La Commissione europea sanziona Delivery Hero e Glovo per aver violato la concorrenza con due multe da 223 milioni e 105 milioni, per un totale di 329 milioni di euro. Secondo Bruxelles il gigante tedesco delle consegne di cibo a domicilio e la sua controllata spagnola avrebbero creato un cartello per quattro anni, da luglio 2018 a luglio 2022, il primo in Europa che riguarda il mercato del lavoro.
L’indagine, partita nel luglio 2024, ha svelato un accordo per non sottrarsi i dipendenti, per scambiarsi informazioni commerciali sensibili e ripartirsi i mercati. «Cartelli come questo riducono la scelta per i consumatori e i partner commerciali», scrive la Commissione in una nota, «limitano le opportunità dei dipendenti e gli incentivi alla concorrenza e all’innovazione».
Delivery Hero e Glovo sono due delle più grandi aziende di consegna di cibo a domicilio in Europa. Nel luglio 2018 la prima ha acquisito una partecipazione di minoranza nella seconda e negli anni ha man mano incrementato la quota fino ad assumere il controllo nel luglio 2022.
Le due società avrebbero firmato un patto parasociale proprio quando Delivery Hero è entrato in minoranza nel capitale di Glovo. L’accordo conteneva delle clausole di non assunzione limitate prima ad alcuni dipendenti e dopo estese a tutto il personale.
L’altra contestazione in arrivo da Bruxelles riguarda lo scambio di informazioni commerciali sensibili, ad esempio su strategie, prezzi, capacità, costi e caratteristiche dei prodotti. Così le due aziende sono riuscite ad allinearsi e a influenzare i rispettivi comportamenti. Delivery Hero e Glovo, inoltre, si sono divisi i mercati.
Le società hanno evitato di entrare in un Paese in cui era già presente una delle due e si sono coordinate per decidere chi dovesse aggredire uno Stato nuovo per entrambe. Accuse che Delivery Hero e Glovo non hanno contestato: entrambe hanno ammesso il coinvolgimento nel cartello e hanno trattato con la Commissione per chiudere l’indagine antitrust con una multa milionaria.
«Le pratiche contestate sono state facilitate dall’uso anti-concorrenziale della partecipazione di minoranza di Delivery Hero in Glovo», spiega la vicepresidente esecutiva per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, Teresa Ribera, che ha anche la delega alla Concorrenza. Possedere una quota di un competitor non è di per sé illegale ma, secondo Bruxelles, in questo caso ha consentito contratti anticoncorrenziali.
«È la prima volta che la Commissione approva un accordo di non bracconaggio, in cui le aziende smettono di competere per i migliori talenti e riducono le opportunità per i lavoratori», aggiunge Ribera. L’intervento della Commissione serve quindi a garantire un mercato del lavoro equo, in cui i datori non si accordano per limitare numero e qualità delle opportunità per i dipendenti, ma competono per assicurarsi i talenti. (riproduzione riservata)