L’inflazione in Turchia torna a salire e con il nuovo cambio ai vertici della banca centrale, si riaccende il rischio di un altro aumento dei tassi di interesse nel Paese. A gennaio il carovita ha inaspettatamente registrato un risalita, seppur lieve, attestandosi al 64,9% dal 64,8% di dicembre.
Lo scorso 25 gennaio la banca centrale turca aveva alzato i tassi al 45% segnalando però la fine del ciclo di inasprimento. Dopo il dato sull’inflazione e delle dimissioni a sorpresa della governatrice Hafize Gaye Erkan, a causa di uno scandalo familiare, la politica monetaria potrebbe adesso spostarsi su altri toni. Fatih Karahan, il vice governatore scelto per sostituirla, ha dichiarato domenica che la banca centrale sarebbe «pronta ad agire» se le prospettive di inflazione peggiorassero. Secondo gli analisti, il cambio di leadership e l’inflazione più vischiosa hanno aperto la strada a un ulteriore inasprimento.
Sulla scia di un forte aumento del salario minimo e degli aggiustamenti fiscali governativi, i prezzi a gennaio sono aumentati al 6,7% rispetto al mese precedente, dopo cinque diminuzioni mensili consecutive, in base ai dati pubblicati lunedì 5 gennaio (6,5% l’attesa degli analisti). Secondo il ministro del Tesoro e delle Finanze Mehmet Simsek, l’ultimo aumento dell’inflazione è il risultato di fattori temporanei. «L’inflazione mensile diminuirà in modo significativo a partire da febbraio per procedere in linea con il percorso previsto», ha affermato dopo la pubblicazione dei dati.
Dopo le dimissioni della governatrice Hafize Gaye Erkan, gli investitori si aspettano che il suo successore intensifichi gli sforzi per migliorare l’economia.
Secondo un’analisi condotta da Bloomberg, a spingere l’ottimismo sarebbero soprattutto le credenziali del nuovo governatore, ex-economista presso la Federal Reserve di New York, che gode di un’ottima reputazione da quando è entrato a far parte del rinnovato Comitato di politica monetaria lo scorso anno.
Secondo gli esperti, l’attenzione si concentrerà su ciò che Karahan farà e dirà, nonché sulla possibilità che la svolta politica iniziata lo scorso anno mantenga il sostegno di Recap Tayyip Erdogan. Gli analisti ricordano infatti che il presidente turco rimane il decisore ultimo delle mosse di politica monetaria.
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