamento a gennaio al 2,4% dell’inflazione pce (2,6% a dicembre), la più osservata dalla Fed, ha portato il listino tecnologico Usa e l’indice S&P 500 a toccare un nuovo record.
Wall Street così ha chiuso febbraio in rialzo, il quarto mese di fila, perché gli investitori vedono i primi tagli dei tassi della Fed sempre più vicini. I fed fund sono al 5,25-5,5%, ai massimi da 22 anni, ma se il trend dei prezzi restasse questo, la banca centrale americana potrebbe iniziare a ridurli già a giugno.
Tassi più bassi significano una moneta più debole. Ma il cambio euro-dollaro non paga pegno e resta stabile a quota 1,081 (+0,01%). Anche il rendimento del Treasury è insensibile (quello del decennale sale al 4,27%), sintomo di una visione non troppo positiva sulla tenuta dell’economia Usa dopo una delle strette monetarie più forti della storia. Infine giornata di fuoco per il petrolio: il prezzo del Brent sale dell’1,8% e quello del Wti del 2,1%. Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 1 marzo.
Alle 15:30 il titolo Tesla perde l’1,3%. Il patron della casa automobilistica, Elon Musk, ha denunciato OpenAI, la società che ha creato ChatGpt, e il suo ceo Sam Altman. L’uomo più ricco del mondo ritiene che l’alleanza della startup con Microsoft abbia compromesso la missione originale dei creatori dell’intelligenza artificiale: volgere la nuova tecnologia al servizio dell’umanità. Secondo Musk, che ha fatto parte del board di OpenAI prima di uscirne nel 2018, Altman avrebbe anteposto il profitto alle questioni etiche.
Alle 15:30 le azioni NY Community Bancorp cedono il 25%. La banca regionale ha individuato delle debolezze sostanziali nei controlli interni, che riguardano in particolare la revisione dei prestiti. Ma questa è solo l’ultima delle difficoltà che hanno colpito l’istituto americano, che nelle scorse settimane è stato declassato da Moody’s fino al livello spazzatura, a causa della sua esposizione al settore immobiliare commerciale Usa, sempre più in crisi.
Alle 15:30 il titolo Dell balza del 28%. Nel quarto trimestre la società che produce computer ha riportato un utile per azione di 2,2 dollari su un fatturato di 22,32 miliardi. I risultati di Dell hanno superato le aspettative degli analisti, ferme a 1,73 dollari per azione su 22,16 miliardi di ricavi. La società capitalizza quasi 67 miliardi.
Alle 15:30 le azioni Hewlett Packard Enterprise salgono dello 0,7%. La società che fornisce servizi per data center e grandi imprese ha riportato dei conti contrastanti. Nel primo trimestre fiscale Hpe ha superato le aspettative degli analisti sull’utile per azione, arrivato a 3 centesimi. Ma i ricavi di 6,76 miliardi si sono rivelati inferiori al consenso, pari a 7,11 miliardi. La società inoltre ha fornito delle previsioni più deboli sul trimestre in corso.
Alle 15:30 il titolo Boeing è piatto. Il produttore di aerei ha trovato un accordo con il Dipartimento di Stato americano: pagherà 51 milioni a causa delle ripetute violazioni di alcuni suoi dipendenti cinesi, che hanno scaricato impropriamente dei documenti sui programmi del Dipartimento della Difesa americano. In particolare si tratta dei piani sugli aerei da combattimento F-18, F-15 e F-22, sul sistema di allarme e controllo aereo E-3, sull’AH- 64 Apache e sul missile da crociera AGM84E. Un nuovo guaio per Boeing dopo i problemi con i portelloni del 737 MAX 9. (riproduzione riservata)