Il mercato non si aspetta un taglio dei tassi Bce nel consiglio direttivo di dicembre, ma la banca centrale resta aperta alla possibilità di una riduzione nel caso fosse richiesto dai dati e dalle proiezioni economiche.
In tal senso è da valutare l’impatto sull’inflazione del nuovo Ets2 (Emissions Trading System), il sistema Ue che farà pagare dal 2027 le emissioni di anidride carbonica nei trasporti e nel riscaldamento degli edifici.
La presidente Christine Lagarde ha sottolineato a Firenze, dopo la riunione del 30 ottobre, che la Bce è ora «in una buona posizione» sui tassi, ma «farà tutto il necessario per restarci». Lagarde ha chiarito che la politica monetaria Bce «non è fissa» e che il target di inflazione è «simmetrico» al 2%. Di conseguenza non c’è un’asticella alta per un taglio, come invece suggerito da alcuni falchi del consiglio direttivo. I mercati scontano al 50% un altro taglio entro settembre 2026.
Ieri anche il presidente della Bundesbank Joachim Nagel non ha escluso nessuna opzione: «Dalle proiezioni di settembre i dati non sono sostanzialmente cambiati», ha detto in un podcast. «A dicembre esamineremo le nuove proiezioni e poi prenderemo una decisione sulla base dei dati. Teniamo aperte tutte le opzioni e penso che questo sia l’approccio più appropriato, date le numerose incertezze».
Così un taglio Bce nei prossimi mesi non è certo, ma non è neppure da escludere a priori. Saranno importanti le proiezioni economiche di dicembre che per la prima volta daranno un quadro sul 2028. Gli economisti sono attenti in particolare agli effetti del nuovo Ets2 (Emissions Trading System) che aumenterà di circa lo 0,2% l’inflazione 2027, ora attesa dalla Bce all’1,9%.
I governi europei però vogliono evitare un balzo nei prezzi dell’energia, peraltro in un anno di elezioni in Italia, Francia e Spagna. I Paesi stanno chiedendo alla Commissione Ue di ridurre o spalmare l’impatto di Ets2.
Di conseguenza l’inflazione dell’Eurozona nel 2027 potrebbe scendere in modo più netto sotto il target Bce del 2%. Le proiezioni di dicembre includeranno una diluizione dell’effetto negli anni dopo il 2027.
Ora Francoforte si attende il carovita sotto l’obiettivo già nel 2026 (1,7%). E non è escluso l’undershooting nel 2028. In tal caso la banca centrale potrebbe ritrovarsi sotto il target per tre anni.
La Bce non considera soltanto le proiezioni economiche di base, ma anche i rischi attorno allo scenario principale atteso. In quest’ottica sarà considerata anche l’inflazione non legata all’energia.
L’Ets2 è inoltre solo uno dei molti fattori valutati nelle proiezioni. Per esempio, l’inflazione potrebbe risalire se i prezzi di gas e petrolio aumenteranno e se l’euro si deprezzerà rispetto al dollaro e alle principali valute.
La banca centrale considera anche i rischi al rialzo sul carovita, come quelli legati alle filiere produttive e alle terre rare. In ogni caso una deviazione persistente dal target obbligherebbe la Bce a considerare un nuovo taglio.
Francoforte ha ridotto i tassi dal 4% al 2% tra giugno 2024 e giugno 2025. Nell’ultima riunione è stato confermato l’approccio «wait and see» a causa dell’incertezza ancora alta sull’economia.
La Bce è stata per il momento rassicurata dalla crescita del pil dello 0,2% nel terzo trimestre nell’Eurozona, lievemente sopra le attese. A dicembre lo scenario economico sarà comunque valutato alla luce dei nuovi dati. (riproduzione riservata)